Se la vela è in grado di regalare tante emozioni, la navigazione notturna è pura magia, ma anche adrenalina e qualche volta brividi lungo la schiena. Per affrontarla al meglio è necessario gestire l’equipaggio, organizzare turni di guardia, pianificare la rotta, ma anche preparare la barca e assicurarsi di avere a bordo alcuni importanti accessori.

Il problema principale quando si naviga di notte è la visibilità ridotta. Non si vede il mare circostante e aumentano i rischi di urtare oggetti galleggianti alla deriva, come tronchi d’albero e relitti. In quel buio fitto non si distinguono i riferimenti a terra, così come i bassi fondali o le rocce e aumentano i rischi di urti e incagli accidentali. Se poi ci si trova a fronteggiare un groppo di vento o un po’ di mare formato ecco che allora la traversata notturna si trasforma in una piccola avventura. Occorre quindi seguire dei comportamenti adeguati per non rovinare quest’avventura.

Oltre ad aumentare la vigilanza a bordo ed essere sempre cauti predisponendo dei turni di guardia efficaci, è bene preparare in anticipo la barca e assicurarsi di avere un certo numero di accessori su cui contare.

Strumenti di navigazione

Prima di partire andrebbe regolata l’illuminazione degli strumenti all’albero o di quelli in pozzetto o presso la timoneria, come per esempio la bussola. Per essere sicuri di non andare incontro a problematici black out è sempre opportuno verificare la tensione delle batterie e non mollare mai gli ormeggi se questa non è ottimale. Se durante la notte si naviga a vela infatti saranno loro a tenere in vita la strumentazione di bordo.

Luce frontale

Una lampada frontale è uno strumento indispensabile per i velisti che navigano nelle ore notturne per svolgere liberamente e senza problemi qualsiasi operazione: leggere una carta nautica, regolare una vela, prepararsi un caffè. Le lampade frontali in commercio esprimono dai 20 ai 35 lumen i modelli base, per arrivare ai 150-350 lumen per i modelli più costosi. Alcuni modelli offrono la possibilità di variare il fascio di luce (con una profondità dai 20 ai 200 m) e sarebbero da preferire. Quanto al colore della luce, i led standard delle lampade frontali emettono il classico bianco acceso. I modelli nautici tuttavia dovrebbero avere una modalità a luce blu o verde, che al buio migliorano i contorni, o meglio ancora una tonalità rossa (che ad esempio troviamo sulla Raw Pro di Exposure Lights) che, come è noto, agevola il lavoro delle terminazioni nervose della retina in condizioni di scarsa visibilità, quindi affatica meno la vista e migliora la visione notturna anche su lunghi periodi.

Luci di via

Le luci di via, verde e rossa, sono obbligatorie e non si dovrebbe mai partire prima di averne controllato il corretto funzionamento. La luce ponte, a metà albero, è utile invece in caso di manovre in coperta. Anche durante la navigazione è sempre bene verificare che siano accese e visibili. Oggi esistono i modelli con luci a led che sono molto efficaci, durano a lungo e non necessitano di alcuna manutenzione.

Cerata

Coprirsi bene e ripararsi dalle intemperie quando si naviga di notte è fondamentale. Anche in estate infatti le temperature a bordo calano drasticamente e sentire freddo comporta un consumo eccessivo di calorie, ci si stanca prima e si è meno lucidi e reattivi. La giacca della cerata o uno spraytop possono garantirci la giusta protezione. L’importante è che si tratti di capi traspiranti.

Ais

Pensato per le navi, l’Ais è un sistema che identifica automaticamente le unità in navigazione che potrebbe rivelarsi utile quando si naviga nelle ore notturne magari accoppiato a un sistema di tracciamento radar. A differenza di altri strumenti consente di avere numerose informazioni sul tipo di unità: nome e tipo di nave, numero di registrazione, tipo di carico, codice Mmsi, lunghezza, pescaggio, destinazione, posizione, rotta, velocità, etc). A queste si possono aggiungere poi informazioni sulle manovre, il tempo per arrivare, all’approdo più vicino, l’angolo di prua, etc.

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Jack line

La jack-line, ossia quella cima che corre lungo il ponte a cui attacchiamo le nostre cinture di sicurezza, è una fondamentale precauzione valida sia per i navigatori solitari che da chi veleggia con persone non addestrate al recupero dell’uomo a mare. Costituisce anche un’importante cautela per tutti in caso di maltempo e nelle navigazioni notturne. Se di giorno in condizioni meteo favorevoli localizzare un uomo caduto in acqua è ancora possibile, con onda formata la stessa operazione diventa abbastanza ardua. Ma al buio è un’impresa disperata.

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Coltello multiuso

La pinza o il classico coltello multiuso è sempre utile per aprire un grillo, avvitare, tagliare, all’occorrenza ci si taglia una fetta di pane o ci si stappa una bottiglia e in generale averla nella tasca non è mai superfluo. Insomma una compagna di navigazione preziosa da avere sempre a portata di mano, agganciata alla cintura o nella tasca della cerata.

Emergenze in mare: perché un PLB è meglio di uno smartphone

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

2 Comments
  1. Bene il Plb,aggiungerei anche il telefono satellitare che ormai si compra a prezzi notevolmente ribassati e tariffe competitive.
    Piero

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