Dotazioni di bordo del tender: cosa è obbligatorio per legge

Dotazioni di bordo del tender

Che tu sia un diportista esperto o un neofita, la domanda “cos’è un tender?” sorge spontanea. Nel linguaggio comune, il tender è un piccolo gommone o una barchetta utilizzata per raggiungere la spiaggia o la banchina. Ma per la legge italiana, il tender nautico ha una definizione e un ruolo ben precisi. Comprendere la normativa sui tender è fondamentale per evitare sanzioni e navigare in totale sicurezza.

In questa guida completa, scopriremo la differenza tra tender e gommone, i limiti di navigazione imposti e, soprattutto, l’elenco aggiornato delle dotazioni di bordo obbligatorie per il tender alla luce delle più recenti normative.

Cos’è il tender di una barca (e perché non è «solo» un gommone)

La confusione più comune riguarda proprio la distinzione tra un gommone e un tender. La verità è che la differenza non risiede nella tipologia di scafo, ma nella funzione e nel regime giuridico dell’unità.

Tender: la Definizione Legale

Per la normativa italiana (in particolare il Codice della Nautica da Diporto), il tender è un’unità ausiliaria o di appoggio, il termine infatti deriva dall’inglese to tend, «assistere, accudire». Non è un’unità da diporto a sé stante, ma un “mezzo di servizio” strettamente legato a un’imbarcazione principale (“unità madre”).

Il suo status legale quindi è subordinato a quello della barca a cui serve. Di conseguenza, il tender non ha una propria “targa di immatricolazione”, ma deve esporre in modo visibile la targa o il nome dell’unità madre.

Tender vs. Gommone: la Differenza reale

Un gommone è un’unità da diporto a tutti gli effetti, che può essere utilizzata in modo autonomo. Se rispetta i limiti di potenza e dimensioni, può non essere immatricolato ma è comunque un natante con una propria identità legale.

Un gommone diventa un tender nel momento in cui viene utilizzato come unità di appoggio per un’imbarcazione più grande e ne rispetta i rigidi limiti di navigazione e uso. In questo caso la legge prevede determinate agevolazioni e limiti di utilizzo.

Chiariamo quindi l’equivoco più comune: «tender» non è una particolare tipologia di gommone, è una funzione. Lo stesso gommone che oggi usi come tender potrebbe domani essere usato in autonomia, e in quel caso smetterebbe di essere un tender agli occhi della legge.

– Leggi anche: I consigli di MagellanoStore per scegliere il tender della barca

Cosa può fare e non può fare il tender

Come abbiamo visto, l’utilizzo di un tender è strettamente limitato alle operazioni di servizio nei confronti di una barca principale, come il trasferimento di persone e materiale da e verso la riva, o l’assistenza per le manovre di ormeggio. La sua funzione non è la navigazione da diporto autonoma.

Limiti del tender

Ecco i limiti di navigazione del tender imposti dalla legge:

  • Distanza: il tender può navigare solo entro 1 miglio marino dalla costa o dall’unità madre a cui è asservito.
  • Funzione: l’uso deve essere esclusivamente per servizio. Non può essere usato per gite o escursioni che non siano funzionali all’unità principale.

Identificazione del Tender

Come previsto dalla normativa, il tender deve inoltre riportare in modo chiaro e leggibile il nome o il numero di immatricolazione della barca madre. Questo ne attesta la funzione di unità ausiliaria ed è fondamentale in caso di controllo.

Rispettando queste limitazioni la legge prevede una semplificazione sulle Dotazioni obbligatorie da avere a bordo.

Ciò che il tender non può fare quindi è comportarsi da unità autonoma pretendendo comunque le agevolazioni. Nel momento in cui il tender naviga in autonomia — per esempio una gita a qualche miglio dalla costa — smette di beneficiare del regime «di servizio» e deve avere a bordo tutte le dotazioni previste per quella distanza.

– Leggi anche: Tender piccolo: come allestirlo con motore fuoribordo elettrico

Le Dotazioni di Bordo Obbligatorie per il Tender (Aggiornato al 2026)

L’introduzione del Decreto 17 settembre 2024, n. 133 ha aggiornato e precisato le dotazioni di sicurezza per la nautica da diporto. Torniamo dunque alla fondamentale distinzione tra un gommone utilizzato come mezzo di servizio (Tender) e gommone utilizzato come unità autonoma.

Il regime agevolato del tender 

Per unità utilizzate come battelli ausiliari ovvero i veri Tender, la legge prevede che le uniche dotazioni di sicurezza obbligatorie sono rappresentate dai giubbotti di salvataggio (vedi ART.56 del Decreto 29 luglio 2008, n. 146 aggiornato con il Decreto 133 del 2024). Non viene specificata la classe di galleggiamento di questi dispositivi ma data la stretta vicinanza all’unità madre sono sufficienti i giubbotti salvagente da 100N. In questo scenario le dotazioni del tender sono davvero ridotte al minimo.

Se invece il battello viene utilizzato come unità indipendente le dotazioni sono quelle previste per le altre unità da diporto e dipendono dalla distanza dalla costa a cui si naviga.
Per ulteriore chiarezza, anche se state navigando entro 1 miglio dalla costa ma non avete rispettato le indicazioni previste dalla legge per identificare un battello come tender (indicazione del nome o numero di matricola dell’imbarcazione) le dotazioni di bordo obbligatorie saranno le stesse previste per le altre unità che navigano entro il miglio dalla costa:

  • Giubbotti di salvataggio: almeno uno per ogni persona a bordo, di categoria non inferiore a 100N.
  • Mezzi di esaurimento: una sassola o una pompa per eliminare l’acqua.
  • Salvagente anulare:
  • Estintore: obbligatorio se il tender è dotato di motore, con potenza e capacità estinguente adeguate. Per i dettagli leggi l’articolo sugli estintori in barca.

I documenti obbligatori a bordo del tender

Per utilizzare il tuo tender nel rispetto della legge, oltre alle dotazioni fisiche, il tender richiede alcuni documenti:

  • Dichiarazione di potenza del motore o certificato d’uso del motore.
  • Polizza assicurativa RC, dovuta a prescindere dalla potenza del motore quando il natante è usato come tender.

Il tender come zattera di salvataggio

Una delle novità più rilevanti del Nuovo Regolamento riguarda proprio il tender: per la navigazione entro le 12 miglia, la zattera di salvataggio costiera può essere sostituita da un battello pneumatico di servizio conforme a determinati requisiti (art. 54, comma 2). Ne parliamo in dettaglio nella guida dedicata Tender come Zattera di Salvataggio: tutti i Requisiti da rispettare

In conclusione, il tender non è un oggetto diverso dal gommone: è un gommone in una funzione precisa, con obblighi che cambiano a seconda dell’uso e della distanza. Chiarito questo, scegliere e attrezzare il proprio tender diventa molto più semplice.

Domande frequenti sul tender

Perché si chiama «tender»

Il termine viene dall’inglese to tend, «assistere, accudire». Nel linguaggio marinaresco il tender è da sempre l’unità minore che assiste quella maggiore. Il diporto ha ereditato la parola nel suo significato più semplice: il piccolo mezzo che serve la barca. È per questo che nei testi normativi lo trovi indicato anche come «battello di servizio».

Il tender ha bisogno della patente nautica?

Dipende dalla potenza del motore e dalla distanza, esattamente come per qualsiasi natante: non esiste una regola speciale per il tender in quanto tale. Valgono le soglie ordinarie che impongono la patente.

Devo assicurare il tender anche se ha un motore piccolo?

Sì. Quando il natante è usato come tender, la polizza RC è richiesta a prescindere dalla potenza del motore.

Il mio gommone è automaticamente un tender?

No. Lo diventa quando viene usato al servizio di un’unità madre e riporta sullo scafo la dicitura con sigla e numero di quest’ultima. Senza quel legame è un normale natante da diporto.

Posso usare il tender per andare a pescare a qualche miglio dalla costa?

Puoi, ma in quel momento non stai più operando nel regime agevolato di tender: devi avere a bordo tutte le dotazioni previste per la distanza a cui navighi.

Il tender può davvero sostituire la zattera di salvataggio?

Entro le 12 miglia sì, ma solo se è un battello pneumatico marcato CE conforme alle norme UNI EN ISO 6185 (parti 3 e 4), tenuto gonfio e varabile a mano, con a bordo il kit di sopravvivenza della zattera e un estintore aggiuntivo (art. 54, comma 2 del Regolamento).

– Leggi anche: Trucchi e consigli su come pulire il tender

MagellanoStore

La nautica con passione!

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.