La jack-line è un componente che corre lungo il ponte della barca e a cui attacchiamo le nostre cinture di sicurezza. Se state sostituendo le vostre jack-line o installandole per la prima volta, ecco alcune raccomandazioni e suggerimenti che possono esservi utili: i materiali, i carichi in gioco, l’allestimento e i punti di fissaggio ottimali.

La lista delle “cose da fare” sulle misure di sicurezza da prendere a bordo inizia a prendere forma in genere nel mese di ottobre, quando molti armatori preparano le loro barche per i passaggi oceanici verso le destinazioni più calde, oppure in primavera quando qui nel Mediterraneo si fanno le prime uscite e si organizzano le crociere estive. In cima alla lista dei lavori di bordo in entrambi i casi c’è il compito di installare la jack-line, ossia quella cima che corre lungo il ponte a cui attacchiamo le nostre cinture di sicurezza. Di solito le estremità della jack-line sono fissate alla base di una bitta a degli anelli o su un’altra ferramenta abbastanza solida. Per assicurarsi alla lifeline si usa un moschettone dotato di una fettuccia collegata a un’imbracatura. Il sistema non previene la caduta in mare, ma consente di rimanere in contatto con la barca.

Vediamo allora in dettaglio questo prezioso componente, i materiali con cui viene realizzato, come predisporlo a bordo e dove fissarlo.

Con mare formato, maltempo e di notte mai senza

La jack-line è una fondamentale precauzione di sicurezza valida sia per i navigatori solitari che da chi veleggia con persone non addestrate al recupero dell’uomo a mare. Costituisce anche un’importante cautela per tutti in caso di maltempo (una straorza o una strambata involontaria possono mettere a rischio di caduta in mare anche chi si trova in pozzetto) e nelle navigazioni notturne. Se di giorno in condizioni meteo favorevoli localizzare un uomo caduto in acqua è ancora possibile, con onda formata la stessa operazione diventa abbastanza ardua. Ma al buio è un’impresa disperata. Se poi, come di norma, il pilota automatico è inserito e non ci sono testimoni, diventa quasi impossibile stabilire quando è avvenuto l’incidente, quindi dove cercare esattamente il naufrago.

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Materiali: oggi vince il tessile ma occhio all’usura

La selezione dei materiali è solo uno dei tanti dettagli riguardanti le jack-line che meritano un’attenta riflessione. Da sempre utilizzate dai diportisti, le jack-line nel tempo si sono evolute passando dalle cime in canapa fino ai moderni cavi in Dyneema, una fibra forte, rigida (ad alto modulo) e più resistente dell’acciaio fino alle moderne Lifeline a nastro, resistenti e pratiche da utilizzare . Un tempo le jack-line erano costruite in acciaio inox, con l’inconveniente che rischiavano però di scivolare sotto i piedi, motivo per cui oggi si preferiscono le cinghie in tessile. Come tutti i cavi di bordo, anche le cinghie delle jack-line sono soggette all’usura provocata dall’esposizione ai raggi UV e pertanto hanno una durata limitata nel tempo.

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Di fondamentale importanza è risciacquarle con acqua dolce alla fine della vostra uscita o della vostra crociera, e smontarle se invece decidete di mettere a riposo la barca per l’inverno. Il consiglio, se le disarmate, è quello di stivarle in un ambiente secco e ventilato fino alla stagione successiva. Dopo due anni di utilizzo continuativo o quattro stagioni è necessario comunque sostituirle rimpiazzandole con cinghie nuove.

Carichi in gioco e resistenza alla rottura

In tema di jack-line le norme ISAF raccomandano una resistenza alla rottura minima di 4,500 libbre per la cinghia, anche se è consigliabile un carico più alto in caso di scafi che superano i 40 piedi di lunghezza. Il fattore di sicurezza minimo è 2.4: 1, basato sui carichi dinamici. Ciò significa che qualsiasi materiale adoperiate, questo dovrebbe essere in grado di sopportare 2,4 volte il peso generato da un corpo che cade in acqua oppure viene trascinato dalla barca alla massima velocità. Durante i test di collaudo tutti i produttori di tali cavi si sono resi conto di quanto l’elasticità della jack-line possa avere un impatto importante sull’efficacia della linea e nonostante l’approccio generico da parte della International Sailing Federation (ISAF) sugli standard di tale linea, il miglior materiale per una perfetta jack-line in realtà varia con l’aumentare della lunghezza della barca. In generale una buona jack-line dovrebbe resistere almeno a una forza pari a 2 tonnellate.

Anche se utilizzate appigli già esistenti in coperta per fissare la jack-line, su cabinati di piccole dimensioni non è facile trovare delle strutture abbastanza solide e in grado di sopportare i carichi in gioco. In ogni caso qualsiasi appiglio venga utilizzato a tale scopo dovrebbe essere adeguatamente dimensionato e se necessario rinforzato.

Come installare la jack-line in coperta: i punti critici

L’installazione della jack-line non è complicata, salvo tenere in considerazione alcune precauzioni. Per facilitarne l’allestimento sono realizzate con una bocca di lupo a un’estremità e sono disponibili in misure diverse o regolabili a seconda della lunghezza della barca. Le jack-line lavorano meglio se armate a circuito chiuso, in modo tale da potere camminare in sicurezza lungo tutta la coperta, da prua a poppa, senza la necessità di dovere sganciare la cintura di sicurezza e doverla poi riagganciare.

Inoltre, è consigliabile armare la jack-line a centro barca, ossia internamente rispetto ai passavanti, facendole anche passare sulla tuga. La cosa migliore è fissare o far passare a prua un’estremità in un punto centrale possibilmente dietro il salpancora, mentre le estremità di poppa si possono fissate in coperta sui passavanti in prossimità dell’inizio del pozzetto. A seconda poi delle diverse configurazioni del sartiame, il passaggio può essere più o meno difficile all’altezza dell’attacco delle sartie. Una seconda modalità di armo della jack-line consiste nel separare in due le cinghie in prossimità del piede dell’albero, dividendo così in due fasi separate il passaggio da poppa verso prua. Il punto di attacco dal piede dell’albero sarà il medesimo ma una scorrerà verso poppa sulla murata di sinistra, mentre l’altra su quella di destra. Questo secondo sistema è consigliato su barche che presentano un baglio massimo considerevole.

Il fissaggio della lifeline: tutti i punti strategici

Per l’installazione della lifeline è molto importante poter contare su dei punti fissi e solidi ai quali attaccare la cintura di sicurezza in pozzetto e quando si è al timone. In genere si tratta di appositi anelli in acciaio inox fissati a delle controplacche. A meno che non siano stati previsti dal cantiere di costruzione (solo per barche moderne di categoria A e B), si devono installare da soli questi punti per il fissaggio del cordone. Assicuratevi che siano montati correttamente, fissati alla coperta con delle controplacche e che siano adeguatamente dimensionati. I punti migliori dove installarli sono vicino alla discesa per andare sottocoperta e in prossimità della timoneria. Il pozzetto dovrebbe avere almeno un punto fisso di aggancio dedicato alla jack-line, ma considerate l’istallazione di appigli anche in altri punti strategici della coperta come la base dell’albero per esempio. Come procedere? L’ideale è predisporre gli appigli pensando al percorso e ai movimenti per raggiungere tutte le manovre.

La cintura di sicurezza e il cordone ombelicale

La cintura di sicurezza ovvero l’imbragatura dotata di gancio che viene indossata dall’equipaggio permette di collegarsi alla lifeline attraverso un cavo dotato di moschettoni detto cordone ombelicale. Questo accessorio dovrebbe essere lungo a sufficienza per permettervi di stare in piedi e muovervi liberamente sul ponte, ma corto al punto giusto da impedirvi di cadere in acqua. Il mercato offre cordoni ombelicali a Y dotati di due nastri di ancoraggio di diversa lunghezza che ci permettono di assicurare la seconda tenuta al successivo punto fisso prima di sganciarsi dalla jack-line. Il nastro più corto, di circa un metro, è utile in pozzetto, il secondo più lungo (solitamente 2 metri) per muoversi in coperta da prua a poppa. Assicuratevi poi che il moschettone con il quale vi attaccate alla jack-line abbia una sicura, per evitare aperture improvvise e involontarie. E ricordatevi, non vi attaccate mai né alle sartie né al paterazzo, perché in caso di caduta rischiate di danneggiare seriamente il vostro armo.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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