Arriva il Jet Thruster, la manovrabilità della barca a idrogetto

Manovre più facili quando si ormeggia la propria imbarcazione, ma senza la classica elica. Il sistema innovativo Jet Thruster sfrutta infatti la tecnologia a idrogetto con innumerevoli vantaggi. Ecco di cosa si tratta.

Arriva il Jet Thruster. Proposta dai cantieri ormai anche su barche di 12 metri, l’elica di prua (in inglese bow thruster) è un dispositivo a propulsione elettrica o idraulica collocato trasversalmente allo scafo nella zona prodiera. Quando azionato, il bow thruster permette alla barca di ruotare o traslare lateralmente in modo da agevolare le operazioni di ormeggio, soprattutto in caso di spazi angusti e di condizioni meteorologiche difficili.

A livello tecnico l’elica di prua, scelta in base alle dimensioni e al tipo di imbarcazione, viene inserita in un apposito tunnel che attraversa l’opera viva, ma esistono anche modelli applicati esternamente allo scafo. Insomma il bow thruster è una soluzione votata alla comodità dell’armatore che oltre alla propulsione classica può contare su eliche supplementari dislocate nei punti strategici dello scafo che gli facilitano l’ormeggio. La tecnologia nautica tuttavia è sempre rivolta al futuro e c’è chi anche in questo campo ha sviluppato un nuovo concetto di manovrabilità: il Jet Thuster.

Jet Thruster

Installazione semplice su qualunque barca

Il Jet Thuster è un innovativo sistema a idrogetto, adatto a ogni tipo di imbarcazione, sia a vela che a motore, di vetroresina o di legno, di acciaio o di alluminio, che sostituisce il tradizionale sistema a elica di manovra, apportando numerosi vantaggi. Il sistema è costituito da una pompa di dimensioni diverse in base al tipo di imbarcazione, che, attraverso una bocchetta di installazione, aspira acqua di mare. L’acqua di mare aspirata dalla pompa viene quindi inviata a due o quattro ugelli (due nel caso di sistema solo prua e quattro nel caso di sistema combinato prua/poppa) uscendo ad alta pressione e consentendo all’imbarcazione di spostarsi, facilitando così notevolmente le manovre.

Il principale vantaggio del Jet Thruster è l’installazione e il fatto che con una sola pompa è possibile installare anche l’idrogetto di poppa, rendendo massima la manovrabilità. Gli ugelli laterali di uscita dell’acqua vengono installati attraverso un piccolo foro nello scafo, a differenza dei sistemi tradizionali in cui occorre praticare un grande foro nella carena per l’alloggiamento del tunnel. Questo permette di installare il sistema in brevissimo tempo e senza dover fare interventi invasivi.

Leggi anche: Elica di prua: come sceglierla

Jet Thruster

Zero cavitazione e bassi consumi

Inoltre, a differenza dei thruster normali, questo sistema funziona sia che il getto sia dentro che fuori dall’acqua. Inoltre non essendo presente l’elica, sono del tutto assenti i noti fenomeni di cavitazione e, potendo essere installato più a prua, ha molta più forza di uno di pari potenza nominale. La completa assenza di organi in movimento, fa sì che sia scongiurato anche il rischio di raccogliere accidentalmente oggetti o cime galleggianti.

I vantaggi poi si hanno anche in termini di consumi: il tunnel dei sistemi tradizionali, infatti, genera attrito con l’acqua durante la navigazione, aumentando il consumo di carburante e diminuendo la velocità dell’imbarcazione. Il sistema a idrogetto invece non genera attrito con l’acqua e pertanto vengono ottimizzati sia il consumo di carburante che la velocità. Insomma

Al momento sono tre i sistemi a disposizione degli armatori che vogliono approfittare del sistema di manovrabilità a idrogetto: il Jet Thruster singolo a prua, il Jet Thruster singolo a poppa e infine un Jet Thruster combinato sia a prua che a poppa per una manovrabilità massima. Al momento in Italia il Jet Thruster è distribuito da Marina‘s Service. Info: www.marinaservice.eu/shop-distribution/jet-thruster-italia.

https://blog.magellanostore.it/elica-di-prua-una-guida-su-come-sceglierla/

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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