La navigazione notturna impone la massima prudenza e un controllo costante dell’ambiente che ci circonda. Come lavorano i nostri occhi in condizioni di scarsa illuminazione? È possibile incrementare la visibilità notturna? E come si può evitare l’affaticamento?  Ecco qualche nozione sulla visione notturna e alcuni trucchi per renderla più efficace.

Il sole sta per toccare l’orizzonte e avete trascorso l’ultima ora impostando a bordo ulteriori precauzioni di sicurezza per la navigazione notturna. Avete predisposto una luce stroboscopica sul vostro dispositivo MOB personale. Ogni membro dell’equipaggio sul ponte indossa una imbragatura e un giubbotto salvagente con una luce e un fischietto. La vostra imbarcazione sta già mostrando le luci di navigazione per rispettare le regole del traffico marittimo. Ogni carta nautica di cui avrete bisogno questa notte è stata estratta dall’armadietto, la vostra rotta è stata tracciata e le luci che vedrete lungo la costa sono state messe in nota. Avete la bussola a portata di mano e siete pronti a navigare. Ma sotto il buio mantello della notte, come vedrete?

Di notte, quando la visibilità è compromessa, i diportisti fanno affidamento su tutti i sensi per capire dove si trovano e come si muove la barca. Ognuno di noi aguzza le orecchie per ascoltare eventuali onde che si frangono, segnali sonori o rumori insoliti, ma a volte dimentichiamo come funziona la nostra visione di notte. In realtà possiamo usare alcune tecniche per aiutarci ad adattarci al buio e vedere più chiaramente di quanto pensiamo.

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Sviluppo della visione notturna

Quando usciamo di notte fuori dalla nostra porta di casa e guardiamo verso il cielo, notiamo prima le stelle più luminose, poi però se rimaniamo a guardare i nostri occhi si adattano e possiamo vederne molte di più. Una persona normale ha bisogno di 12-40 minuti prima che i suoi occhi si adattino alla scarsa luce e utilizzino pienamente la visione notturna. Ci sono però alcune accortezze che potete mettere in pratica per ridurre questo tempo e mantenere una buona visione per tutta la notte.

Preparare gli occhi per la notte inizia qualche ora prima che il sole tocchi l’orizzonte. Durante la parte più luminosa della giornata, i nostri occhi sono sopraffatti dalla luce. Iniziate a prepararvi alla notte indossando occhiali da sole e un cappello già durante la giornata. Questo faciliterà la transizione verso la notte e proteggerà anche gli occhi dal rischio di scottature. L’esposizione alla luce quando avviene di notte interrompe la nostra visione e ci richiede più tempo per riadattarci. Gli strumenti di navigazione luminosi inoltre possono essere un fastidio per chiunque voglia mantenere efficiente la propria visione notturna. Bisogna essere infatti consapevoli del fatto che l’uso frequente di un plotter cartografico con uno schermo illuminato durante la notte può compromettere la nostra visione in condizioni di buio. Per mantenere al meglio la visione notturna, occorre allora abbassare al minimo la luminosità sugli strumenti di navigazione. Poi è bene spegnere tutti gli strumenti non essenziali. Si possono riaccendere ovviamente in una situazione di emergenza, ma si possono programmare per un’impostazione di luce soffusa.

I nostri occhi adottano la visione notturna più rapidamente dopo l’esposizione alla luce rossa, anziché gialla o bianca. Sarebbe bene allora utilizzare a bordo torce elettriche dotate di lampade rosse. Quando si utilizza un riflettore per vedere le forme sull’acqua, è meglio estendere il braccio il più possibile fuoribordo per evitare che la luce riflessa sulla barca o sull’armo velico si rifletta nuovamente nei nostri occhi.

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Come usare la visione periferica di notte

La conoscenza dei segnali luminosi delle navi è essenziale durante le navigazioni notturne. Tuttavia, molte di queste rimangono spente e risultano difficili da trovare e identificare. Prendete questo scenario come esempio: siete al largo, al buio e sulla dritta della barca notate con la coda dell’occhio una forma scura. Quando però interrompete la scansione dell’orizzonte e cominciate a fissare nella direzione diretta della forma scura, non la vedete più. È come se era lì e fosse scomparsa. Cosa succede? I vostri occhi vi stanno giocando brutti scherzi? In realtà no. Questo è un errore comune derivante dalla poca familiarità che abbiamo con le tecniche di scansione visiva che utilizzano i nostri occhi. Quando la luce entra nell’occhio, passa attraverso la cornea alla retina. La retina ha cellule a forma di cono al centro, circondate da altre cellule a forma di bastoncelli. Questi ultimi funzionano in condizioni di scarsa luminosità perché sono molto più sensibili alla luce delle cellule a forma di cono.

A causa della posizione dei bastoncelli, questi vengono utilizzati anche per la visione periferica. Pertanto, stranamente, la vostra visione periferica è più adatta a individuare fonti di luce all’orizzonte di notte. Allenatevi a focalizzare mentalmente alcuni gradi sulla vostra visione periferica mentre guardate ancora avanti. Può sembrare strano non guardare direttamente ciò che volete, ma con la pratica questa tecnica diventa quasi automatica.

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Scansionare l’orizzonte nel buio

Senza una piena comprensione dei limiti dei nostri occhi, la scansione notturna dell’orizzonte in modo efficace può essere un problema. I nostri occhi hanno difficoltà a concentrarsi sugli oggetti quando siamo in movimento. Anche se spesso eseguiamo la scansione dell’orizzonte con un movimento ampio, è meglio eseguire la scansione più lentamente e fermarsi a intervalli regolari lungo il percorso. I nostri occhi devono muoversi da un punto all’altro, fermandosi ogni volta per mettere a fuoco. La visione centrale è quella che usiamo per concentrarci sulla lettura, guidare una macchina o vedere le cose direttamente davanti a noi. Comprende solo da 3 a 15 gradi del campo visivo ed è circondata dalla visione periferica.

Per una scansione completa dell’orizzonte fate una pausa ogni 5-10 gradi in modo da non perdere nulla a causa del vostro ristretto campo visivo. Un modo per misurare i gradi è usare il vostro corpo come strumento di misurazione. Sollevate il pugno di fronte a voi con un braccio disteso. La larghezza del vostro pugno è di circa 10 gradi. Potete verificarlo alzando il pugno verticale all’orizzonte e impilando un pugno dopo l’altro, mano a mano, contando ogni volta. Quando raggiungete nove pugni in alto, teoricamente avete coperto 90 gradi e dovreste quindi osservare un angolo di 90 gradi dall’orizzonte o al vostro zenit.

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Riconoscere e ridurre l’affaticamento degli occhi

Svolgere i turni di guardi di notte a bordo è una mansione piuttosto faticosa e la stanchezza influirà sulla vostra capacità di individuare oggetti al buio. I nostri occhi funzionano meglio quando guardano avanti. Durante la scansione, tenete gli occhi fissi davanti a voi e ruotate invece la testa. Ciò ridurrà la fatica e vi fornirà anche una visione più chiara. Anche se non ve ne accorgete, il naso blocca in parte la vostra visione quando guardate i lati ruotando gli occhi anziché la testa. Avete mai notato delle piccole strisce colorate che iniziano a danzare davanti a voi se fissate un punto abbastanza a lungo? Questo è un chiaro segno di occhi stanchi.

Continuate a muovere gli occhi regolarmente attraverso l’orizzonte. I nostri occhi lavorano molto più duramente quando sono fermi per lunghi periodi. Si sforzano anche quando cercano di vedere cose che sono lontane. Un modo per riposare gli occhi mentre si esegue la scansione sistematica dell’orizzonte è di fermarsi di tanto in tanto e concentrarsi su un oggetto vicino nella barca. Quando siete di guardia di notte, gli oggetti che state cercando sono piccoli e difficili da vedere. Una luce fioca lampeggiante, una macchia scura nel cielo o una sagoma grigia in lontananza potrebbero informarvi di banchi di nebbia, tempeste in avvicinamento o persino terra.

Da marinai prudenti facciamo tutto il possibile per assicurarci di essere preparati per ogni situazione. Troppo spesso tuttavia la cura degli occhi, le tecniche di scansione e il mantenimento della visione notturna sono argomenti che non conosciamo o li releghiamo agli ultimi posti della nostra lista di cose da fare. Tuttavia proprio a causa delle sfide intrinseche che porta con sé la notte, diventa ancora più importante prepararsi adeguatamente. Comprendere infatti le capacità e i limiti dei nostri occhi durante la notte e sviluppare tecniche che aiuteranno a massimizzare ciò che possiamo vedere, potrebbe fare la differenza tra navigare tranquilli o trovarsi in una una situazione pericolosa.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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