Mini Transat: ecco perchè è una regata così affascinante

Oltre 4.000 miglia di Atlantico da percorrere in solitario e senza assistenza ma soprattutto con barche lunghe appena 6,50 metri. La Mini Transat è una vera prova di forza, un’avventura ai limiti dell’estremo, un sogno per tanti skipper che scelgono la via del professionismo.

A parte i giri del mondo come il Vendé Globe, non conosco nessun’altra regata così dura, pura e straordinaria“, ecco spiegato cos’è la Mini Transat nelle parole di Jean-Luc Van Den Heede, uno dei più grandi navigatori oceanici. Creata nel 1977 dall’inglese Bob Salmon per emulare lo spirito avventuroso dei primi viaggi transatlantici, la Mini Transat è una regata in solitario riservata alla classe Mini 6.50 che si svolge ogni due anni con percorso dalla Francia ai Caraibi. Nel 2019 è proprio l’italiano Antonio Beccaria con uno scafo di serie a strappare per la prima volta l’ambito titolo ai francesi.

Nel corso degli anni, questa competizione ha acquisito la reputazione di una vera e propria scuola di regate oceaniche e per una buona ragione. La sfida non è solo legata alle esigue dimensioni della barca ma anche alla minimale attrezzatura consentita, condizione che esalta ancor più le abilità tecniche e strategiche dello skipper.
Per navigare in Atlantico in solitario, senza assistenza, senza previsioni meteo né alcun contatto con la terra ferma a bordo di barche di appena 6,50 metri, i concorrenti in gara devono essere versatili e capaci di affrontare tutte le sfide che l’oceano gli propone.

– Leggi anche: Mini Transat 2023: Alessandro Torresani tra i solitari

Mini Transat
Photo Credits: Mini Transat – Korrigan

Il percorso della Mini Transat

Il percorso da compiere anche in questa 23° edizione della Mini Transat copre oltre 4.000 miglia ed è diviso in due tappe. La prima, lunga 1350 miglia nautiche salpa il 27 settembre 2021 da Les Sables D’Olonne, una splendida cittadina nel nord della Francia, per concludersi a Santa Crux de La Palma, l’isola più occidentale dell’arcipelago delle Canarie. La seconda parte invece il 29 ottobre dopo una sosta di 26 giorni per terminare a Saint François, in Guadalupe. Si tratta di un percorso difficile e caratterizzato nella prima tappa dalle complesse condizioni meteomarine del Golfo di Biscaglia, dal trafficato Capo Finisterre e dalla discesa verso Sud lungo la costa portoghese alla ricerca del regime stazionario degli Alisei. La seconda tappa, la cui partenza è in programma il 29 ottobre dopo una sosta di 26 giorni, prevede invece l’attraversamento dell’Atlantico e l’arrivo a Guadalupa in circa 15-20 giorni dopo aver percorso 2700 miglia nautiche.

Si naviga prettamente alle andature portanti, sfruttando gli Alisei che soffiano da Est. I concorrenti possono optare per una rotta a Nord più corta ma con venti stabili oppure a Sud, più miglia ma con venti più sostenuti e imprevedibili. Oltre alle difficoltà meteorologiche a rendere la regata tra le più difficili al mondo concorre l’assenza di assistenza da terra. A bordo sono infatti consentiti solo la radio Hf e il Gps, mentre sono vietati telefoni cellulari, computer e sistemi cartografici: c’è una sola comunicazione giornaliera con classifica provvisoria e bollettino generale.

Photo Credits: Mini Transat – Korrigan

Come ci si qualifica alla Mini Transat

Quanto sia dura e impegnativa questa sfida in oceano è testimoniato dal fatto che per prendervi parte occorre una rigida qualificazione e il numero di partecipanti è assolutamente ristretto. Per poter partecipare alla Mini Transat infatti si devono avere percorso negli ultimi cinque anni più di 1.500 miglia nel circuito Mini 6.50, con almeno una tappa di 500 miglia e una competizione in solitario sulla barca con la quale si gareggerà. Oltre a questo è necessario un percorso di qualificazione di 1.000 miglia non-stop in oceano Atlantico, in un’area compresa tra il Sud Est dell’Irlanda e l’isola di Ré o nel Mediterraneo tra Sète, le Baleari e l’isola di Gorgona. L’obiettivo di questa rigida selezione è concentrarsi su chi ha navigato di più e non su chi ha ottenuto i risultati migliori, il che però dà anche a tutti una possibilità, qualunque sia il loro livello tecnico o la loro barca.
Ci sono soltanto 84 posti disponibili per cui i pretendenti devono anche sfidare il tempo e completare il percorso di qualifica prima che venga raggiunto il numero limite di partecipanti.

Photo Credits: Cimaboats.com

Le Barche

La Mini Transat può essere disputata con due tipologie di barche: Serie e Prototipi.  Questa scelta offre da una parte la possibilità di partecipare alla regata con imbarcazioni “standard” dai budget ridotti mentre con la classe prototipi si aprono le porte al futuro lasciando spazio all’innovazione e alla tecnologia senza però tradire lo spirito originale di questa competizione.

Prototipi

I Mini 6.50 Proto sono barche one design sulle quali è possibile utilizzare materiali e soluzioni tecniche innovative con l’unico vincolo della lunghezza che deve essere pari a 6,50 mt. Queste barche rappresentano quindi il terreno di esplorazione della classe Mini che non manca di apportare il suo contributo alla sperimentazione e all’introduzione di nuove soluzioni come le prue Scow che cominciano ad essere utilizzate anche in altre classi. Le barche Mini prototipo sono insomma dei piccoli gioielli tecnologici, vere formula uno del mare in miniatura, scafi in carbonio che possono viaggiare a oltre 20 nodi e sui quali è normale trovare daggerboard, ballast e ultimamente anche i foil.

Barche di serie

Questa categoria di barche è stata introdotta all’inizio degli anni ’90 con lo scopo di limitare il più possibile le differenze tecniche tra i concorrenti ed esaltare la componente umana della regata. Al contempo i Mini di serie puntano ad essere barche semplici, facili da costruire e poco costose, in modo da renderle accessibili al maggior numero di appassionati possibile. Ricordiamo infatti che la Classe Mini 650 è nata proprio in reazione alla dispendiosità dei mezzi delle grandi regate tradizionali che richiedono budget decisamente importanti e spesso inarrivabili ai più.

Per rientrare nella categoria Mini 6.50 di Serie, queste barche devono essere prodotte in almeno 10 unità osservando una box rule rigida ovvero regole di costruzione ben definite che lasciano poco spazio a modifiche. Ad esempio non è assolutamente ammesso l’utilizzo di carbonio sia nella costruzione dello scafo che dell’albero. Analogamente sono proibite anche le daggerboard e i ballast.

Attualmente sul circuito Mini troviamo numerosi modelli di serie tra cui Argo, Mistral, Nacira, Ofcet, Super Calin, Pogo 1, Pogo 2, Pogo 3, Maxi, Vector, Naus, Dingo, ecc…

La storia della Classe Mini

La prima edizione della regata ideata dall’inglese Bob Salmon si tenne nel lontano ottobre del 1977 quando 24 scafi si lanciarono da Penzance (Inghilterra) alla volta di Antigua passando per Tenerife (Canarie). Inizia così l’avventura della Mini Transat la prima regata oceanica per tutti, o almeno tutti coloro che hanno in coraggio di affrontare l’oceano su un guscio di appena sei metri e mezzo. Il percorso ha subito alcune variazioni durante gli anni ma la natura avventurosa di questa regata, che si tiene ad anni alterni, non è mai venuta a mancare.

Da oltre 40 anni la “Mini” rappresenta il trampolino di lancio per ogni velista che voglia aprirsi una carriera nelle competizioni oceaniche. Le dure condizioni a cui sono esposti i concorrenti (navigazione in solitaria, attrezzatura minimale, nessun contatto con la terraferma) rendono questa regata un banco di prova insostituibile per chi aspiri a lasciare il proprio nome nella storia della vela.

Allo stesso tempo la Classe Mini è diventata un importante punto di riferimento per sperimentare nuove soluzioni tecnologiche che partendo da questo “laboratorio” trovano a volte applicazione diffusa in altri ambiti della nautica.

Anche in Italia… è MiniMania!

La comunità dei ministi è molto nutrita e negli ultimi anni si è creata una bella reputazione in campo internazionale. Inizialmente di dominio francese la fama della Mini Transat ha raggiunto ogni angolo del globo ed oggi può identificarsi come una vera e propria “MiniMania”.

Nel 1994 viene costituita la Classe Mini 6.50 Italia (www.classemini.it) attorno alla quale si radunano tutti i progettisti, gli skipper e la comunità dei semplici appassionati che cresce ogni giorno di più.  Il mondo Minitransat italiano gode oggi di stima e fiducia a livello internazionale, non a caso sono ben 7 gli skipper partecipanti all’edizione del 2021 tra cui il nostro Giammarco Sardi (aka Mambo) che corre con i colori di MagellanoStore.it.

Insomma per la maggior parte degli skipper la Mini Transat è una regata affascinante, una vera palestra per l’oceano, uno spazio aperto alla realizzazione di un sogno. Per alcuni è un obiettivo sportivo, per altri un’avventura tutta da vivere.

 

 

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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