Scala dei venti: Beaufort e altre per misurare la forza del vento

Scala dei venti: Beaufort e altre - Magellano Store

La scala dei venti è solo uno dei tanti strumenti utili per il mare. Al giorno d’oggi durante la navigazione i diportisti possono ricevere informazioni meteorologiche di ogni tipo, leggere bollettini di previsione, consultare stampati meteofax e ricevere l’assistenza da terra di agenzie meteo specializzate. Tuttavia, per interpretare correttamente tutte queste informazioni, i velisti devono conoscere la terminologia meteo nautica di base.

Alcuni tra i parametri meteorologici più importanti per la navigazione sono la forza del vento e lo stato del mare. Parametri, questi, che vengono codificati in scale standardizzate a livello internazionale al fine di permetterne una chiara individuazione. La corretta interpretazione dei dati così codificati e ricevuti nei bollettini meteorologici costituisce un importante bagaglio per una condotta sicura della navigazione.

In questo approfondimento di Magellano Store vedremo quindi come funziona la scala dei venti Beaufort – e altre scale – per la misurazione dell’intensità del vento, e quali sono le caratteristiche specifiche di tali parametri.

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Come si misura il vento?

Prima ancora di dedicarci alla scala dei venti, è bene “maneggiare” questo elemento, che in meteorologia viene definito come “una massa d’aria in movimento, da una zona a pressione maggiore ad una con pressione minore”. La sua direzione viene espressa in base alla direzione in cui soffia e si può misurare con banderuole e con maniche a vento. Dire ad esempio “vento occidentale” significa che sta soffiando da ovest verso est. Per quanto riguarda la velocità del vento, questa viene invece misurata dagli anemometri, tipicamente mediante eliche o coppe rotanti, come nelle tradizionali stazioni meteo.

Scala Beaufort dei venti: le caratteristiche e a cosa serve

Il vento che soffia sulla superficie del mare genera le onde e può rendere difficoltosa la navigazione, oltre che causare problemi di stabilità e danni alle imbarcazioni. A tal proposito, resta sempre prezioso il nostro approfondimento dedicato al salvataggio della barca in caso di burrasca. Per chi naviga è dunque necessario conoscerne la forza attraverso la scala dei venti Beaufort, che serve a descrivere l’intensità del vento.

Questa scala del vento prende il nome dall’Ammiraglio inglese Francis Beaufort (1774-1857).  Addetto al servizio idrografico britannico, nel 1805 perfezionò una scala esistente per la misura del vento in mare. La sua scala per la misurazione della forza del vento va a suddividersi in 12 livelli di intensità ciascuno dei quali è definito da una descrizione e un relativo range di velocità. Per esempio, il livello 1 “bava di vento” va da 1 a 3 nodi di velocità, mentre il livello 12 “uragano” segna velocità maggiori di 64 nodi. Si ricorda che in caso di eccezionale necessità la scala Beaufort del vento può essere estesa fino a livello 17, corrispondente a una velocità di 120 nodi.

Scala del vento Douglas: misura delle onde e stato del mare

Analogamente, con “stato del mare” si indica la condizione complessiva della situazione ondosa osservata o prevista in un particolare tratto di mare. Un’informazione importante per i diportisti: basti pensare a quanto ne è condizionato il comfort della navigazione, la rotta e gli stress che i movimenti di beccheggio e rollio esercitano sullo scafo. 

È la scala del vento di Douglas a descrivere lo stato del mare e prende il nome dal capitano della Marina britannica H. P. Douglas che la elaborò nel 1921. Nel 1929 venne adottata a livello internazionale dalla Conferenza Internazionale della Meteorologia svoltasi a Copenaghen.

La scala Douglas descrive lo stato del mare in nove livelli, ciascuno dei quali ha una stringa descrittiva e un range di altezza d’onda. Per esempio, il livello 1 equivale a “quasi calmo” con da 0,1 a 0,5 metri d’onda; mentre il livello 9 equivale a “tempestoso” con altezze d’onda superiori a 9 metri.

Scale vento

Con quale scala si misurano i venti?

Quando parliamo di scala dei venti, nella scala Douglas così con il termine altezza d’onda si intende l’altezza significativa indicata con H1/3. Si tratta di una grandezza statistica che può essere considerata come la media del terzo di onde più alte osservate o previste. Questa definizione pratica è stata elaborata dagli studiosi statunitensi dello Scrips Institution of Oceanography durante la Seconda Guerra Mondiale poiché ritenuta vicino alla stima di altezza che avrebbe visivamente un esperto navigante.

Per questo, un’altezza significativa di 0,5 metri sta a significare che le onde più alte saranno in media di 0,5 metri, ma ciò non esclude che si potrebbero incontrare anche onde di altezza maggiore. Spesso viene riportata una corrispondenza tra i valori della scala Beaufort e quelli della scala Douglas. Per esempio, a un vento forza 9 “burrasca forte” corrisponde un mare 8 “molto grosso”.

Occorre comunque fare attenzione perché tale stima è valida solamente in ampie zone di fetch. Infatti, è ottenuta considerando solamente la forza del vento e tralasciando altri fattori che influenzano l’entità del moto ondoso, quali per esempio la forma della costa o il fondale o la presenza di correnti. Inoltre la correlazione tra i valori delle due scale non tiene conto dell’onda di mare lungo. Ma prende in esame le sole onde generate dal vento che spira sulla superficie di mare considerata.

Scale vento

Scala dei venti: come interpretare correttamente i valori

Nell’interepretazione della scala dei venti, talvolta vengono proposte le altezze relative al mare completamente sviluppato; cioè quando il vento spira da sufficiente tempo su una vasta zona di mare. Tuttavia da vari anni la ricerca di settore ritiene questa condizione puramente ideale. Pertanto tali dati devono essere interpretati con rigore ed estrema cautela.

Per concludere, le scale del vento Beaufourt e Douglas forniscono gli indici per descrivere l’intensità del vento e lo stato del mare in meteorologia nautica. Per una corretta interpretazione dei bollettini ricevuti a bordo e delle informazioni meteo trasmesse da terra, e per calcolare il vento reale, è opportuno interpretare i parametri delle suddette scale; tenendo bene in considerazione la zona di mare e la situazione in atto del vento. In questo contesto assume particolare importanza la definizione di altezza d’onda significativa e la conoscenza basilare della genesi del moto ondoso a opera del vento.

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Domande frequenti

Hai ancora dubbi sulle scale dei venti? Allora ecco alcune risposte alle domande più frequenti su questo tema.

Quando è forte il vento per la navigazione?

Grazie alla scala dei venti, è possibile misurare l’intensità del vento stesso. Tipicamente, per andare per mare, il vento è considerato forte a partire da 20 chilometri orari. Nella scala Beaufort dei venti, tale parametro è pari a 4, vale a dire un valore compreso tra gli 11 e i 16 nodi.

Quanti sono 10 nodi di vento?

Per trovare la corrispondenza di nodi in vento, utilizziamo ancora una volta la scala di Beaufort, e i rispettivi numeri in tabella. 10 nodi di vento corrispondono quindi ad una brezza tesa, compresa tra i 15 e i 19 chilometri orari. 

Come capire se il vento è forte?

La velocità del vento è misurata grazie a particolari strumenti detti anemometri. Tipicamente, un vento forte soffia ad una velocità di 20 chilometri orari o superiore. Una freccia con una linea lunga – detta bandiera intera – indica un vento che soffia ad un’intensità compresa tra 6 e 10 nodi. Ossia tra 10 e 19 km/h; una freccia con un triangolo piano – detto pennone – indica invece un vento con un’intensità tra 46 e 50 nodi, ossia tra 84 e 96 km/h. 

Come si leggono i nodi del vento?

Per farci un’idea concreta di quale sia l’intensità del vento quando andiamo a leggerne le misurazioni espresse in nodi, è necessario avere bene presente come si convertono i nodi in chilometri orari. Poiché 1 nodo corrisponde a 1,852 km/h, per convertire i nodi di vento in km/h basta moltiplicare per 1,852.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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