Navi commerciali, pescherecci, traghetti e le stesse unità da diporto vanno continuamente su e giù per il Mediterraneo dando vita a uno dei traffici marittimi tra i più intensi del mondo. In questo contesto il rischio di collisioni, specie durante le navigazioni notturne o in condizioni di scarsa visibilità, diventa alto.

Secondo le statistiche delle compagnie di assicurazione le collisioni tra imbarcazioni rappresentano solo una piccola percentuale tra le cause di incidenti in mare. Eppure noi diportisti non dobbiamo sottovalutare questa eventualità le cui conseguenze possono essere anche gravi. Il Mediterraneo è uno dei mari più trafficati del mondo. Si stima che ogni anno ci siano 325.000 transiti effettuati da circa 200.000 navi commerciali che fanno rotta su uno dei 300 porti dislocati lungo le sue coste. Per avere un’idea basti sapere che solo nel Canale di Sicilia, situato a metà strada della rotta strategica tra lo Stretto di Gibilterra e il Canale di Suez, passa circa il 15 per cento del traffico merci mondiale. Un dato che da l’idea della moltitudine di unità che si muovono ogni giorno nel cosiddetto “Mare Nostrum”. Flotte di cargo a cui si aggiungono quelle dei pescherecci e le stesse unità da diporto, come pure il traffico delle navi da crociera e dei traghetti che aumenta considerevolmente durante i mesi estivi. Questo continuo intrecciarsi di rotte che si fa ancora più fitto lungo la costa e vicino ai grandi porti aumenta naturalmente il rischio di collisioni in mare.

Come far fronte al problema delle possibili collisioni? Prima di tutto rispettando la normativa nautica in vigore, ma soprattutto navigando con il buon senso, organizzando appositi turni di vedetta e mantenendo alta la concentrazione e il senso di responsabilità nelle situazioni critiche. Vediamo cosa dice la legge in tema di abbordi in mare, quali sono le regole di precedenza e di manovra e alcuni suggerimenti utili alla sicurezza della navigazione.

Incroci pericolosi

Precedenze, manovre e turni di guardia

Le norme alle quali noi diportisti dobbiamo fare riferimento per evitare di entrare in rotta di collisione con un’altra imbarcazione o nave sono quelle contenute nel Regolamento Internazionale per Prevenire gli Abbordi in Mare, un’insieme di regole valide sia per le unità civili che militari le quali prevedono le corrette procedure di governo e di manovra della barca da applicare in qualsiasi condizione di visibilità. In questo codice vengono date disposizioni anche sulla velocità di navigazione che deve essere mantenuta e sul livello di sicurezza tali da garantire un’efficace manovra anticollisione: bisogna conoscere i tempi di arresto e di manovra della propria imbarcazione in riferimento alle andature e alle condizioni meteorologiche.

Infine il regolamento detta disposizioni sull’importanza del servizio di vedetta che deve rimanere attivo per tutta la durata della navigazione, nonostante a bordo si disponga di strumenti appositi, come l’AIS o il radar.

Chart plotter

Come si prevede una rotta di collisione?

Il pericolo di una collisione si verifica quando la distanza tra due unità diminuisce, le rotte sono convergenti o opposte e il loro rilevamento polare o bussola si mantiene costante o varia molto lentamente. Se capita di trovarsi in una situazione poco chiara, in cui non sia in grado di stabilire se si naviga in rotta di collisione, è sempre consigliabile comportarsi come se il pericolo esistesse realmente. Per valutare se si procede in rotta di collisione con un’altra unità la regola fondamentale è quella del rilevamento costante: se procedendo con rotta costante si nota che la direzione in cui si osserva l’altra imbarcazione rimane anch’essa costante, cioè resta ferma in corrispondenza di un punto di riferimento che può essere una sartia o un candeliere significa che le due rotte convergono e quindi si rischia la collisione. In questo caso una delle due imbarcazioni deve manovrare. Quale delle due?

Turni di guardia

Chi tiene la rotta e chi manovra

A stabilire i diritti di precedenza è il Regolamento Internazionale per Prevenire gli Abbordi in Mare. È importante innanzitutto ricordare che la barca che deve lasciare libera la rotta manovri per tempo e in maniera visibile in modo da tranquillizzare l’altra: piccole correzioni di prua o peggio manovre dubbie sono sempre da evitare. Chi invece ha diritto di precedenza deve mantenere la stessa rotta e velocità intervenendo solo nel caso in cui l’altra non riesca a modificare adeguatamente la rotta. Nel caso l’incrocio sia tra due imbarcazioni a vela ad avere la precedenza è quella che naviga con le mure a dritta. Nel caso invece in cui le due barche procedono con le stesse mure a dovere accostare è chi naviga sopravento poggiando con largo anticipo e passando di poppa.

Abbordi in mare

Barche a vela contro barche a motore

Le norme specificano anche che se l’imbarcazione con mure a sinistra vede un’altra unità a vela aggiungere sopravento, ma non può stabilire con certezza con quale mure stia navigando, deve manovrare per lasciarle la precedenza. È bene considerare che una barca è considerata vela solo se naviga con il motore spento, altrimenti deve comportarsi come un’unità a motore procedendo con un cono nero rovesciato rizzato a prua. Se le imbarcazioni sono entrambe a motore, a manovrare è sempre quella che vede l’altra sulla dritta. Nel caso dell’incrocio tra una barca a vela e una motore è sempre la prima ad avere la precedenza sulla seconda con quest’ultima che deve manovrare per passare di poppa e a distanza di sicurezza.

In tutte le situazioni in cui due imbarcazioni sono di controbordo, ovvero su rotte opposte, devono accostare entrambe sulla dritta, mentre nel caso di una barca raggiungente, cioè avvistata entro il settore di 135° del fanale di coronamento, sta a lei dover manovrare anche se è a vela. Se l’unità raggiunta è una barca che naviga a vela allora bisogna, se possibile, passare dal lato sottovento.

Turni al timone

Manovrabilità limitata e tratti di mare critici

Oltre alle regole internazionali delle precedenze, bisogna poi considerare i casi particolari. Spesso capita infatti di trovarsi sulla rotta di unità che per il loro specifico impiego o per una situazione contingente, per esempio navi alla fonda oppure con pescaggio ridotto o ancora pescherecci impegnati nella pesca a strascico, possono avere il diritto di precedenza. Le unità che si trovano in condizioni di manovrabilità limitata sono facilmente riconoscibili da specifici segnali: di giorno di colore nero (cilindri, pallone, cono e bicono), di notte o in condizioni di scarsa visibilità segnali luminosi. Chiunque osservi questi segnali deve dunque manovrare per tempo passando a distanza di sicurezza. Inoltre in condizioni di scarsa visibilità dovuta per esempio a nebbia o foschia bisogna prestare orecchio anche alle segnalazioni acustiche e nello stesso tempo non dimenticare di avvisare della propria presenza via radio o con un segnale sonoro.

Oltre ai casi in cui si trovano in condizioni di manovrabilità limitata le navi possono vantare il diritto di precedenza in determinati luoghi o tratti di mare, per esempio all’interno nei porti o in loro prossimità; lo stesso avviene in alcune zone dove la navigazione è intensa e lo spazio è limitato, come per esempio lo Stretto di Messina.

Barca a vela contro cargo

Navi, traghetti e cargo: meglio tenerli alla larga

Attenzione particolare va riservata poi ai traghetti che collegano le isole maggiori e che fanno la spola specie in estate tra la terraferma e i molti arcipelaghi italiani. Queste navi infatti spesso seguono delle rotte obbligate dalle quali difficilmente si discostano. Solitamente le deroghe al regolamento internazionale sono contenute all’interno di ordinanze locali dell’Autorità Marittima che bisogna dunque conoscere quando si verifica una rotta che attraversa zone ad alto traffico.

Oltre alle situazioni in cui bisogna obbligatoriamente cedere la precedenza per manovrabilità come comportarsi in caso di rischio di collisione? Stando al regolamento internazionale un cabinato a vela che naviga in mare aperto ha sempre il diritto di precedenza su un’unità a propulsione meccanica anche se quest’ultima è di grandi dimensioni. Questo sulla carta. Tuttavia se si avvista una petroliera o una nave da crociera, è sempre meglio non fidarsi di questi giganti del mare e farsi guidare dal buon senso evitando di di incrociarne la rotta. Anche se si è avvisati per tempo e il comandante dell’ordine di accostata si deve infatti considerare che, vista la stazza importante di queste unità, è quasi impossibile attendersi un cambio di rotta rapido e deciso, tale da scongiurare ogni pericolo. La stessa prudenza va adottata quando una nave, in maniera voluta o involontariamente, non concede il diritto di rotta: anche in questo caso, che probabilmente è quello che si verifica con maggiore frequenza, occorre accostare e cedere il passo perché la prima regola in mare è comunque di evitare situazioni di pericolo o il rischio di abbordaggio.

In definitiva piuttosto che fare affidamento sulla possibile manovra di una nave che deve dare precedenza è più prudente stargli alla larga e se si sta avvicinando pericolosamente allontanarsi con rotta a 90° rispetto alla sua. Insomma la collisione rimane un rischio da non sottovalutare neanche in mare aperto dove l’ampiezza degli spazi spesso induce a una certa tranquillità e spinge a non valutare con la dovuta attenzione velocità e distanza delle altre unità, specie di grandi dimensioni. Un errore grave e che in certi casi può essere fatale.

Un nuovo sistema anti collisione fa cambiare rotta alla barca

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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