Traversata dell’Atlantico in Sup: il sogno di Gabor

Il rider ungherese Gábor Rakonczay partirà dalle Canarie il prossimo 20 gennaio per completare la traversata in solitario dell’Atlantico in Sup fino ad Antigua, nei Caraibi. Una sfida estrema per il fisico e la mente mai tentata prima.

Noi semplici praticanti siamo abituati a utilizzare lo Stand Up Paddle, ossia la tavola su cui si sta in piedi e ci si spinge con una lunga pagaia, nelle gite lungo costa, nelle passeggiate sui laghi o, i più atletici, nelle sessions tra le onde. C’è però chi porta al limite le potenzialità di questi mezzi acquatici e si spinge a completare lunghe traversate. Addirittura degli oceani. È il caso del rider ungherese Gábor Rakonczay che sta per attraversare l’Atlantico in Sup autocostruito. La spedizione partirà il prossimo 20 gennaio da Gran Canaria, da dove Rakonczay ha in programma di percorrere 3.230 miglia fino ad Antigua, nel Mar dei Caraibi, con un tempo stimato di 55-65 giorni.

Già due volte detentore del Guinness World Record, Rakonczay non è nuovo alle avventure estreme di questo tipo: nel 2012 è diventato il primo uomo ad attraversare l’Atlantico in solitario in canoa, battendo il record del mondo e l’anno scorso ha raggiunto il Polo Sud, diventando così il primo ungherese a farlo. Partendo dalle coste dell’Antartide, ha impiegato 44 giorni e 4 ore per completare le 569 miglia di percorso.

Leggi anche: Traversate a vela: quanto ci impiegavano gli antichi?

Atlantico in Sup

Una tavola essenziale e senza protezioni

La tavola da Sup che Gabor utilizzerà per questa sua ennesima spedizione estrema, unica nel suo genere, è completamente autocostruita in circa due mesi di lavoro: è lunga 5,5, larga 1,5 metri ed è allestita per la navigazione oceanica con gavoni stagni che consentiranno al rider di stivare le dotazioni di emergenza. A parte il cibo e l’attrezzatura tecnica, Gabor imbarcherà quattro trasmettitori e due radiotelefoni satellitari. Nel corso del viaggio Rakonczay sarà sempre assicurato alla tavola con una cima salvavita e conta di riposarsi sempre all’aperto con il sonno cosiddetto “polifasico”, ossia piccoli cicli di sonno di 20 minuti. Il rider ungherese aspetta di imbattersi anche in brevi tempeste, di pochi giorni, il che potrebbe essere la sua più grande sfida.

La rotta Gran Canaria-Antigua è un percorso classico ed è il modo più semplice per arrivare ai Caraibi dalle coste dell’Europa. Grazie alle correnti dell’oceano, si potrebbero infatti raggiungere i Caraibi o il Brasile in 8-10 mesi senza nemmeno pagaiare. L’Atlantico inoltre è l’oceano il più adatto per una traversata del genere in questo periodo dell’anno, perché le tempeste sono più rare, ma bisogna comunque affrettarsi a sbarcare ad Antigua prima che inizi la stagione degli uragani.

Come scegliere una tavola da Sup gonfiabile

Avatar
David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.