La velocità è la legge del nostro tempo e condiziona anche le crociere a vela e la navigazione in mare. Grazie alla tecnologia viaggiare a vela è oggi più comodo e veloce, ma viene da chiedersi quanto tempo impiegavano gli antichi navigatori per spostarsi in mare. Quanto durava la traversata media del Mediterraneo o dell’Atlantico?

Oggi che viviamo nell’epoca del “tutto e subito”, delle prestazioni estreme e della fretta continua, anche la navigazione a vela, per sua natura lenta e rilassata, subisce il condizionamento di questa febbre della velocità: barche sempre più veloci, vele superleggere e tecnologiche, strumenti di navigazione più precisi, sistemi satellitari all’avanguardia per non perdere neanche un centimetro di rotta. C’è poi la corsa ai record nelle traversate e nei trasferimenti sugli oceani di tutto il mondo che detta l’agenda di skipper e navigatori professionisti in cerca di soldi e visibilità.

Il risultato di tutto questo è che anche i diportisti normali invece di godersi vacanze e crociere a vela fregandosene di tempi da rispettare e andando al proprio passo, finiscono per guardare continuamente l’orologio, sollecitare le proprie barche a viaggiare più veloci e stressare l’equipaggio per raggiungere in tempo un’isola, una baia o la banchina di un porto. E quando si sbarca e si racconta la propria gita agli amici la domanda è sempre la stessa: “Quanto ci hai messo? In una versione tutta marinara della sindrome stradale e tronfia del “casello-casello”. E allora viene da chiedersi come facevano gli antichi che la navigazione a vela la padroneggiavano con scarsi strumenti e grande coraggio. Quanto tempo impiegavano per spostarsi in mare? Quanto durava la traversata media del Mediterraneo o dell’Atlantico?

I tempi a vela degli antichi riportati dagli storici

Trasportare merci e persone da una costa all’altra del mondo conosciuto non era affatto semplice nel passato e i viaggi per mare erano tutt’altro che agevoli o di breve durata, anche quando si navigava a vela in bacini chiusi come il Mediterraneo. Fortunatamente molti capitani e navigatori erano soliti tenere un diario giornaliero sulle condizioni di viaggio e la rotta seguita, mentre diversi documenti storici riportano informazioni sulle antiche modalità di viaggio, permettendoci di estrapolare dati utili per capire quanto tempo occorresse per viaggiare a vela nel Mediterraneo o negli oceani.

Calcolare i tempi di percorrenza di un’imbarcazione a vela antica poi non è un’impresa facile. Ci si attiene alle poche testimonianze sopravvissute al tempo. È stato Plinio il Vecchio uno dei primi a menzionare alcune traversate marine compiute con venti favorevoli e condizioni di navigazione ottimali. Nei suoi testi si riporta per esempio che per completare la traversata dal mare di Ostia alle coste africane per un totale di 270 miglia ci volevano circa 2 giorni alla velocità di 6 nodi. Se invece da Ostia si voleva raggiungere Gibilterra (935 miglia) di giorni ce ne volevano 7 giorni alla velocità di 5,6 nodi. Da Messina ad Alessandria d’Egitto (830 miglia) invece, sempre parlando di mare calmo e venti favorevoli, ci volevano 6 giorni alla velocità di 5,8 nodi. Insomma, secondo quanto riportato da Plinio il Vecchio nelle migliori condizioni era quindi possibile percorrere circa 100-120 miglia al giorno. Dati condivisi anche da altri autori dell’epoca, come Filostrato, Tucidide, Sinesio di Cirene e Senofonte (secondo il quale una nave pirata percorse 400 miglia nautiche da Rodi e Efeso in 4 giorni).

Navigazione costiere più lunghe e faticose

Nel caso di rotte che prevedevano tratti di navigazione costiera i tempi erano più lunghi: la necessità di seguire il profilo costiero era un fattore limitante per la velocità di viaggio. Inoltre la navigazione costiera richiesta in molte rotte commerciali prevedeva la sosta in porto durante la notte, mentre solo i vascelli che navigavano in mare aperto tendevano a limitare gli approdi ai porti principali, continuando a solcare il mare durante tutto l’arco della giornata. Il viaggio da Bisanzio a Rodi per esempio richiedeva mediamente 9-10 giorni per percorrere circa 880 miglia, con una velocità media inferiore ai 4 nodi: la necessità di navigare lungo la costa impediva di raggiungere la velocità di punta prima di essere entrati nel mare aperto a Sud dell’isola.

Combinando i dati sui tempi di viaggio, è possibile dedurre la lunghezza del viaggio tra le rotte commerciali costiere più trafficate dell’antichità: per esempio da Alessandria d’Egitto a Bizanzio passando da Rodi: circa 17-20 giorni di viaggio; da Cartagine a Roma: circa 2-4 giorni; da Gibilterra a Roma: 7-10 giorni; da Marsiglia ad Alessandria d’Egitto: 20-30 giorni.

Tanti mesi per attraversare gli oceani

Quali erano invece i tempi di viaggio in oceano nell’antichità? Il viaggio oceanico prevedeva tempi di percorrenza calcolati in settimane o in mesi. Grazie ai diari di navigazione di esploratori come Colombo o Diaz possiamo calcolare quanto tempo richiedeva un viaggio a vela attraverso l’Atlantico o il Pacifico. Per esempio il primo viaggio di Colombo attraverso l’Atlantico durò circa 9 settimane, dal 3 agosto 1492 al 12 ottobre dello stesso anno, giorno in cui sbarcò nelle Bahamas. E ancora durante la spedizione Kon-Tiki effettuata nel 1947 dal norvegese Thor Heyerdahl allo scopo di fornire uno scenario realistico della colonizzazione delle isole polinesiane da parte delle etnie asiatiche, il suo viaggio durò 101 giorni e la zattera di Heyerdahl percorse un totale di 4.300 miglia fino alle Isole Tuamota.

Nella metà degli Anni 70 del 1900 nel corso di un progetto di archeologia sperimentale Tim Severin e il suo equipaggio crearono una replica dell’imbarcazione che San Brandano avrebbe utilizzato per raggiungere le coste americane. Il viaggio durò circa 13 mesi per un totale di 4.500 miglia partendo dall’Irlanda e toccando le Ebridi e l’Islanda.

Oggi l’Atlantico a vela si percorre in meno di 4 giorni

Oggi con una comune barca a vela da crociera si impiegano circa 20 giorni per la traversata oceanica verso Ovest, mentre una barca a vela più performante può impiegarne anche meno di 15. L’attuale record di traversata atlantica a vela è detenuto dal trimarano Banque Populaire, salpato da New York e approdato a Cape Lizard (Cornovaglia) in soli 3 giorni e 15 ore alla velocità media di 38 nodi. Velocità pazzesche rispetto all’antichità, ma che hanno senso solo in ambito sportivo. La navigazione a vela dei diportisti normali dovrebbe essere più rilassata e dimenticare le lancette dell’orologio…

Navigare bene a vela richiede tempo e passione

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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