Quando facciamo il bagno in rada o durante una battuta di pesca possiamo incappare in meduse, tracine e altre specie marine pericolose che vivono nel Mediterraneo. Ecco quali sono e come correre ai ripari nel caso di brutti incontri.

Il fatto che il Mediterraneo abbia delle dimensioni contenute rispetto ai grandi oceani del pianeta non significa che non possa ospitare degli animali pericolosi nei suoi fondali. In realtà al di là dei classici pesci predatori come lo squalo (qui da noi ce ne sono circa 90 specie), ci sono molte altre specie marine che possono essere pericolose per le loro punture, scariche elettriche e anche morsi. Basta incappare in uno di questi spiacevoli incontri durante le nostre crociere estive, magari quando siamo ormeggiati in rada per gustarci un bel bagno per rovinarci la giornata.

Negli ultimi anni tra l’altro sono anche aumentate le specie invadenti che provengono da altri mari e che stanno agendo sull’intero ecosistema del Mare Nostrum. L’ultimo in ordine di apparizione è il pericoloso Pesce Palla Maculato che di recente ha messo in allarme i diportisti. Difficile da distinguere rispetto al Pesce Palla comune che è anche commestibile, la sua presenza in acque italiane è stata registrata per la prima volta nel 2013, nell’isola di Lampedusa. Negli ultimi anni tuttavia la sua diffusione si sta espandendo a macchia d’olio: sono frequenti gli avvistamenti e le catture sia in Tirreno che Adriatico.

 

Quegli animali esotici che invadono il Mare Nostrum

Si riconosce rispetto al Pesce Palla comune per la presenza di puntini scuri sul dorso e per una banda argentea sui fianchi. Viene chiamato Pesce Palla perché quando si sente minacciato, si gonfia rapidamente, ingerendo velocemente molta acqua oppure aria se è fuori dall’acqua. Grazie a questo il Pesce Palla si difende dall’attacco di altri pesci predatori. Nel caso di un incontro con questa specie marina è assolutamente vietato mangiarlo perché le carni del pesce sono altamente tossiche anche dopo la cottura. Il consiglio è di separarlo dagli altri pesci che avete eventualmente sono stati pescati, fotografarlo e mandare una mail con lo scatto e il luogo della cattura all’indirizzo mail pescepalla@isprambiente.it.

Non meno pericolosi e temuti da chi va per mare, soprattutto quando si naviga con bambini a bordo sono le meduse, animali urticanti che vivono nei nostri mari. La più aggressiva è sicuramente la caravella portoghese. Il diametro del corpo di questa medusa può raggiungere i 30 cm, ma i tentacoli possono avere una lunghezza di 10 metri. Il veleno contenuto nei mastociti dell’animale è molto tossico per cui il contatto provoca ustioni dolorose ma anche shock anafilattico e problemi cardiotossici che possono condurre alla morte. Altri tipi di meduse che si trovano nel Mediterraneo sono la vespa di mare, la palla di cannone, la medusa quadrifoglio, la medusa luminosa e la medusa gigante.

Puntura di Tracina, serve il calore…

Nel mar Mediterraneo vivono poi dei pesci dotati di spine velenose che usano come armi di difesa. Il più comune e diffuso è il pesce ragno, meglio noto come Tracina. Le tracine vivono esclusivamente in mare e su fondali sabbiosi, preferibilmente entro i primi 30 metri di profondità. A volte potrebbe capitare di calpestarla involontariamente anche camminando in pochi centimetri d’acqua e di farsi pungere. Le spine venelifere sono collocate sul dorso dell’animale e la loro puntura risulta molto dolorosa e il fastidio si può prolungare anche per 24 ore con sintomi quali vomito, debolezza, svenimenti. Il dolore inoltre dal punto del contatto può irradiarsi fino a interessare molte zone del corpo. Pare che il suo principio tossico sia una cardiotossina, probabilmente di natura proteica poiché è termolabile, quindi oltre alla normale disinfezione ed eventuale sutura della ferita si suggerisce di immergere la zona colpita in acqua calda o di applicare impacchi caldi.

Altra specie dotata di aculei velenosi è il Trigone. La sua pericolosità è dovuta alla presenza di un aculeo posto alla base della coda. Quando l’animale viene infastidito, erigendo la coda, può conficcare l’aculeo nella vittima inoculando il veleno. L’aculeo seghettato generalmente colpisce le gambe provocando una ferita e può spezzarsi nelle carni della vittima. I sintomi della puntura consistono in gonfiore e dolore localizzati che aumentano di intensità e possono durare 12-48 ore. Possono essere avvertiti anche estrema debolezza, senso d’angoscia e nausea, vomito, diarrea e collasso per vasodilatazione. La regione attorno al punto colpito si scolora e può andare in necrosi. Anche in questo caso il calore attenua dolore e infiammazione della puntura.

Pesce Scorpione, pericoloso anche in tavola

Altra specie dotata di pericolosi aculei che viene per così dire da fuori è il Pesce Scorpione, originario del Mar Rosso e dell’oceano Indiano e Pacifico ma che all’inizio degli Anni 90 ha invaso le coste degli Stati Uniti e tutto il Mar dei Caraibi. L’impatto ecologico è stato devastante: in questi habitat il pesce scorpione non ha predatori naturali ed è invece un predatore molto aggressivo. Come se non bastasse, è una specie pericolosa anche per l’uomo, a causa del potente veleno delle sue spine che rimane attivo fino a due giorni dopo la morte. La pericolosità della specie resta elevata anche su esemplari pescati da diverse ore: la specie è commestibile, ma nelle operazioni di pulizia bisogna stare attenti a non pungersi.

Il potente veleno che rimane in circolo nel sangue della preda fino a 48 ore dal primo contatto con lo scorpione del mare. Questo significa che un pesce che venga punto dal pesce scorpione e poi venga pescato e messo in vendita come “pesce fresco” al mercato, rischia di essere ancora infetto. Secondo gli esperti una puntura di pesce scorpione, che solitamente ama nuotare nei fondali rocciosi, oltre che provocare un dolore lancinante causa sintomi fastidiosi come nausea, vomito, febbre, convulsioni, difficoltà respiratorie e diarrea. Il pericolo maggiore, però, è che le zone colpite dalle spine del pesce scorpione rischiano di andare in necrosi e di perdere di sensibilità. Le regole da seguire se si viene a contatto con questo pericoloso predatore sono quelle di rimuovere le spine, disinfettare la zona colpita e immergerla in acqua calda, dal momento che le alte temperature rompono la struttura proteica della tossina responsabile del dolore.

Pesci Preti, Razze e molluschi velenosi

Ultimo tra i pesci con aculei è il pesce Prete. Il suo veleno non è ancora stato studiato a fondo, tuttavia si ritiene che non sia potente come quello della Tracina. Le sue punture comunque sono dolorosissime. Quello che si sa è che è un veleno termolabile. In caso di puntura è quindi necessario immergere la parte colpita in acqua bollente per un po’ di tempo. Questo permetterà tempi di recupero più veloci, soprattutto per quanto riguarda il dolore. Il Pesce Prete è anche in grado di dare leggere scariche elettriche e non sono rari gli incidenti dovuti alla disattenzione di chi li pesca involontariamente e li maneggia senza le dovute precauzioni. È importante ricordare che Tracine, Trigoni, Pesci Prete e Pesci Scorpione sono pericolosi anche da morti, per cui bisogna fare attenzione se li si trova sul bagnasciuga o se li si pesca per errore. Per precauzione, se ne trovate uno, tagliategli le spine per renderlo innocuo.

Fra i vari animali marini del Mediterraneo ci sono anche le razze. Ne esistono diverse famiglie, ma la più grande e spettacolare è la manta gigante. Nonostante le dimensioni notevoli, alcuni esemplari arrivano a misurare 4 metri, è la meno pericolosa di tutte perché non possiede pungiglioni velenosi. Le razze più piccole, invece, sono dotate di questo elemento pericoloso sulla coda. In Mediterraneo si possono incontrare la Pastinaca Comune, la Razza Stellata, la Razza Chiodata, la Pastinaca Pelagica.

Altri animali pericolosi nel Mediterraneo sono alcune specie di molluschi conidi e alcune specie di granchi. Quanto ai molluschi, questi animali usano l’insulina come veleno e sono capaci di uccidere addirittura le persone per shock ipoglicemico, ossia la concentrazione di zucchero nel sangue scende all’improvviso. Non esiste antidoto a questa puntura, anche perché oltre all’insulina possiede delle tossine molto potenti capaci di paralizzare le prede. Tra i granchi invece va tenuto a distanza il Granchio Corridore. Avvistato in Mediterraneo per la prima volta nel 1999 a Linosa, la sua particolare colorazione lo rende inconfondibile: ha il carapace più squadrato e con righe gialle sulle articolazioni. Vive su fondi coperti di alghe di cui si nutre, a profondità contenuta. È più facile osservarlo facendo snorkeling e se visto, corre velocemente e si rifugia tra le rocce. Ecco lasciatelo pure lì e non disturbatelo…

Carne di squalo servita al posto del pesce spada

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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