Patente nautica obbligatoria, scopriamo quando serve

La patente nautica e i casi in cui è obbligatoria in Italia sono un argomento che spesso manda in confusione i diportisti neofiti per via di una normativa lunga, complessa e non sempre immediata. Vediamo i fattori e le situazioni che determinano l’obbligo di questo importante titolo per chi vuole vivere il mare in libertà.

Occorre innanzitutto ricordare che conseguire la patente nautica è assolutamente alla portata di tutti sia per quanto riguarda costi e difficoltà nel superare l’esame. Ma tornando al tema di questa guida, quando è obbligatoria la patente nautica? Quando cioè è necessario possedere questo titolo per la navigazione da diporto e non incorrere in sanzioni della Guardia Costiera? Può sembrare una domanda banale ma in Italia questo argomento manda spesso in confusione tanti neofiti per una serie di ragioni. Innanzitutto una legislazione molto lunga, farraginosa e non proprio immediata da comprendere con tante regole ed eccezioni. Le stesse norme nautiche poi periodicamente cambiano includendo o escludendo di volta in volta alcune categorie di diportisti che devono essere dotati di licenza e non è facile rimanere sempre aggiornati.

Il problema è che il confine tra la possibilità di navigare senza documenti e l’obbligo della patente nautica non è netto e lineare. Tutti sappiamo che, per guidare un’automobile, è necessaria una patente di guida B, eccezion fatta per i praticanti che, con parecchi limiti, possono esercitarsi con il solo foglio rosa. Non è invece così per i naviganti: in questo caso capire quando serve la patente nautica non è semplice, né immediato. In questa guida vogliamo fare un po’ di chiarezza su questo importante tema che interessa sempre più aspiranti diportisti che decidono di acquistare una barca o noleggiarla e vogliono fugare ogni dubbio.

Leggi anche la nostra Guida completa sulla Patente Nautica

I tipi di barche secondo il Codice della Nautica

Prima di chiarire tutti i dubbi sull’obbligo di patente nautica in Italia è bene sapere quali sono le imbarcazioni che si possono utilizzare per andare per mare e che sono riconosciute a livello normativo. Il nostro Codice della Nautica individua tre categorie di unità da diporto:

  • Natante da diporto. Per natante da diporto s’intende qualunque imbarcazione con propulsione a remi, a motore o a vela la cui lunghezza non supera i 10 metri. Una delle principali caratteristiche di questo tipo di barche è che a livello normativo devono essere iscritte al Registro Imbarcazioni da Diporto della Capitaneria di Porto.
  • Imbarcazione da diporto. Per imbarcazione da diporto s’intendono tutte quelle barche di lunghezza compresa tra i 10 e i 24 metri. In questa categoria rientrano praticamente la maggior parte delle barche a vela e a motore utilizzate dai diportisti per andare per mare. Per questa tipologia di barche è obbligatoria l’iscrizione al Registro Imbarcazioni da Diporto della Capitaneria di Porto. Sulla licenza della stessa barca sono indicati anche il numero di passeggeri massimo consentito e gli eventuali limiti di navigazione.
  • Navi da diporto. Per navi da diporto si considerano tutte le unità da diporto con una lunghezza superiore a 24 metri.

Patente nautica e dimensioni della barca

Le dimensioni della barca sono uno di quei fattori che in Italia determinano quando è obbligatorio avere la patente nautica e quando non lo è. Non sono naturalmente l’unico parametro per far scattare l’obbligo di questo titolo, ma questo può essere sicuramente un ottimo punto di partenza per capire dal punto di vista di un armatore se si deve fare l’esame e se invece, si può continuare a usare la propria barca senza preoccupazioni di natura burocratica.

In Italia è sempre obbligatorio avere la patente nautica solo per condurre le navi da diporto, ossia tutte le barche superiori ai 24 metri di lunghezza con propulsione a motore che a vela. Per questa tipologia di imbarcazione è necessario essere titolari della cosiddetta patente nautica di tipo B, la quale può essere conseguita da chiunque sia in possesso di una patente nautica di tipo A senza limiti da almeno 3 anni.

Per quanto riguarda invece le imbarcazioni di dimensioni minori di 24 metri, quindi imbarcazioni da diporto e natanti da diporto, l’obbligo di avere la patente nautica scatta solo in presenza di determinate cilindrate della propulsione utilizzata e al di sopra di determinati limiti dalla costa oltre i quali si naviga. Sotto questi limiti che vedremo a breve teoricamente nel nostro Paese è possibile, per esempio, condurre una barca da 10 metri o anche da 15 metri senza patente.

Patente nautica e distanza dalla costa

La distanza dalla costa è uno dei fattori principali in base al quale è obbligatorio avere la patente nautica. A prescindere infatti dalle dimensioni della barca e dalla potenza del motore che utilizziamo, la patente nautica in Italia è sempre obbligatoria per navigare oltre le 6 miglia dalla costa. In questo tipo di navigazione si può essere a bordo di un natante da diporto o di una imbarcazione da diporto, chi conduce la barca deve avere la patente nautica.

Patente nautica entro le 12 miglia dalla costa

In questo caso la patente nautica può essere quella entro le 12 miglia, la quale costituisce spesso la prima licenza per accedere nel mondo della nautica. È bene ricordare che con questa patente nautica non esistono limiti di potenza: in pratica si possono condurre tutte le barche sia a vela che a motore lunghe fino a 24 metri, entro le 12 miglia dalla costa. La versione base di questa patente consente di condurre le sole unità a motore, mentre la versione completa di questo titolo permette di condurre anche le barche a vela.

Va sottolineato che con la patente nautica entro le 12 miglia dalla costa si può condurre anche un’imbarcazione certificata per la navigazione senza limiti: per la legge infatti non conta il tipo di barca, ma esclusivamente l’effettiva distanza dalla costa.

La navigazione entro le 12 miglia dalla costa offre già una serie di vantaggi per i diportisti. Innanzitutto a livello di libertà di navigazione. Mentre 6 miglia nautiche corrispondono a poco più di 11 chilometri, 12 miglia nautiche corrispondono a poco più di 22 chilometri. Non è poco e sono più che sufficienti per fare navigazioni di tutto rispetto. Per esempio è possibile raggiungere la Sardegna dall’Italia anche con la patente nautica entro le 12 miglia, pur essendo l’isola distante oltre 150 chilometri dalla costa italiana. Si può infatti partire da Livorno e raggiungere la Corsica, navigando entro le 12 miglia dalla Gorgona e dalla Capraia o magari partire da Piombino e approfittare dell’isola d’Elba e quindi della Pianosa. Il trucco, dunque, sta nello sfruttare gli arcipelaghi del Tirreno per arrivare fino in Corsica e da lì puntare la prua verso la Sardegna.

Altro vantaggio della navigazione entro le 12 miglia dalla costa sono le poche dotazioni di sicurezza che bisogna avere a bordo. Bastano la zattera di salvataggio costiera, le cinture di salvataggio, le boette, i fuochi a mano, i razzi paracadute, gli apparecchi di segnalazione sonora e la radio Vhf.

Patente nautica senza limiti dalla costa

Per coloro che intendono navigare anche oltre le 12 miglia dalla costa, è obbligatoria invece la patente nautica senza limiti. Per coloro che hanno già la patente nautica entro le 12 miglia è necessario sostenere un esame integrativo per il passaggio alla patente senza limiti. Tale integrazione peraltro non prevede alcun esame pratico: è sufficiente affrontare la sola parte teorica.

Nella navigazione senza limiti il grande vantaggio naturalmente è l’estrema libertà di navigare ovunque ma per quanto riguarda le dotazioni obbligatorie, a quelle previste per la navigazione entro le 12 miglia vanno aggiunte anche la zattera di salvataggio per l’altura, l’orologio, il barometro, il binocolo, le carte nautiche, gli strumenti di carteggio, la cassetta del pronto soccorso, il Gps e il riflettore radar.

Patente nautica e motorizzazioni

La motorizzazione è uno dei fattori principali e anche quello più complesso per determinare quando serve la patente nautica in Italia. A prescindere dalla distanza dalla costa e dalle dimensioni della barca utilizzata, infatti, è obbligatorio avere la patente nautica quando si conduce un’imbarcazione dotata di:

– Motore con più di 30 kw (o più di 40,8 cv);

– Motore con cilindrata superiore a 750 cc (in caso di carburazione o iniezione a due tempi);

– Motore con cilindrata superiore a 1.000 cc (se a carburazione a 4 tempi fuoribordo o se a iniezione diretta);

– Motore con cilindrata superiore a 1.300 cc (se a carburazione a 4 tempi entrobordo);

– Motore con cilindrata superiore a 2.000 cc (se motore a ciclo diesel).

Nel 2018, per via di una modifica al decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171 – al capo IV del titolo II – la patente nautica è stata resa obbligatoria per la navigazione nelle acque interne e per la navigazione nelle acque marittime entro 6 miglia dalla costa, quando a bordo dell’unità è installato un motore di cilindrata superiore a 750 cc se a carburazione o iniezione a due tempi. La norma si riferisce non a tutti i propulsori fuoribordo di 4 cavalli, ma esclusivamente al motore Evinrude e-Tec 40 cv, un fuoribordo a due tempi a iniezione diretta, che dunque a partire dal 2018 ricade nell’obbligo di guida con patente nautica.

Patente nautica e casi speciali: sci e moto d’acqua

Oltre a quanto detto sull’obbligo di patente nautica in base alle dimensioni della barca, alla distanza dalla costa e alla motorizzazione, il Codice della Nautica impone il titolo della patente anche in alcuni casi speciali. La patente è sempre obbligatoria per condurre una barca per praticare lo sci nautico. Questo sport, infatti, è regolamentato in dettaglio: oltre al conducente provvisto della patente nautica, a bordo ci deve essere anche un nuotatore esperto in grado di sorvegliare e quindi eventualmente di aiutare lo sciatore in caso di emergenza. Il conducente, inoltre, deve mantenere una distanza tra la barca e lo sciatore di minimo 12 metri, nonché mantenere sempre una distanza laterale di almeno 50 metri da qualsiasi altra barca.

L’obbligo di patente nautica è previsto anche per il conducente di moto d’acqua. Tale obbligo è in vigore fin dal 2005, a sottolineare come la moto d’acqua, pur essendo un natante di lunghezza alquanto ridotta, è un mezzo acquatico che implica dei rischi per sé e gli altri ed è giustamente limitato a chi ha sostenuto un esame, è in possesso di un titolo e conosce il Codice della Nautica. Va peraltro aggiunto peraltro che con una moto d’acqua non è mai possibile allontanarsi troppi dalla costa: la navigazione con questo tipo di natante è infatti vietata oltre 1 miglio.

Patente nautica e limiti di età

A prescindere dalla patente nautica per il comando e la condotta delle imbarcazioni da diporto di lunghezza pari o inferiore a 24 metri, che navigano entro 6 miglia dalla costa e a bordo delle quali è installato un motore di potenza inferiore a 30 KW e cilindrata inferiore a:

  • 750 cc se a carburazione a due tempi,
  • 1.000 cc se a carburazione a quattro tempi fuori bordo o se a iniezione diretta,
  • 1.300 cc se a carburazione a quattro tempi entro bordo o,
  • 2.000 cc se a ciclo diesel.

è richiesto il possesso dei seguenti requisiti, senza obbligo di patente:

  1. aver compiuto 18 anni di età per le imbarcazioni da diporto;
  2. aver compiuto 16 anni di età, per i natanti da diporto;
  3. aver compiuto 14 anni di età per i natanti a vela con superficie velica, superiore a 4 metri quadrati nonché per le unità a remi che navigano oltre un miglio dalla costa.

Preparazione per la patente nautica: quello che c’è da sapere

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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