Prima o poi capita di navigare all’estero. Quando si entra per la prima volta in un nuovo Paese esiste una procedura d’ingresso da rispettare che coinvolge anche i controlli doganali. Ecco le 9 mosse per superare senza problemi questi adempimenti burocratici.

Le formalità di viaggio e un po’ di burocrazia sono le piccole incombenze a cui i diportisti che navigano all’estero devono attenersi in cambio di panorami mozzafiato, acque cristalline e baie incontaminate. Soprattutto i velisti neofiti e coloro che non sono abituati a navigare in Paesi stranieri possono all’inizio affrontare queste procedure formali con una certa riverenza e un pizzico di ansia. In realtà basta sapere esattamente cosa fare, quali documenti presentare alle autorità e dichiarare chiaramente le proprie intenzioni per sbrigare agevolmente tutta la faccenda.

Certo in alcuni Paesi i controlli doganali possono essere molto severi e le pene in caso di violazione delle norme d’ingresso molto severe. È il caso per esempio delle Fiji, dell’Australia o della Nuova Zelanda. Per evitare di incorrere in eventuali inosservanze e pene pecuniarie non si deve mai in nessun Paese ormeggiare e scendere a terra prima di essere autorizzati dall’autorità competente.

Avvisi di ingresso, visite a bordo e documenti

Una volta avvisate le autorità del nostro arrivo, basta seguire le istruzioni ricevute e ormeggiarsi nel posto assegnato. Saranno poi gli ufficiali della dogana a salire a bordo o in alternativa può essere richiesto che sia lo skipper recarsi presso i loro uffici a terra. Di solito le imbarcazioni in arrivo vengono visitate dagli ispettori della dogana e dall’immigrazione, ma in qualche Paese possono salire a bordo e ispezionare gli spazi esterni ed interni dello scafo anche ufficiali preposti al servizio di quarantena per le piante e gli animali, gli uomini della Guardia Costiera e il personale della sicurezza. Durante la visita a bordo essere cortesi e disponibili a esibire oltre che i documenti necessari tutti i chiarimenti del caso aiuta molto a ridurre tempi e costi delle formalità.

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Le 9 regole per superare la procedura doganale

Ecco allora le 9 regole da seguire all’ingresso via mare in un Paese straniero affinché tutto fili liscio e ci si goda la nostra meritata vacanza.

1. Issare la bandiera gialla

Issare l’apposita bandiera gialla Q assieme alla bandiera di cortesia del Paese ospitante non appena si entra nelle acque territoriali, ossia generalmente a 3 miglia dalla costa. Fare quindi rotta diretta per il più vicino porto ufficiale di entrata. Non fermarsi mai in nessuno scalo prima di avere correttamente espletato le pratiche doganali.

2. Avvisare l’autorità doganale

Mettersi in contatto con le autorità competenti via radio, telefono o e-mail arrivando nei Paesi dove è obbligatorio comunicare in anticipo la notizia del proprio arrivo. Per ottenere l’autorizzazione è sufficiente fare una chiamata con il Vhf di bordo direttamente alla dogana oppure, come avviene per esempio negli Usa da uno dei telefoni appositi installati sulle banchine del porto. È importante manifestare in modo chiaro le proprie intenzioni riguardo al soggiorno. Le autorità doganali di alcuni Paesi vogliono essere avvisate almeno 24 ore prima dell’Eta, ossia l’Ora Stimata di Arrivo (solo in Australia è richiesto un preavviso di 96 ore).

3. Stilare l’elenco dei membri dell’equipaggio

Stampare e fotocopiare diversi elenchi dei componenti dell’equipaggio con tutti i particolari personali e il rispettivo passaporto di ognuno. Alcuni Paesi richiedono che i passaporti siano validi per almeno 6 mesi oltre la data d’arrivo. Gli stessi libretti dei passaporti inoltre devono avere un numero sufficiente di pagine bianche per i Visti in quanto molti usano un’intera pagina per apporne uno. Cercare di avere due passaporti se si ha in programma la visita di Paesi suscettibili o per averne uno di riserva se un passaporto deve essere consegnato o spedito per l’apposizione del Visto.

4. Chiedere il Visto Turistico

Per completare la procedura d’ingresso nel nuovo Paese può essere necessario avere tra i documenti il Visto Turistico. Il Visto Turistico deve essere richiesto e ottenuto con un certo anticipo in quei Paesi dove è impossibile ottenerlo al momento dell’arrivo. Gli altri documenti da tenere a bordo al momento del controllo doganale sono: Licenza di navigazione della barca, Patente nautica dello skipper, Polizza di assicurazione, Licenza di esercizio per gli apparati radio Vhf, SSB, Ham, Permesso di esercitare la crociera, Licenza di pesca, Porto d’armi.

5. Possedere la lettera dello skipper

Nel caso si debba raggiungere una barca in un Paese straniero per l’imbarco ogni membro dell’equipaggio imbarcato deve essere in possesso di una lettera firmata dallo skipper in modo che possa essere mostrata al check-in dell’aeroporto di partenza o all’immigrazione all’arrivo. La lettera deve precisare il nominativo della barca e i dati anagrafici del membro dell’equipaggio chiarendo che questo verrà subito imbarcato e che lascerà il Paese in una determinata data. Una lettera del genere può essere sufficiente per consentire al membro dell’equipaggio di arrivare con un biglietto di sola andata.

6. Fare eventuali vaccinazioni

Come è noto per entrare in certi Paesi è obbligatorio farsi dei vaccini. In questo caso è bene controllare la validità delle proprie vaccinazioni e provvedere a quelle necessarie prima di partire in quanto spesso è più facile e sicuro.

7. Tenere a bordo la polizza di assicurazione

Sebbene nelle procedure di entrata solo raramente venga richiesta la polizza assicurazione oggi molti marina turistici non accettano una barca se non è assicurata.

8. Far entrare i nostri amici animali

Per coloro che imbarcano cani, gatti e altri animali da compagnia con età superiore a tre mesi, occorre esibire il certificato sanitario del paese di provenienza. con i dati identificativi dell’animale e del proprietario, la dichiarazione che l’animale è sano, in regola con la titolazione degli anticorpi, ed è stato vaccinato contro la rabbia da non meno di 20 a non più di 11 giorni. Se al contrario il fedele amico vi segue nelle vostre navigazione in Paesi non UE, tenete presente che secondo la legislazione vigente in quel Paese, può essere tenuto in quarantena.

9. Rispettare il lavoro dei doganieri

Rispettare il modo di vestirsi del Paese che si va a visitare e non recarsi mai in un ufficio impropriamente vestiti. Inoltre è bene trattare gli ufficiali della Dogana, della Guardia Costiera e dell’Ufficio Immigrazione con rispetto e cortesia e qualunque cosa accada cercare di mantenere la calma.

 

 

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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