Oggi sempre di più gli armatori decidono di tenere la propria barca all’estero in marina strategici che sono ottimi punti di partenza per le crociere oppure per eseguire i lavori di manutenzione a costi più umani. Il Mediterraneo a questo proposito offre centinaia di ottime opportunità.

Una delle opportunità più suggestive e appaganti dell’essere naviganti è quella di utilizzare la barca come mezzo di trasporto privilegiato per esplorare il mondo che ci circonda: Paesi, mari, tratti di costa, isole e arcipelaghi. Oggi sempre di più peraltro gli armatori non sono più legati a determinati scali o marina localizzati vicino casa. Spesso si decide di tenere la barca in marina strategici che sono ottimi punti di partenza per le crociere oppure per eseguire i lavori di manutenzione a costi più umani.

I diportisti del Mediterraneo a questo proposito sono particolarmente fortunati perché possono contare su un numero di marina turistici e cantieri che probabilmente è il più elevato di qualsiasi altra parte del mondo. Facciamo allora un giro di orizzonte geografico sui possibili scali mediterranei dove si può ormeggiare la barca in vista di itinerari inediti o lavori e riparazioni alla propria barca.

Israele, Cipro, Grecia e Turchia

Nella sua parte orientale Israele ha diversi marina, ognuno dei quali dotato di buone attrezzature per le riparazioni nautiche. La vicina Cipro offre due marina regolarmente utilizzati dalle barche in visita: Larnaca e Limassol. C’è anche un altro marina a Girne, nella parte Nord di Cipro. Verso Est, la Turchia ha molti marina strategicamente ben situati lungo tutta la sua affascinante costa. Il Paese del resto è il posto ideale per le lunghe soste. Nella vicina Grecia la maggior parte dei marina sono concentrati nei dintorni di Atene. Quasi tutti hanno il loro cantiere e in entrambi i Paesi le attrezzature per le riparazioni sono piuttosto buone.

Un marina molto utile è ad Agios Nikolaos, sulla Costa Nord Est di Creta: è certamente un buon posto dove lasciare la barca mentre si visita l’interno di quest’isola interessante. Una deviazione attraente è costituita anche dalla Croazia che negli ultimi anni ha visto un forte sviluppo dello yachting e dove vi sono oggi molti marina in quella che è la più nota zona per la crociera in Mediterraneo.

Malta, Tunisia, Sicilia e Sardegna

Sulla rotta diretta a Ovest, Malta è sempre stata una sosta da non perdere e le sue attrezzature portuali e per le riparazioni sono di buon livello. Le vicine isole della Sicilia e della Sardegna e la terraferma italiana hanno moltissimi marina per tutte le esigenze e a portata di tutte le tasche. Anche la Corsica offre molti marina che d’estate però sono sempre pieni in estate, mentre in inverno sono disponibili a prezzi ridotti.

La riviera francese ha forse i più bei porti del mondo, ma anche i più affollati per cui nonostante le tante attrazioni del posto è preferibile visitare questa zona via terra. Anche la Tunisia è uno dei posti da privilegiare nel Mediterraneo per le soste ed eventuali riparazioni. Sulla sua costa orientale presenta numerosi marina i cui prezzi sono molto competitivi e inoltre la Tunisia ha il grande vantaggio di essere fuori dall’Unione Europea e perciò libera dalle restrizioni EU. Lasciare la barca in uno di questi tre Paesi è conveniente se la barca è di nazionalità diversa dall’EU.

Baleari, Spagna e Gibilterra

Proseguendo il nostro itinerario virtuale, le isole Baleari sono la mecca dello yachting in Mediterraneo con attrezzature per le riparazioni e molti marina in tutte e tre le isole principali, ossia Maiorca, Minorca e Ibiza. La maggior parte dei marina sono spesso pieni, ma vale la pena guardarsi intorno per un posto libero a patto che sia fatto in tempi opportuni. Tanti marina sono disseminati anche su tutta la costa spagnola del Mediterraneo e la situazione a livello di costi e manodopera è simile a quelle delle isole Baleari.

Gibilterra, tradizionalmente un porto di sosta, ha due marina, Queensway e Marina Bay, con ottime buona attrezzature per le riparazioni e inoltre è un porto franco per gli approvvigionamenti e i rifornimenti. Grande comodità di questa zona è anche l’aeroporto che offre voli giornalieri per Londra da cui si possono prendere le coincidenze per tutto il mondo. Ottimi scali si trovano anche in Portogallo.

7 consigli utili se dovete lasciare la barca all’estero

Ecco infine alcuni suggerimenti per sfruttare al meglio le opportunità di ormeggiarsi in un cantiere estero e svolgere lavori di manutenzione alla barca.

– Scegliere attentamente il marina e il cantiere, specialmente se ubicato in una zona comunemente afflitta da maltempo e tempeste.

– Far sì che la barca sia ben sostenuta con robusti sostegni da sistemare a debita distanza dalle altre barche i cui alberi potrebbero causare seri danni nel caso di caduta accidentale dalle rispettive  invasature.

– Anche se il marina o il cantiere promettono di sorvegliare la barca, come scritto nel contratto, è conveniente incaricare privatamente una persona affidabile del posto per farla sorvegliare ed eventualmente dare una lavata alla barca. Informare comunque il marina di un accordo di questo genere.

– Chiedere al Marina di scrivere un contratto e tenerne una copia nel caso le autorità aeroportuali vogliano vederlo.

– Pagare sempre per un periodo maggiore di quello programmato in quanto può accadere che il ritorno a bordo sia ritardato. Inoltre la maggior parte dei marina offrono condizioni migliori se vengono pagati in anticipo.

– Adempiere alle formalità con la dogana se la barca deve essere lasciata sotto vincolo doganale come richiesto da vari Paesi.

– Portate con voi apparecchiature e componenti per eventuali riparazioni e passare dalla dogana in modo da evitare di pagare la tassa di importazione al ritorno. Sempre al ritorno portare le parti di ricambio essenziali che non si trovano localmente e ordinare l’antivegetativa, le carte e altre cose importanti prima di partire in modo da trovarle pronte al ritorno.

 

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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