Giancarlo Pedote chiude alla grande il Vendée Globe

Il navigatore fiorentino Giancarlo Pedote arriva sul traguardo di Les Sables d’Olonne in Francia tra i primi 8 con una vera impresa di cuore e di testa. Un exploit conquistato con grande tenacia, spirito pratico e capacità tecnica in un’edizione del giro del mondo davvero difficile e piena di sorprese.

Giancarlo Pedote conclude il giro del mondo no stop in solitario tra i primi 8 ed entra nella storia della vela italiana. Per lui si corona un grande sogno che forse rappresenta anche un nuovo punto di partenza per la sua carriera, ma di certo è un traguardo importante per l’Italia, per tutti noi appassionati di vela che lo abbiamo seguito in questa avvincente regata attraverso gli oceani del pianeta, lo abbiamo ammirato e fatto il tifo per lui. Perché già esserci al Vendée Globe è qualcosa di importante, ma finire il percorso e stare nei primi 8 dei partecipanti è veramente qualcosa di straordinario e di inedito per il nostro Paese.

Complimenti a Giancarlo Pedote, a come ha gestito la sua barca Prysmian Group, a come ha superato condizioni meteo e tratti di oceano non facili, ha come ha tirato dritto tra le mille difficoltà di questa edizione del giro del mondo e ha come è arrivato in volata sul traguardo di Les Sables d’Olonne insieme agli altri 7 concorrenti tutti vicinissimi. Una regata concreta la sua, raccontata ogni giorno dal pozzetto della barca nello stile pratico, semplice, umano di questo ragazzo di Firenze che è già è entrato nel cuore di tutti noi appassionati di questo sport meraviglioso che è la vela.

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Giancarlo Pedote

Edizione epica per Giancarlo Pedote e non solo

Del resto è stata questa intera edizione del Vendée Globe a essere assolutamente sorprendente e ricca di colpi di scena. ll primo skipper a tagliare il traguardo in tempo reale è stato il francese Charlie Dalin a bordo di Apivia, un progetto di Guillaume Verdier varato nell’agosto 2019. Con soli 36 anni sulle spalle ed esordiente al Vendée, Dalin ha chiuso il percorso di oltre 24.000 miglia in 80 giorni, 6 ore, 15 minuti e 47 secondi. Formatosi alla celebre università della vela d’altura e oceanica francese di Port-la-Forêt questo ragazzo ha potuto contare sull’esperienza e i consigli di François Gabart, già vincitore del giro del mondo. Dietro di lui, gli altri solitari da Louis Burton a Boris Herrmann, da Thomas Ruyant a Yannick Bestaven e poi ancora Jean Le Cam e il nostro grande Guancarlo Pedote. Per determinare la classifica generale bisognerà aspettare gli abbuoni dati ad alcuni concorrenti, ma intanto ci godiamo questo spettacolo.

Tutti navigatori comunque incredibili che hanno resistito laddove altri, anche più titolati, hanno dovuto arrendersi. Come Nicolas Troussel che ha spezzato l’albero e si è ritirato o il britannico Alex Thomson che ha rotto il suo Hugo Boss contro le onde dell’Atlantico. E poi Sébastien Simon o ancora Isabelle Joschke che ha doppiato Capo Horn con la chiglia bloccata e che ha retto ancora una settimana prima di abbandonare quando ormai era in Atlantico. Del resto questo è il Vendée Globe, una regata estrema, l’Everest della vela, come la conoscono tutti. Ed ecco perché quella del nostro Giancarlo Pedote è un’impresa che ci riempie di gioia e ci fa sognare per il futuro. Info: Il sito del navigatore

Evviva: Giancarlo Pedote sarà al prossimo Vendée Globe

 

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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