Istituito nel 1991, il Parco della Maddalena è una riserva naturale accessibile ai diportisti nel rispetto di una rigorosa e complessa normativa che disciplina l’ingresso, il transito, l’ancoraggio e gli ormeggi tra isole, baie e calette. Ecco tutto quello che si deve sapere per navigare in questo meraviglioso tratto del Mediterraneo.

 L’Arcipelago della Maddalena è uno dei luoghi più suggestivi del Mediterraneo e sicuramente una delle mete più ambite dal popolo dei velisti che infatti ogni anno soprattutto nella bella stagione non mancano di esplorare le sue coste, le baie, i ridossi e le centinaia di isolotti di questo tratto di costa a Nord della Sardegna. E tuttavia questa zona del Mediterraneo fa parte dell’omonimo parco naturale istituito nel 1994 e che prevede una rigida e complessa disciplina di tutela sia delle aree a terra (5.134 ettari) che delle zone a mare (13.000 ettari), compresi i circa 180 chilometri di coste delle varie isole.

All’interno del Parco sia l’accesso con le imbarcazioni che l’ormeggio e l’ancoraggio, così come la pesca sportiva le immersioni subacquee sono quindi consentite solo in determinate zone con apposita autorizzazione che è rilasciata a pagamento con tariffe articolate in base ai giorni di permanenza e alla lunghezza della barca. Vediamo allora quali sono in particolare i divieti e i permessi per i diportisti all’interno del Parco, come si ottiene l’autorizzazione per l’ingresso e i costi.

Ecco come accedere a spiagge, baie e moli d’attracco

Il Parco Nazionale della Maddalena prevede una zona di protezione integrale (Ma) delimitata da boe rosse dove è vietato l’accesso, la sosta e l’ancoraggio e una di protezione generale (Mb) delimitata da boe biconiche gialle dove è consentito l’ancoraggio su fondali inerti, cioè sabbiosi o fangosi, ma non su praterie di posidonie oceaniche. In particolare nella zona Mb dal primo giugno al 30 settembre l’ancoraggio è consentito solo dall’alba al tramonto (non oltre le ore 22), limitazione che non vale per le barche dei residenti provviste di serbatoi per le acque nere. L’ancoraggio è comunque vietato all’interno dei campi boe dove è possibile l’attracco di una sola unità per gavitello. L’ormeggio è consentito dal primo giugno al 31 ottobre dall’alba al tramonto (non oltre le 22); le barche provviste di serbatoio per le acque nere possono invece sostare anche di notte. L’attracco o l’ormeggio a banchine, moli, pontili o altre strutture fisse delle isole minori è possibile solo di giorno per imbarcare o sbarcare passeggeri. Gli specchi d’acqua davanti le spiagge sono delimitati da cavi con boe sferiche gialle.

L’accesso agli arenili è consentito solo con unità a remi, usando gli appositi corridoi e per il tempo necessario a sbarcare persone o cose. In tutta l’area del Parco inoltre oltre i 300 metri dalla costa la velocità massima consentita è di 7 nodi, mentre oltre i 300 metri è di 15 nodi.

Richiedere le autorizzazioni è semplice

Le imbarcazioni che accedono al Parco della Maddalena devono essere munite di autorizzazione. Questa è rilasciata nella sede dell’Ente Parco, nelle strutture portuali locali, negli uffici autorizzati e si può ottenere anche dal sito internet del parco alla pagina www.lamaddalenapark.it pagando con conto corrente postale (inviando un fax) o con carta di credito con riduzione del 5 per cento della tariffa. In caso di controlli in mare chi è sprovvisto di autorizzazione paga una maggiorazione del 40 per cento della tariffa. Per i residenti dei comuni di Comune della Maddalena e gli equiparati, ossia chi ha un posto barca per almeno 4 mesi nel comune di La Maddalena o che ha affidato la barca in rimessaggio a un cantiere locale, le autorizzazioni al diporto sono gratuite.

Si applica invece una tariffa scontata del 50 per cento ai residenti dei comune di Palau, Arzachena, Santa Teresa di Gallura e a chi ha un posto barca presso le strutture autorizzate alla Maddalena per un periodo di almeno 15 giorni.

Costi e periodi di soggiorno

Le autorizzazioni al diporto sono rilasciate per periodi che vanno da un giorno a 15 giorni o un mese, dal mese di maggio a ottobre. Le tariffe vanno in base alla larghezza dello scafo: a titolo indicativo una barca di 10 metri paga 20 euro per un giorno, 130 euro per 15 giorni e 250 euro per 30 giorni.

C’è da dire che per quanto onerosi per i diportisti, questi compensi rappresentano una delle più importanti fonti di finanziamento dell’Ente Parco. Grazie ad esse infatti il Parco può garantire il regolare svolgimento della propria missione istitutiva, attraverso l’attività di promozione, di educazione e sensibilizzazione ambientale, nonché di controllo sui flussi nautici che accedono alle acque dell’Arcipelago. Inoltre, grazie ad essa, il Parco finanzia la realizzazione di studi e l’offerta di servizi utili per i naviganti e i visitatori, come ad esempio la messa in sicurezza degli specchi acquei ai fini della balneazione, il ripristino di situazioni di degrado ambientale e la delimitazione di alcuni sistemi dunali, il monitoraggio della popolazione di delfini presente nell’Arcipelago, l’apertura delle strutture museali presenti nel CEA (Centro di Educazione ambientale di Stagnali), nell’isola di Caprera.

 

 

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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