Se oggi il mercato nautico rende disponibili ai diportisti pannelli solari sottili, leggeri, flessibili o calpestabili e ad alta efficienza energetica lo si deve a Giovanni Soldini, navigatore milanese e convinto ambientalista che per primo li utilizzò nel 2007 a bordo del suo Class 40 Telecom Italia.

Le regate, in particolare quelle oceaniche non servono solo a portare gloria ai navigatori, ma da sempre costituiscono il banco di prova ideale per nuove soluzioni e tecnologie destinate alle imbarcazioni da diporto. Lo abbiamo visto in passato con il Gps, con gli avvolgitori per le vele, con l’uso di materiali come Kevlar e carbonio, con le fibre esotiche e così via.

La stessa cosa è successa con le nuove generazioni di pannelli fotovoltaici che ormai sembrano avere tutte le carte in regola per rendere più funzionale l’utilizzo a bordo dell’energia solare. Il primo navigatore italiano a utilizzare pannelli fotovoltaici in barca è stato nel 2017 Giovanni Soldini a bordo del suo Class 40 Telecom Italia che voleva ridurre drasticamente il consumo del generatore a bordo. Dopo di lui tutti gli altri navigatori hanno preso la stessa strada utilizzando pannelli fotovoltaici nelle regate internazionali più prestigiose, compresi il giro del mondo.

Tecnologia: il silicio tra due fogli di plastica

Grazie a quelle esperienze per il settore nautico esistono attualmente moduli calpestabili, sottili e leggeri, in silicio amorfo oppure pesanti solitamente non calpestabili e in laminato di metallo o vetro simili a quelli che si installano sui tetti delle abitazioni in silicio mono o policristallino. I moduli in silicio mono o policristallino rendono circa il doppio di quelli in amorfo. Il prodotto ideale per la nautica è quello che combina leggerezza, calpestabilità e grande efficienza energetica. Il primo risultato è quindi stato ottenuto nel senso di utilizzare il più efficiente silicio monocristallino all’interno di due sottili fogli di plastica. I nuovi pannelli sono così più efficaci, molto leggeri (2 kg per metro quadrato), spessi meno di 2 millimetri, calpestabili, con un buon livello di flessibilità e di facile installazione: basta incollarli alla coperta.

Tanti moduli fotovoltaici: la struttura modulare

Gli impianti così realizzati risultano circa il 30 per cento più efficienti di quelli analoghi in genere impiegati nella nautica da diporto fino a qualche anno fa, dato quest’ultimo conseguito anche grazie un’altra innovazione: la suddivisione dei moduli fotovoltaici. In un impianto a pannelli solari tradizionale ogni modulo funziona come una pila elettrica: nel momento in cui è irraggiata dalla luce solare, la pila è in grado di produrre una certa quantità di corrente a un dato voltaggio. Se per esempio occorrono 220 Volt, bisogna mettere in serie tante pile così che la tensione si sommi fino ad arrivare a quella che occorre. Se però la serie si interrompe perché uno dei moduli non funziona, la corrente non passa. Così anche a bordo se parte dell’impianto è in ombra con i pannelli tradizionali l’intero sistema prima perdeva di potenza. Per questo oggi si realizzano dei moduli molto piccoli, ognuno col suo regolatore di carica e ognuno è in grado di erogare energia alla batteria senza necessità di un collegamento in serie.

Una fonte di energia alternativa, pulita e a basso costo

Un altro problema affrontato e ormai risolto per i pannelli solari destinati alla nautica è quello del costo. I nuovi pannelli infatti nonostante queste importanti innovazioni hanno un costo di produzione relativamente basso e possono essere venduti all’utente finale a un prezzo competitivo. Grazie a questo veloce avanzare della tecnologia oggi sul mercato nautico sono disponibili pannelli solari barca di tipo flessibile e calpestabile con le scarpe da barca, davvero performanti ed economicamente accessibili a tutti. Per chi necessita di una fonte di energia utilizzabile ovunque, anche all’esterno della barca oppure sul tender, ci sono anche i pannelli fotovoltaici per barca di tipo portatile, che permettono di ricaricare qualunque dispositivo elettronico e che sono disponibili in diverse versioni e potenze.

Insomma per la nautica quindi in questo campo il futuro sembra promettere buoni frutti. Se non altro per la filosofia di cui si fa portatrice: l’energia solare può diventare infatti una risorsa comune e le barche sempre più ecocompatibili.

 

 

 

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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