Le barche volanti dell’America’s Cup fanno già scuola

Protagoniste delle regate preliminari della 36° edizione della Coppa America e già ribattezzate le barche volanti, gli AC75 dotati di appendici alari stanno già influenzando il mondo della nautica. Il primo prototipo che pesca a piene mani nella stessa tecnologia è il Flyng Nikka, un nuovo progetto firmato dallo studio Mills.

Le regate di alto livello, dai giri del mondo in solitario ai match race di Coppa America, hanno sempre rappresentato un laboratorio di sviluppo e collaudo di soluzioni tecniche innovative. E da questi palcoscenici tecnologici sono più o meno ogni anno uscite invenzioni che hanno poi influenzato direttamente i progettisti e i cantieri delle barche normali della gente comune, sia diportisti che regatanti. Per quanto sorprendente anche i recenti AC75, le cosiddette barche volanti dotate di hydrofoil che abbiamo appena visto nelle regate anticipatorie alla 36° edizione dell’America’s Cup, offriranno tanti spunti al di fuori del prestigioso trofeo, anzi lo stanno già facendo.

barche volanti

I foil a “T” invadono la progettazione nautica

Diverse sono ormai le barche volanti. È il caso per esempio di Flyng Nikka, un nuovo progetto firmato dallo studio Mills che è spudoratamente ispirato agli AC75. Si tratta di un 19 metri molto particolare destinato all’imprenditore e velista Roberto La Corte che lo utilizzerà in regate inshore ma soprattutto nelle classiche competizioni offshore. Dalle prime immagini diffuse di Flyng Nikka saltano agli occhi sia il timone che i due foil con l’avveniristica forma a “T” e che consentono alla barca proprio come gli AC75 dell’America’s Cup di sollevarsi completamente dall’acqua e volare raggiungendo in certe condizioni anche i 40 nodi di velocità.

“Siamo davvero orgogliosi di poter sviluppare il progetto di design al momento più entusiasmante al di fuori dell’America’s Cup – spiega Mark Mills la visione di Roberto Lacorte è di essere il primo armatore ad avere un foiler di dimensioni Mini Maxi, in grado di correre regate lunghe e di far conoscere queste barche ad un pubblico più ampio. Prenderemo molti spunti dagli AC75 – continua Mills – e li metteremo insieme in un pacchetto più facile da usare, economico e in grado di navigare in una gamma più ampia di condizioni. Sarà una piattaforma semplice e robusta in grado di avere tutti i requisiti necessari per partecipare alle regate offshore tradizionali, a partire dalla certificazione relativa alle Offshore Special Regulation”.

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Photo credits: Studio Mills courtesy.

Gestione delle appendici alari più facile

Appendici alari a parte, la forma dello scafo di Flying Nikka è in realtà piuttosto diversa dagli AC75, perché il contatto con la superficie dell’acqua, come spiegano i progettisti, sarà maggiore. La gestione dei foil e di tutti i sistemi idraulici di bordo coinvolgerà solo 5 persone, consentendo al timoniere di concentrarsi sulla navigazione senza dovere controllare direttamente l’altezza del volo. Al momento il team di ingegneri e architetti navali guidati dall’esperto Project Manager Micky Costa si sta concentrando sullo sviluppo e l’ottimizzazione della geometria e dei sistemi di progettazione. Nel corso dei prossimi tre mesi si arriverà alla configurazione definitiva dello scafo e della coperta prima dell’inizio della costruzione. La selezione del cantiere è in una fase avanzata – conclude Mills – che ricopre un ruolo cruciale nel progetto, visto che è il collegamento tra progettisti, costruttore ed equipaggio, per riuscire a realizzare una barca affidabile, semplice ed efficace”.

Il varo di Flyng Nikka è previsto nell’estate del 2022 e si potrà ammirare in regate, come per esempio la Giraglia dove sarà il primo mini maxi nella storia di questa categoria di barche a navigare in full foiling, anche se a differenza degli AC 75 dovrebbe avere anche a centro scafo una chiglia con il classico siluro. L’Orc intanto, sicuro che altri progetti di barche volanti simili agli AC 75 prenderanno piede, è già al lavoro per sviluppare un aggiornamento del sistema dei compensi che possa prendere in considerazione anche le barche con i foil.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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