Navigare per molti giorni, magari lontano dalla costa, richiede da parte dell’equipaggio un approccio più tecnico e scrupoloso votato alla sicurezza, alla gestione delle risorse e a un’attenta pianificazione del percorso, anche in base al variare delle condizioni meteo marine. Ecco le 9 regole da seguire per una crociera lunga e felice.

Il fascino delle lunghe crociere a vela non può che ammaliare i diportisti che sognano l’orizzonte e passare a bordo più tempo possibile. Stare tanti giorni a bordo di un cabinato a vela anche comodo e spazioso come un catamarano tuttavia richiede una attenta pianificazione delle risorse, la gestione efficace delle vele, l’utilizzo di strumenti tecnologici come i telefoni satellitari e una meticolosa organizzazione della cambusa e delle riserve di acqua dolce.

In questa guida ecco 9 consigli da seguire per vivere una lunga crociera o un trasferimento di molti giorni in totale relax e in completa sicurezza, anche imbarcando bimbi.

 

01. Utilizzare i sistemi satellitari

Sempre più diportisti che praticano lunghe crociere decidono di imbarcare un telefono satellitare a favore della sicurezza. Questi dispositivi usano la trasmissione via satellite per potere chiamare e ricevere anche nei luoghi più sperduti del mondo. Per dimensioni e facilità di utilizzo sono diventati ormai piuttosto diffusi tra chi naviga in zone lontane e isolate. Un interesse dovuto anche alla possibilità di abbinare a una conversazione telefonica altre funzioni, come per esempio inviare email, fax e accedere a servizi internet se collegati ad un computer. Le comunicazioni satellitari infatti garantiscono le chiamate sempre, anche in situazioni di emergenza. Un enorme vantaggio in termini di sicurezza: nei luoghi o nelle condizioni in cui è assente il segnale, come in mare, le comunicazioni satellitari sono servizi irrinunciabili. Inoltre i servizi satellitari sono spesso molto più convenienti dei profili Gsm in roaming all’estero, con tariffe certe e trasparenti, senza alcun costo di ricezione della chiamata. Di sistemi satellitari ce ne sono molti e sono in continua crescita. Alcuni costano molto come hardware, ma che poi offrono costi per il traffico inferiori rispetto a quelli con hardware più economici. Un’ottima scelta per il prezzo d’acquisto, i costi di gestione e l’efficienza, è sicuramente Iridium Go. È in arrivo comunque il nuovo SpaceX che potrebbe rivoluzionare completamente il mercato con costi comparabili alla telefonia mobile di terra.

02. Fare le andature portanti con le vele giuste

Le barche moderne sono tutte passate a vele di prua murate su bompresso e così il vecchio caro tangone, dopo essere stato lo strumento più apprezzato dai navigatori oceanici, è caduto nel dimenticatoio. Oggi come vele di prua si usano Code 0, PFR, Gennaker, calze o avvolgitori senza fine, cavi antitorsione, etc. In realtà però se non si è su un mezzo puramente da regata, con un equipaggio di velisti che danno gennaker anche in piena notte dribblando i vari groppi, fare svariati bordi al lasco invece che pura VMG non ha senso.

I cabinati a vela e gli stessi multiscafi da crociera non sono cosi veloci come promettono queste vele tecnologiche per usare la tattica dei laschi e alla fine gli Alisei sono sempre troppo di poppa. Quindi chi vuole girare il mondo su un monoscafo può tranquillamente rispolverare il tangone. Addirittura su alcune barche, che non navigano veloci al lasco, ha addirittura senso tornare agli Anni 70 e pensare a un doppio tangone. Per il multiscafo vale la stessa cosa, anche se si dice che queste barche non amino le poppe piene. Questo è vero in quanto la randa, assolutamente predominante nel piano velico dei multiscafo, appoggia sulle sartie anche se regolata in maniera corretta e navigando a 120° di apparente, figuriamoci a 170! Quasi tutti i multiscafisti spesso ammainano la randa e navigano solo con le vele di prua, per esempio un grande genoa rollato su strallo e un FFR rollato su un frullino senza fine ma senza cavo antitorsione. Ciò permette di poter regolare la drizza (che lavora con tensioni molto inferiori e quindi si usura meno) per dare una forma più grassa alla vela e facilitare le andature di poppa.

03. Gestire l’acqua dolce a bordo

Per l’acqua potabile in genere si deve stimare la durata massima che potrebbe avere la crociera se dovesse andare tutto male, come per esempio in assenza di vento o in caso di problemi tecnici alla barca e quindi si calcola la quantità di acqua necessaria al giorno per ogni membro dell’equipaggio.

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L’acqua desalinizzata può andare bene per l’igiene personale e le attività domestiche, ma bere quest’acqua impoverita di sali minerali per lunghi periodi non apporta un’idratazione completa al corpo, quindi è importante non trovarsi in carenza di acqua in bottiglia. Se sulla terraferma siamo ormai abituati ad aprire il rubinetto e avere acqua dolce in abbondanza, anche in barca, con qualche precauzione e un po’ di abitudine, l’acqua dolce non mancherà e non servirà accendere il desalinizzatore tutti i giorni. Per esempio l’acqua di cottura di pasta e verdure può essere trattenuta all’interno del lavabo per mettervi in ammollo piatti e pentole che si puliranno con più facilità. La pasta può essere bollita utilizzando un 30 per cento di acqua prelevata dal mare, risparmiando così acqua e sale. Anche l’acqua di cottura del riso si può conservare visto che ha proprietà benefiche per la pelle e miscelandola con acqua di mare ci permette di preparare il bagnetto dei bimbi alla temperatura ideale.

Per la doccia, clima permettendo, si può raccogliere un secchio di acqua dal mare, insaponarsi, risciacquarsi e sciacquiamo e darsi solo l’ultima passata con acqua dolce, per togliere il sale. Se poi c’è un groppo in arrivo tutti pronti con i buglioli da posizionare sotto tendalini e randa per raccogliere l’acqua piovana che si può usare in mille modi.

04. Puntare sulle energie rinnovabili

L’energia elettrica a bordo, specie durante lunghe crociere, non è mai abbastanza. Fortunatamente negli ultimi anni la tecnologia legata alle energie rinnovabili e di accumulo ha fatto passi da gigante. Oggi la resa reale dei pannelli solari, a parità di superficie, è praticamente raddoppiata rispetto a qualche anno fa. Inoltre sono disponibili pannelli solari flessibili e calpestabili, molto performanti ed economicamente accessibili a tutti. Per chi necessita di una fonte di energia utilizzabile all’esterno della barca oppure sul tender, ci sono anche i pannelli fotovoltaici di tipo portatile che permettono di ricaricare qualunque dispositivo elettronico e che sono disponibili in diverse versioni e potenze.

Allo stesso modo si sono evoluti i generatori eolici, quelli idroelettrici, come per esempio il Watt&Sea e le stesse batterie. Queste ultime nella versione moderna al gel sono esenti da manutenzione e collocabili in qualunque posizione, anche in vani non ventilati, in prossimità di apparecchiature elettroniche e persone. Sono il meglio della tecnica in fatto di accumulatori e per questo le più costose. In compenso però hanno un numero di cicli utile superiore agli altri modelli, possono essere caricate con correnti molto alte fino al raggiungimento della loro carica massima per cui sono quelle che si possono caricare più velocemente, hanno una tensione massima leggermente inferiore a quella delle altre batterie ma mantengono detta tensione fino al raggiungimento del 20 per cento della loro carica e possono essere scaricate quasi completamente senza che questo pregiudichi in alcun modo le loro cariche successive. Scegliere un impianto di energia efficiente è un aspetto da valutare attentamente per chi fa lunghe crociere non solo per utilizzare al meglio le apparecchiature elettriche di bordo ma anche per sposare una filosofia a impatto ambientale zero.

05. Combattere il mal di mare

In caso di lunghe navigazioni si può ricorrere ai classici rimedi farmacologici contro il mal di mare, ma sarebbe meglio lasciare che il proprio corpo si abitui, poco a poco, e reagisca da solo. Con il tempo però si possono mettere in atto alcuni trucchi per non arrivare, alla fine delle lunghe navigazioni, in carenza di liquidi. Bisogna cercare di idratarsi il più possibile quando si sente di stare bene, obbligandosi a bere grandi quantità di acqua e assumere solo cibi secchi e leggeri nei momenti di malessere. In caso di malessere un mezzo bicchiere di Coca Cola con uno spicchio di limone è più indicato: la caffeina toglie quel senso di torpore dovuto al mal di mare e da’ un po’ di energia. Bisogna considerare che il mal di mare ha una grande componente psicologica, per cui sdraiarsi all’aria assecondando il movimento delle onde e cercando di concentrarsi su qualcos’altro può essere di grande aiuto. Inoltre l’adrenalina annienta completamente il mal di mare: nelle situazioni più difficili in genere anche chi ne soffre in genere non prova alcun fastidio o questo si riduce molto.

06. Avere sempre una cambusa gustosa e abbondante

Per quanto riguarda la cambusa anche qui bisogna cercare fare dei calcoli approssimativi sulle quantità di cibo e vivande da comprare, prediligendo piatti semplici ma vari, in genere un primo piatto a pranzo e un secondo con contorno leggero a cena. Si dovrebbe anche pescare il più possibile e se si ha la fortuna di pescare pesci di grossa taglia provvedere a conservarli, sott’olio o ricavandone “insaccati”. Una cosa che a bordo si può preparare quotidianamente è il pane, quindi imbarcando sempre abbondanti quantità di farina per assicurarsi pane fresco o focacce tutti i giorni. In genere si può impastare la sera con pochissimo lievito e mettere a lievitare in frigo l’impasto fino alla mattina del giorno dopo. Frutta e verdura vanno sempre comprate in modo sensato, cercando di consumare prima quelle che deperiscono più in fretta, poi quelle che durano di più come carote, cavolo cappuccio, patate, mele, ananas, e infine legumi secchi. Va bene anche preferire ricette con legumi, tipo lenticchie, che non necessitano di lunghe cotture oppure fagioli e ceci cotti in pentola a pressione.

07. Avere sempre occhi puntati sul meteo

In passato i diportisti che affrontavano lunghe crociere per conoscere le previsioni meteorologiche scaricavano le cartine sinottiche a 24h/48h/72h con l’SSB, ossia la radio a onde corte che ormai non utilizza più nessuno. Oggi esistono svariati programmi per ricevere i dati anche nel bel mezzo all’oceano e a costi contenuti. Questo ha fatto sì che il modo di navigare, sia in termini di sicurezza che di prestazioni, è drasticamente cambiato negli ultimi due decenni. Ci sono poi una marea di App di previsioni meteo che è possibile scaricare sul proprio smartphone che possono essere di grande aiuto. Con l’App di Meteomed HD per esempio si possono consultare le previsioni di tutto il Mediterraneo, sia per i 128 settori di mare che per i 2.100 porti presenti. Per sapere se ci sarà vento e da che direzione soffierà ci basterà scaricare Windy con cui si vede graficamente sullo schermo il flusso di vento in arrivo oppure Windfinder, la App nata per gli appassionati di kitesurf e windsurf, ma utilissima anche a chi va a vela con previsioni su 3 e 5 giorni. Se poi si vuole conoscere in anticipo lo stato del mare si può ricorrere a Sea Conditions che ci fornirà presenza e altezza delle onde, così come i livelli di marea del Mediterraneo con previsione fino a 3 giorni e aggiornamenti ogni 6 ore.

08. Avere un medico virtuale sempre a bordo

Sapere gestire le situazioni di primo soccorso a bordo nel corso di una navigazione è fondamentale per ogni skipper o comandante di un’imbarcazione. Sarebbe altamente consigliabile per chi effettua lunghe crociere un corso di formazione specifico. Utile anche tenere a bordo un buon manuale facilmente consultabile al momento, come per esempio il Manuale di primo soccorso in mare di Francesco D’Adda (Hoepli editore) oppure il libro Pronto soccorso in navigazione di Edoardo Carletti (Ibs editore). Quando si naviga oltre le 12 miglia dalla costa è obbligatorio tenere a bordo una cassetta di primo soccorso contenente la quantità minima indispensabile di materiale sanitario. Sul mercato di accessori nautici si trovano cassette di pronto soccorso già assemblate secondo la normativa e che ne rispettano il contenuto sia a livello di materiale sanitario che di caratteristiche del contenitore.

Per quanto riguarda la richiesta di aiuto medico esterno, oltre alla Capitaneria di Porto, occorre ricordare la possibilità di contattare il Centro Internazionale Radio Medico, meglio noto come Cirm che presta assistenza radio-medica a tutti i naviganti, di qualunque nazionalità, imbarcati sia su navi mercantili che da diporto, su tutti i mari del mondo. Il servizio si svolge 24 ore al giorno, per 365 giorni all’anno ed è totalmente gratuito. Per avere un consiglio da uno dei medici di guardia basta contattare il C.I.R.M. sia per telefono (su rete fissa o cellulare) sia via telex, fax ed e-mail. Le lingue ufficiali sono l’italiano e l’inglese. In alternativa si può fare un abbonamento a Medair, un servizio di assistenza sanitaria da parte di medici ed esperti che in caso di necessità cercano di risolvere problemi di salute e sicurezza, anche nel caso di particolari emergenze. Il servizio è attivo 24 ore su 24 tutto l’anno. Oltre a questo servizio propone dei kit studiati appositamente per chi naviga e va in crociera offshore.

09. Intrattenere i bimbi a bordo

Per chi affronta una lunga crociera con bimbi piccoli in barca non dovrebbero mai mancare libri, matite colorate e quaderni, giochi da tavolo per tutte le età e cartoni in dvd, oltre naturalmente allo smartphone di mamma e papà. Sfogliare un libro, disegnare e guardare un cartone sono attività che il bimbo può fare anche da solo ma che possono andare bene se si hanno un paio di ore di navigazione. In caso di navigazioni lunghe, bisogna organizzarsi e pensare in anticipo a tante attività da fare insieme per fare passare il tempo intrattenendosi vicendevolmente. Sembrerà banale ma un secchio di plastica riempito di acqua di mare in pozzetto per un bimbo è una fonte inesauribile di intrattenimento e sprigiona la sua fantasia. Altre attività ricreative a misura di piccoli marinai sono impastare insieme e creare panini di tante forme diverse, preparare i biscotti, pescare, timonare e regolare le vele, trovare nel cielo la nuvola con la forma più strana, costruire di tutto con le scatole di cartone dei cereali. Piccoli passatempi che, miglio dopo miglio, li tengono impegnati e contribuiscono a fargli apprezzare la vita in mare.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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