Imbarcare un dissalatore aumenta notevolmente la qualità della vita a bordo e permette di fare lunghe traversate nonché sostare in rada piuttosto che dormire sempre in porto. La disponibilità di acqua dolce non deve però far perdere all’equipaggio il rispetto per questa preziosa risorsa che in barca va comunque risparmiata.

L’acqua dolce su una barca a vela è sempre poca e preziosa. Quanta ne serve? Il consumo di acqua da bere in estate o in posti caldi può essere calcolato intorno a un litro e mezzo al giorno per persona. Per cucinare, facendo tutte le economie del caso, serve un altro litro e mezzo a testa e per i più delicati che non possono fare a meno la sera di sciacquarsi dal sale ancora un altro mezzo litro a testa. Totale 3 litri e mezzo al giorno per persona. Per 30 giorni e due persone fanno 210 litri. Con i 250 litri del serbatoio di un cabinato a vela di medie dimensioni e con altri 100 litri tra bottiglie di acqua minerale e taniche di emergenza si può stare tranquilli.

Bere, cucinare, fare il bucato: l’acqua non basta mai

I dissalatori che trasformano l’acqua salata del mare in acqua potabile hanno migliorato molto la qualità della vita degli equipaggi in crociera. Sono lontani i tempi in cui si doveva fare su e giù all’interno dei porti con le taniche vuote pregando qualcuno di riempirle, quindi caricarle sul tender e tornare alla barca. Quell’acqua veniva centellinata a bordo ed era disponibile solo per bere e cucinare. Il dissalatore aumenta considerevolmente la disponibilità di acqua dolce a bordo e quindi l’autonomia dell’equipaggio. Soprattutto se organizzate lunghe crociere o se preferite le soste in rada piuttosto che dormire in porto, dovreste valutare di installarne a bordo uno, magari di dimensioni compatte visto che il mercato si è arricchito proprio di questi modelli più versatili.

Quale dissalatore scegliere?

Per chi vuole assicurarsi una riserva illimitata di acqua a bordo esistono due tipologie di dissalatori: quelli tradizionali, con pompa ad alta pressione e quelli di nuova generazione, caratterizzati da un pompa per il recupero di energia. Il modello tradizionale funziona a corrente continua da 12/24 Volt ed è costituito da una pompa che preleva l’acqua di mare e la invia al circuito. L’acqua passa attraverso una serie di filtri, arrivando a una seconda pompa di alta pressione che la invia alle membrane dove avviene il processo di osmosi inversa. Così si compie il processo della dissalazione dell’acqua. Non tutta l’acqua aspirata viene però “pulita”, ma soltanto una percentuale che varia intorno al 10-15 per cento. La restante quantità è scaricata in mare.

Gli impianti moderni invece non hanno la pompa ad alta pressione, al cui posto è utilizzata una sorta di pompa meccanica. Questa pompa, associata a un gruppo di cilindri, genera una pressione sufficiente a creare il processo di osmosi inversa. L’acqua scartata dalle membrane non è rigettata in mare, ma inviata nuovamente alla pompa meccanica, generando continuamente una pressione nel circuito. La differenza sostanziale consiste nell’uso di due pompe diverse. Nel sistema tradizionale la pompa con il motorino elettrico produce un assorbimento energetico superiore. Nel sistema più recente, la pompa di recupero energetico, utilizza l’acqua scartata dalle membrane per riportare la pressione necessaria.

Evitare sprechi: la regola del marinaio

Rimane il fatto tuttavia che in mare occorre economizzare sui consumi di acqua anche quando c’è il dissalatore: restare sotto la doccia troppo a lungo come se si fosse a casa è un comportamento assolutamente antimarino, così come fare il bucato ogni giorno per avere lenzuola immacolate ogni giorno. Esistono sul mercato anche appositi dispositivi che permettono il monitoraggio dell’acqua dolce a bordo. Tra le loro funzioni c’è l’indicazione dell’acqua dolce disponibile, il consumo medio giornaliero. Possono anche essere programmati per bloccare le relative pompe se il consumo d’acqua eccede determinati valori o se il livello d’acqua nei serbatoi raggiunge un certo livello critico.

Anche imbarcando un dissalatore si deve partire per una lunga traversata sempre con i serbatoi pieni. Inoltre come precauzione aggiuntiva ci dovrebbe essere sempre in pozzetto a portata di mano una tanica piena da usare nel caso l’acqua contenuta nei serbatoi dovesse inquinarsi per una qualsiasi ragione o in caso di abbandono nave. I serbatoi dell’acqua devono inoltre essere separati da una valvola in modo che non possano vuotarsi contemporaneamente.

 

Emergenze: viva il dissalatore portatile

Per far fronte alle emergenze si può optare anche per un dissalatore portatile azionabile a mano che può essere usato per produrre acqua se il sistema di bordo dovesse andare in avaria. Informare i più sfrenati consumatori d’acqua che nel caso di avaria dovranno pompare per un’ora per produrre un litro d’acqua con il dissalatore portatile sarà un ottimo deterrente per evitare abusi.

Purtroppo su alcune nuove barche di serie non vengono predisposti serbatoi di acqua dolce sufficientemente grandi per lunghe traversate. Alcuni diportisti superano il problema installando serbatoi supplementari oppure imbarcando un’adeguata riserva d’acqua in taniche o ancora acquistando al supermercato grandi quantitativi di acqua minerale.

Dissalatore Manuale Portatile Spectra Survivor

Il più piccolo dissalatore al mondo, particolarmente apprezzato per l’uso in situazioni di emergenza.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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