Sale, umidità, sabbia, raggi Uv, macchie di carburante e muffe sono i grandi nemici dei nostri tender che contribuiscono a invecchiarne il tessuto e condizionarne l’efficienza. Ecco come prendersi cura dei tubolari dal lavaggio alla riparazione di fori, scollature e valvole difettose.

La manutenzione dei tubolari del nostro tender richiede una cura costante e scrupolosa per mantenerli sempre esteticamente impeccabili ma soprattutto efficienti e in buona salute. L’acqua, in particolare quella marina ricca di sale, con la sua forza corrosiva, e gli agenti esterni come sabbia, umidità e raggi solari contribuiscono con il tempo a deteriorare inevitabilmente il tessuto, già di per sé delicato, dei tubolari.

Ecco perché una corretta manutenzione è indispensabile se si vuole preservare il proprio gommone in buone condizioni anche con il passare degli anni. Vediamo allora come prendersi cura dei tubolari ed evitare gli errori più comuni commessi dagli armatori.

Il lavaggio del tender: acqua dolce e prodotti sgrassanti

Il lavaggio dei tubolari è il primo passo per prendersi cura del tender, un’operazione che dovrebbe essere eseguita possibilmente all’ombra o comunque al riparo dai raggi Uv. Per lo sporco più ostinato potete utilizzare un decappante specifico per i gommoni, ma va bene anche uno sgrassatore universale reperibile in tutti i supermercati per una pulizia comunque accurata. È importante pulire il tender a secco perché questi prodotti hanno maggiore efficacia su superfici asciutte, piuttosto che bagnate. Ecco come procedere. Dapprima spruzzate il decappante o lo sgrassatore su una superficie di 50-60 centimetri di tubolare. Passate una spugna, di quelle che da una parte sono morbide e dall’altra leggermente abrasive. Con la parte abrasiva, si può strofinare centimetro per centimetro con più decisione sui colori molto accesi, come il giallo o l’arancione, fino a ottenere una bella schiuma. Altrettanto importante è non mettere il detergente direttamente sul tessuto, ma su un panno o una spugna e strofinarlo uniformemente e con movimenti circolari, dapprima diluito in acqua dolce e più concentrato dove lo sporco è ostinato. In caso di macchie persistenti, si può utilizzare anche un batuffolo di cotone appena inumidito con diluente alla nitro, mentre per eliminare definitivamente le macchie di muffa si può ricorrere a prodotti a base di ipoclorito di sodio in gel.

Terminato lo strofinamento, occorre asciugare la schiuma che si è creata ed eliminare lo sporco con panni di cotone. Sciacquate quindi i tubolari del tender con una manichetta dell’acqua e ripassare nuovamente l’intero gommone dall’inizio, sempre con la parte abrasiva dalla spugna. Usate acqua dolce in abbondanza: questa seconda operazione di risciacquo serve per eliminare gli eventuali residui del prodotto che abbiamo utilizzato.

Far brillare componenti in teak e acciaio

I nostri tender hanno di solito piccole componenti in teak, vetroresina e acciaio. Se il teak è molto sporco, potete utilizzare una carta abrasiva con grana leggerissima, per esempio da 150 o 240. Rimuovete lo sporco sfregandolo delicatamente con la carta e intanto bagnate la superficie del componente con acqua: questa operazione andrebbe eseguita con il teak bagnato. Per eliminare le macchie o le striature nere che spesso si formano sulle parti in vetroresina o sulle sentine, potete utilizzare il decappante o lo sgrassatore e la parte abrasiva della spugna utilizzata anche per i tubolari. In questo caso le superfici da pulire possono essere anche bagnate: non è necessario che siano perfettamente asciutte prima dell’operazione.

Gli acciai possono presentare una patina che sembra ruggine: questa, se si è consolidata in modo consistente sulla superficie d’acciaio, può essere rimossa con la pasta abrasiva da carrozzeria.

Mai più muffa sui tubolari

Un problema che si pone di frequente durante il periodo di rimessaggio è quello relativo alla muffa. Sono diverse le cause che portano all’espansione dei funghi che spesso si sviluppano se il gommone è stato coperto troppo a lungo con un telo attraverso cui non traspira molta aria, oppure se rimessato in ambienti caldi e umidi e in presenza di condensa. Questa condizione si può verificare anche all’interno del tubolare del gommone quando all’esterno è presente acqua stagnante. In queste condizioni e con il tubolare gonfiato ad aria si verifica l’osmosi, esattamente come succede con la vetroresina. Inoltre gonfiando il tender ad aria, inevitabilmente viene immessa anche una piccola percentuale di vapore acqueo che rimane all’interno del tubolare fino allo sgonfiaggio. Una volta formatasi la colonia di muffe, queste proliferando riusciranno a penetrare il tubolare verso l’esterno e spunteranno nella classica forma che vediamo sui nostri gommoni. Esistono appositi prodotti a base di varecchina per rimuovere con successo. A gommone a secco, spruzzare il prodotto in modo uniforme sul tubolare. Lasciare agire per 20 minuti. Ripetere questi due passaggi tre volte. Con la parte verde abrasiva della spugna e muniti di guanti in lattice grattare centimetro per centimetro sulla muffa. Risciacquare abbondantemente e applicare una cera sulla parte dove si è intervenuto.

C’è da dire che tali prodotti non riescono sempre ad agire bene in profondità, soprattutto se il tessuto del gommone è vecchio. All’interno del tubolare la muffa infatti continuerà a vivere anche diverse settimane dopo il trattamento di pulizia. È quindi facile che vi ritroviate la superficie del tubolare nuovamente ammuffita. Nel caso fosse rimasta ancora qualche macchia di muffa, ripetere l’operazione a distanza di qualche giorno o anche di una settimana, dipende dal grado di muffa che si è generata sul tubolare. Per prevenire la formazione di muffa inoltre assicuratevi che il gommone prima di essere rimessato sia perfettamente pulito, asciutto e incerato, usate teli di copertura traspiranti e arieggiate il locale di rimessaggio il più possibile.

Come intervenire sulle scollature

Per riparare eventuali scollature sulle congiunture dei tubolari del tender, bisogna utilizzare una colla universale. All’interno di un barattolo vuoto, mettete un po’ di colla, aggiungete un 6-7% di catalizzatore in genere compreso nella confezione di colla e agitate l’amalgama con un pennello, quindi applicate la colla sui punti di scollatura, mettendo della carta scotch nel punto preciso in cui andate a incollare, per evitare di sporcare le parti limitrofe. Tramite carta abrasiva con grana 80 grattate la parte scollata. Pulite con un diluente o con acetone e con il pennello, se necessario, riapplicate la colla per rinforzare il fissaggio. Aspettate 20 minuti e poi applicate di nuovo un po’ di colla, facendo pressione sulla congiuntura che si era staccata, magari aiutandovi con un pezzetto di legno, arrotondato e senza spigoli per non graffiare il tubolare.

In fase di realizzazione dei tubolari, il tessuto totale viene tagliato a sezioni che sono in tutto sette: le due sezioni di poppa, che costituiscono il cono terminale, la parte oblunga del tubo, di destra e di sinistra, formata dalla parte superiore e dalla parte inferiore e infine la sezione di prua. Su ciascuno di questi pezzi ci sono gli accavallamenti destinati ai vari incollaggi.

Il tessuto del tubolare, invece, è composto da tre stati: all’esterno l’Hypalon, all’interno la trama e sotto di essa il neoprene. La trama è una fibra che, dopo un anno o due di età del gommone, potrebbe creare alcuni filamenti. Per bruciarli e rimuoverli dalle giunture, si può usare un phon industriale a circa 500 gradi di temperatura.

Se ci sono fori e valvole difettose…

Per quanto riguarda invece la presenza di fori o valvole difettose sui tubolari, gonfiate il tender un terzo in più della normale pressione e aspettate qualche minuto per verificare che rimanga bene in pressione. In particolare è la sezione di poppa quella che risulta più stressata per la presenza del fuoribordo sullo specchio. Per identificare anche piccole perdite è sufficiente munirsi di una soluzione di acqua e sapone e spennellarla sui punti critici per vedere se compaiono le bolle. Molti produttori offrono kit riparazione tra gli accessori standard. Il kit è composto da toppe vulcanizzate, un pezzo di carta abrasiva e da un tubetto di colla. Se a bordo del battello mancano, sarà meglio procurarseli per le riparazioni di emergenza.

Importante è verificare anche le valvole. A volte possono perdere perché rotte o anche perché sporche di sabbia all’interno. Se si deve sostituire una valvola si sgonfia il tender trattenendo in posizione la parte della valvola che si trova all’interno del tubolare, quindi si svita l’anima con l’apposita chiave. Qualora fosse necessario sostituire anche la parte interna al tubolare è preferibile aprire quest’ultimo. Si inserisce quindi la nuova valvola prestando attenzione al suo corretto posizionamento, poi si procede ad avvitarla a mano. A questo punto si rigonfia il tubolare e mediante l’apposita chiave la si stringe a fondo. La valvola va serrata solo a tubolare gonfio, senza utilizzare alcun sigillante o colla.

Fuoribordo: manutenzione ordinaria e corretto utilizzo

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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