Il recente lockdown per l’allarme sanitario ha messo in luce le possibilità e i vantaggi di lavorare in remoto. Una società di consulenza che si occupa di promuovere destinazioni e territori propone un contest per lavorare nel porto di Brindisi a bordo di un cabinato a vela.

Tra le note positive di questi mesi difficili caratterizzati da allarme sanitario e lockdown forzato c’è stato sicuramente lo smart working, ossia l’arte di lavorare da casa senza necessariamente entrare in azienda o in ufficio. Funziona, è comodo, fa risparmiare tempo ed energie e porta vantaggi a tutti, lavoratori e aziende. Non serve peraltro restare a casa. Si può lavorare da qualsiasi posto, anche a centinaia di chilometri dall’ufficio. Bastano un computer e una buona connessione a internet.

Si può lavorare addirittura da una barca a vela, come hanno dimostrato migliaia di diportisti in tutto il mondo che hanno unito piacere e dovere.

Un soggiorno in barca per raccontare Brindisi

Ecco allora l’idea proposta da Destination Makers, una società di consulenza fondata nel 2014 che si occupa di promuovere destinazioni e territori. Si tratta di un contest chiamato Sea Working ed è una gara aperta a tutti che da l’opportunità di stare per 10 giorni su una barca a vela, nel porto di Brindisi, e lavorare con vista mare e vivere la città pugliese nel tempo libero. C’è solo un posto a disposizione e il vincitore vivrà in barca a vela gratis dal 3 al 13 ottobre e potrà provare diverse attività, dal kitesurf ai tour nell’entroterra.

“Con Sea Working vogliamo dimostrare che ripartire dal Sud è possibile – spiega Emma Taveri, Ceo e founder della società Destination Makers – ma che per farlo sono necessarie strategie e politiche concrete, dallo sviluppo locale al marketing” Il cambiamento siamo noi e abbiamo scelto di provarci, con un’iniziativa ad hoc, cercando di creare le condizioni per visitare, tornare o rimanere”. Secondo diversi studi internazionali, per esempio, entro il 2035 i nomadi digitali saranno almeno un miliardo in tutto il mondo. Molte aziende hanno già deciso di adottare il telelavoro anche oltre l’emergenza sanitaria. E in Italia cresce il fenomeno del “south working”: i lavoratori cioè restano al Sud a lavorare per le aziende del Nord. Brindisi, così come Cagliari o Palermo, è stata meta di tante persone che hanno scelto di sommare al tradizionale periodo di ferie qualche settimana di lavoro da remoto. È una dinamica che si può consolidare nel futuro.

Oggi si premia il lavoratore “agile”

Il progetto Sea Working peraltro non si esaurisce qui. Il contest serve ad accendere i riflettori. Poi ci saranno diverse iniziative per fare di Brindisi la meta ideale per gli smart workers, visitatori o brindisini che si sono trasferiti in altre città per lavoro. Grazie alla collaborazione di partner pubblici e privati, sarà creato un circuito di agevolazioni e servizi per i lavoratori agili: spazi di co-working gratuiti, sconti per strutture ricettive, appartamenti o trasporti, e poi corsi e attività per il tempo libero. Non è solo un’iniziativa di marketing, ma un’opportunità concreta per il rilancio del Sud attraverso lo smart working. E grazie alla partecipazione di professionisti e cittadini che vogliono fare la differenza per il territorio.

Insomma chi vuole candidarsi per lavorare a bordo di una barca a vela può mandare la propria candidatura al sito www.seaworking.it entro il 18 settembre, tramite il sito. Certo si lavorerà, ma sembrerà di stare in vacanza…

Vita in barca e telelavoro. Si può fare! Ecco come…

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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