I 5 principali motivi per cui le barche chiedono soccorso

Le statistiche della Guardia Costiera e delle società di recupero e assistenza in mare raccontano quali sono le cause principali per cui le barche che hanno bisogno di soccorso hanno bisogno di essere rimorchiate a terra. Vediamo come affrontare tali avarie ed evitare che succedano.

In tema di soccorso barche un lettore del blog di Magellano Store ci ha segnalato una piccola disavventura accadutagli in mare lo scorso anno. Era partito all’alba a bordo del suo gommone per una giornata di pesca lungo un tratto di costa che conosceva bene. Gli avevano segnalato un nuovo punto ricco di pesce e voleva fare un sopralluogo. Al momento di mollare gli ormeggi quando aveva acceso il fuoribordo gli sembrava un po’ lento in avvio, ma poi scaldandosi non aveva più dato problemi e sembrava a posto. Aveva raggiunto il posto indicatogli seguendo le coordinate sul Gps, si era preparato per la battuta di pesca e aveva spento il motore lasciandosi andare alla deriva. Dopo pranzo si era alzato un po’ di vento e decise che era ora di tornare. Ma quando cercò di avviare il motore, non aveva sentito che un misero click. Il propulsore non ne voleva sapere di riaccendersi. Gli prese una fitta allo stomaco e e si sentì momentaneamente in preda al panico. Fortunatamente a bordo aveva sempre una radio Vhf portatile e grazie a quella segnalò l’emergenza alla Guardia Costiera che gli diede assistenza. Mentre veniva rimorchiato a terra, si sentiva in colpa e frustrato per avere commesso una grave inadempienza e leggerezza circa i controlli al suo propulsore.

Sono migliaia ogni anno le richieste di assistenza che i diportisti rivolgono al 1530, il numero di emergenza che attiva il soccorso della Guardia Costiera. Quasi il 90 per cento di queste avarie rientra in cinque categorie: guasto meccanico, arenamento, batteria scarica, carburante esaurito e surriscaldamento del motore. In questo articolo vogliamo approfondire una per una queste avarie e spiegare sia come affrontarle che evitare che succedano.

Leggi anche: Avarie in mare: come combattere la Legge di Murphy

Soccorso barche

I guasti meccanici al primo posto delle avarie

I guasti meccanici rappresentano il 54 per cento delle avarie per cui i diportisti richiedono assistenza in mare. I motori marini, per quanto essenziali, si compongono infatti di tanti componenti che possono cedere, usurarsi e dare problemi lasciando i diportisti bloccati in mare. Nel caso in cui si verifichi questo problema a bordo, magari durante una navigazione lungo costa con a bordo la famiglia, bambini piccoli o amici, la prima regola è non farsi prendere dal panico e portare sempre con sé un’ancora per fermare la barca impedendo che vada alla deriva. I soccorsi possono ritardare per qualunque ragione, a partire dalle condizioni meteo e lo stato del mare. Quindi tenere la posizione della barca aiuta le ricerche. Per questa ragione è bene naturalmente sapere effettuare un ancoraggio efficace, ossia che permetta all’ancora di svolgere il suo lavoro facendo presa sul fondale. A volte un guasto meccanico al motore può essere risolto da soli. Mantenendo la calma si può effettuare un controllo visivo del propulsore alla ricerca  del problema e intervenire se si sa dove mettere le mani.

Se per esempio si accende una spia ma il motore continua a girare e sembra a posto, spegnetelo, aspettate qualche momento e poi provate a riavviarlo. Potrebbe essere necessario solo un rapido ripristino. Spesso le richieste di soccorso arrivano quando il mare è formato e c’è vento, soprattutto in caso di barche a vela. Perché? Semplice il mare agitato agita il carburante nei serbatoi e con esso l’eventuale morchia depositata sul fondo che può intasare i filtri. In questo caso tenere a portata di mano un filtro di ricambio e sapere come sostituirlo può risparmiare una chiamata di emergenza e rientrare salvi in porto. Il consiglio è quello di eseguire la manutenzione periodica del motore e assicurarsi che venga revisionato regolarmente. In mare non è possibile pianificare un guasto, ma è possibile pianificare la manutenzione che può impedirlo. Aiuta anche a avere alcune conoscenze di base che vi aiuteranno a risolvere alcuni problemi comuni, come una cinghia di trasmissione rotta o una girante della pompa dell’acqua usurata, un fusibile bruciato o una connessione corrosa.

Soccorso barche

Barca arenata o incagliata: decisiva la velocità

Altra avaria che spesso affligge i diportisti che escono per un bagno al largo o un piccolo trasferimento è l’incaglio. Quasi sempre la causa del problema è semplice: la distrazione. Non prestare attenzione a dove si sta navigando, dove ci si trova in un dato momento e non osservare attentamente le carte nautiche è il modo più sicuro per rimanere bloccati sui fondali. Ma gli studi sul tema evidenziano anche alcuni fattori aggiuntivi. Alcuni di questi, come l’alto pescaggio della barca che incrementa esponenzialmente i casi di incaglio, sono piuttosto intuitivi. Le barche a vela per esempio con le loro lunghe chiglie e pinne di deriva costituiscono la stragrande maggioranza delle unità che si incagliano. Anche la velocità della barca tuttavia è un fattore determinate, perché le barche più veloci hanno meno tempo per reagire ai bassi fondali. Alcune barche moderne poi potrebbero non avere i loro ecoscandagli calibrati correttamente e finire in acque più basse di quanto stimato dall’equipaggio.

Oltre al fatto di trovarsi a richiedere un soccorso, spesso rimanere con la barca incagliata tra le rocce comporta poi dei seri danni allo scafo barca e al suo equipaggiamento e può persino affondarlo. Se durante una navigazione, per esempio a causa di un black out elettrico che manda fuori uso gli strumenti elettronici, non sapete dove vi trovate, innanzitutto rallentate la barca. Arrivare sugli scogli o in una secca a tutta velocità può comportare un salvataggio molto più lungo, problematico e costoso.

 

Soccorso barche

Batteria scarica: non lasciate stereo e Vhf accesi

L’esaurimento della batteria di bordo si attesta al 9 per cento tra le cause di richiesta di soccorso in mare. Le batterie hanno una durata di conservazione, anche se questa può variare in base all’età dell’accumulatore e a seconda di come viene trattato. Molte volte le richieste di assistenza dovute a batterie scariche provengono da diportisti che stanno utilizzando una batteria prossima all’esaurimento: sanno che è scarica ma non sono riusciti o non hanno voluto sostituirla per non sprecare tempo e soldi. Spesso le batterie di bordo si scaricano perché i diportisti lasciano le radio  Vhf o gli stereo accesi che consumano molta energia nel tempo. Sarebbe bene in ogni caso controllare la batteria (livello di carica, livello dell’elettrolito, connessioni) almeno una volta al mese. Così facendo non si corre il rischio che morirà proprio quando ne avrete bisogno. Se vi accorgete che la carica si sta indebolendo, sostituitela quanto prima. Quasi tutte le batterie sono contrassegnate con la data di produzione o la data di inizio della garanzia.

Soccorso barche

Soccorso barche: rimanere senza carburante

In mare rimanere a corto di carburante è molto più grave che sulle nostre auto. Non si può semplicemente camminare lungo la strada fino alla stazione di servizio più vicina per riempire una tanica. Spesso le richieste di esaurimento del carburante derivano anche da apparati di iniezione irregolari o non funzionanti. Se per esempio fate il pieno di carburante ogni settimana e a un tratto vi sembra di macinare più miglia rispetto alla capacità del vostro serbatoio non è perché il vostro motore è diventato improvvisamente molto più efficiente. Può essere rotto l’indicatore del carburante. Una richiesta di soccorso può arrivare perché si rimanda il rifornimento di carburante perché ipotizziamo di farcela. La regola empirica per l’uso del carburante che ha servito bene tanti navigatori per decenni è sempre valida un terzo del carburante per la destinazione, un terzo per tornare a casa e un terzo di riserva.

Il brutto tempo, il mare formato e il vento contrario possono aumentare drasticamente il consumo di carburante. Tenete d’occhio il vostro indicatore. Se l’indicatore del carburante non funziona, riparatelo prima di rimanere bloccati.

 

Surriscaldamento del motore: diagnosi del problema

Il surriscaldamento del propulsore deriva in realtà da un sottoinsieme di guasti meccanici, poiché un motore surriscaldato è spesso causato da una pompa dell’acqua guasta. Le giranti in gomma non durano per sempre e, per sicurezza, devono essere sostituite almeno ogni due stagioni. Nella maggior parte dei motori, è un lavoro fai-da-te abbastanza semplice. Eseguitelo almeno una o due volte in banchina per imparare bene la procedura e tenete i pezzi di rispetto a portata di mano a bordo in modo da poterli sostituire in navigazione al momento del bisogno.

Tuttavia, non sono solo i guasti della pompa dell’acqua a causare il surriscaldamento del motore: prese intasate e collettori di scarico corrosi, cinghie usurata o guaste e vecchi tubi che collassano durante l’aspirazione possono causare il surriscaldamento del motore. Se il vostro motore all’improvviso sembra funzionare a una temperatura più alta del normale, dovete scoprire perché e risolvere il problema.

Ora conoscete i modi più comuni per evitare di chiamare soccorso per avarie comuni nella convinzione che per quanto ci si prepari a dovere,  andare in barca può essere sempre imprevedibile.

Vela, sogno e incoscienza. Matthew Hunt, imparata la lezione?

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.