Soprattutto in mare se qualcosa può andare storto, sicuramente lo farà. Ma i marinai non possono affidarsi solo alla fortuna. La maggior parte delle richieste di assistenza da parte dei diportisti sono in realtà il risultato di problemi di manutenzione approssimativa o guasti minori.

Secondo quanto affermava l’ingegnere aerospaziale Edward Murphy “tutto ciò che è probabile che vada storto, andrà storto”. Una filosofia che per coloro che vanno per mare sembra ancora più vera. In realtà oltre la metà delle richieste di assistenza da parte dei diportisti sono il risultato di problemi di manutenzione approssimativa o guasti minori. Con un po’ di prevenzione si possono evitare molte avarie e con semplici riparazioni molti danni possono trovare soluzione senza necessità di un aiuto esterno. Vediamo quali sono le principali cause di avarie a bordo, come prevenirle e come farvi fronte

– Mancanza di carburante

I guasti al motore rappresentano oltre il 60 per cento delle richieste di assistenza da parte dei diportisti. Prima di andare in mare, proprio come fosse un rituale, fate un controllo sui livelli di carburante imbarcato. Va tenuto presente tuttavia che un indicatore all’interno del serbatoio potrebbe essere difettoso. Un metodo di sicurezza è di avere sempre una riserva di carburante in una tanica separata. Per quanto riguarda la pulizia del carburante occorre verificare che questo all’interno dei serbatoi non si sia deteriorato oppure sia inquinato, quindi è bene rinnovare la scorta almeno 2 o 3 volte a stagione.

– Alimentazione difettosa

I problemi di alimentazione sono spesso collegati a filtri sporchi e carburante inquinato. Nel primo caso basta rispettare le sostituzioni periodiche raccomandate dal produttore. Cambiare il filtro del carburante fa parte di quelle semplici operazioni di manutenzione ordinaria del propulsore, così come lo spurgo del sistema di alimentazione. Lo stesso serbatoio del carburante può essere infettato da batteri, evenienza che riguarda soprattutto il diesel: un buon detergente chimico o una pulizia manuale regolare previene le incrostazioni del filtro.

– Batterie di avviamento scariche

La batteria di avviamento è raramente caricata al 100 per cento dall’alternatore, eventualità che ne riduce drasticamente la durata. Durante la stagione delle crociere considerate di mantenere in carica la batteria con un caricabatterie specifico. In caso di avaria, considerare anche l’ispezione dei cablaggi e delle rispettive fascette di fissaggio che potrebbero allentarsi in seguito alle vibrazioni del motore.

– Problemi al raffreddamento

Durante l’accensione del motore e il suo uso, controllate frequentemente il flusso di acqua di mare necessario per raffreddare il propulsore. Imparate anche a cambiare la girante della pompa dell’acqua in mare: anche questa sostituzione è una parte fondamentale della manutenzione ordinaria dell’entrobordo. In caso di problemi di raffreddamento, verificate che l’ingresso dell’acqua di mare e il relativo filtro non siano ostruiti da detriti, reti da pesca o sporco.

– Avarie al timone

Le avarie al timone rappresentano una parte significativa delle richieste di assistenza da parte di coloro che vanno per mare. A volte riguardano la stessa barra che può rompersi durante una caduta o a causa di una vibrazione violenta. Se avete una barra di emergenza, assicuratevi di provala in mare: al momento del bisogno vi tornerà molto utile. Ma più spesso il danno deriva dalla connessione tra ruota e la pala del timone. Questo sistema di trasmissione dovrebbe essere ispezionato regolarmente e la sua manutenzione preventiva eviterà molti problemi. C’è anche chi impara a cambiare da solo le relative trasmissioni.

– Danni al rigging

L’albero di una barca a vela, ma soprattutto i suoi componenti, come le sartie e le crocette, richiedono grande attenzione e controlli periodici. Per evitare eventuali avarie è necessaria un’ispezione regolare, più agevole quando la barca è ormeggiata in porto, inclusa la salita in testa d’albero. Tutte le parti fissate all’albero devono essere controllate, in particolare i rivetti.

– Danni a vele e manovre correnti

Anche le cime, le vele e le attrezzature metalliche in coperta sono tutti componenti soggetti a potenziali danni. In particolare sono i verricelli a richiedere la manutenzione periodica più accurata: durante lo smontaggio verificare soprattutto lo stato di salute di cricchetti e molle e in caso di dubbi, procedere alla loro sostituzione immediata. Quanto alle vele una revisione annuale da parte di un professionista eviterà molti problemi in mare ed è inoltre necessario disporre di un kit di riparazione, per cucire e incollare le vele.

– Vie d’acqua

L’acqua può entrare nello scafo tramite le prese a mare, i passascafi, le guarnizioni del sail drive o del pressacavi. Per le prese a mare, fate attenzione alle valvole in ottone che possono corrodersi. Preferite senza esitazione le valvole e i passascafi in plastica. Per evitare problematici allagamenti sarebbe bene avere in prossimità di ciascuna valvola un apposito stick di pasta fissante per turare la falla In generale, le guarnizioni non rappresentano un problema se si eseguono le modifiche consigliate dai produttori.

– Problemi elettrici

Sono anche molto comuni, umidità, vibrazioni, corrosione stanno danneggiando le nostre strutture. La maggior parte dei guasti è dovuta alle connessioni tra le batterie, la scheda e i dispositivi. In caso di problemi vi basta seguire il percorso del cablaggio: scollegate i cavi, pulite il tutto (va bene anche il WD40) e ricollegateli correttamente. Molti guasti verranno risolti in questo modo e se si dispone di un multimetro elettrico, alcune avarie potranno essere tenute a bada.

– Guasti alle batterie

Molte interruzioni di corrente derivano da una batteria scarica. Per ovviare a questo problema oltre a una ricarica regolare, è necessario almeno avere un voltmetro per farsi un’idea dello stato della batteria. L’ideale è un gestore di batterie con un allarme ben sintonizzato. Per preservare la durata della maggior parte delle batterie, non scendere al di sotto del 60 per cento della sua capacità e se il voltmetro legge 12V, è tempo di ricaricare (una batteria piena indica 13,7 V).

 

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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