Detriti di ogni tipo, container alla deriva e cetacei rappresentano un rischio di collisione sempre più diffuso per i diportisti quando si naviga sui mari di tutto il mondo. Ora però arriva Oscar, un nuovo sistema importato dall’automotive che vede gli ostacoli in mare e cambia la rotta della barca.

Lo scorso 3 novembre un oggetto alla deriva ha posto fine alla Transat Jacques Vabre di Alex Thomson e Neal McDonald e al loro Hugo Boss. Subito dopo la collisione Thomson e McDonald hanno fermato la barca e i controlli effettuati hanno rivelato che la chiglia basculante della barca era rimasta attaccata alla barca solo con il pistone idraulico che la manovrava. A causa di questa avaria i due skipper hanno quindi comunicato di abbandonare la regata.

Gli oceani pieni di detriti, container e cetacei

L’urto con oggetti alla deriva è un evento sempre più comune negli oceani come in Mediterraneo e a soffrirne non sono solo i bolidi da regata come Hugo Boss. Il problema è che il mare è sempre più pieno di detriti, tronchi e spazzatura di ogni tipo. Anche i container alla deriva rappresentano un vero incubo per regatanti e diportisti. Fatto salvo l’obbligo dei comandanti delle navi di denunciare all’autorità marittima la perdita di container in mare, l’eventualità di recuperarli è molto improbabile sia perché il carico è assicurato, sia per i costi ingenti delle operazioni di recupero. La realtà è quindi che i mari di tutto il mondo hanno una discreta percentuale di questi insidiosi oggetti semisommersi che vagano indisturbati alla deriva e che costituiscono un rischio concreto.

Anche i cetacei sono spesso causa di collisione. Da un recente studio è stato rilevato che il 20 per cento delle balene muore a causa di collisioni contro le navi e più del 6 per cento dei cetacei foto-identificati presenta dei segni di mutilazione dovute all’impatto con barche e mezzi in navigazione.

Una soluzione importata dal mondo delle auto

Il problema è così sentito che in molti stanno cercando di porvi rimedio. Come per esempio Raphael Biancale, un diportista oceanico che dopo avere cercato invano sul mercato un sistema che potesse veramente far dormire sonni tranquilli a chi naviga a lungo e lo fa spesso di notte, ha deciso di fare da solo. Titolare di un’azienda di sistemi automobilistici intelligenti, si è reso conto che era il momento giusto per tentare il trasferimento di tecnologia tra il settore delle automobili e quello nautico.

Autofinanziandosi la fase di ricerca e sviluppo insieme a un team di ingegneri e skipper esperti, ha messo a punto Oscar, un sistema in grado di rilevare e identificare gli oggetti galleggianti sulla rotta: sia barche e navi in navigazione e in sosta che i cosiddetti UFO, ossia gli oggetti non identificati, tra cui container, cetacei, e rifiuti. Il sistema valuta quindi in tempo reale il rischio di collisione e calcola istantaneamente il migliore percorso per evitarlo, inoltre se la relativa funzionalità è attivata, si interfaccia con il pilota automatico della barca per provvedere al cambio di rotta.

Videocamere digitali e interfacce intelligenti

Il sistema Oscar è composto da tre elementi principali. L’unità di rilevamento, ossia una supertelecamera che viene montata, grazie a una staffa, in testa d’albero. Questa è collegata a un’unità elettronica in grado di interpretare le informazioni inviate alla camera e interfacciarle con il sistema elettronico di bordo (via NMEA 2000). L’ultimo componente è l’applicazione con cui visualizzare e gestire, su un tablet o uno smartphone, tutti i dati e le impostazioni a disposizione.

La visibilità del sistema è garantita notte e giorno ed è prevista una compensazione automatica della eventuale rotazione dell’albero. Per ora il sistema Oscar è stato testato da velisti oceanici del calibro di Jean Le Cam e i vincitori del Vendée Globe Vincent Riou, François Gabart e Armel Le Cléac’h. Info: www.oscar-system.com.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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