Fuoribordo: manutenzione ordinaria e corretto utilizzo

I motori marini moderni garantiscono alte prestazioni, sono affidabili e resistenti, a patto di prendersene cura, soprattutto dopo le lunghe soste della stagione invernale. Vediamo come rimettere in forma il nostro fuoribordo, questo prezioso compagno di bordo, come effettuarne i controlli e la manutenzione e soprattutto come utilizzarlo al meglio.

Come tutti i motori marini, anche il fuoribordo necessita di alcune attenzioni prima di essere rimesso in attività, soprattutto dopo che è stato in letargo per diversi mesi durante il periodo invernale. Prima di eseguire tutte le procedure di manutenzione è bene consultare il manuale di istruzioni del produttore. Sono operazioni semplici che possono essere portate a termine con un po’ di pazienza e un minimo di abilità manuale.

Vediamo allora come procedere alle operazioni per rimette in forma il nostro fuoribordo e soprattutto come utilizzarlo al meglio per evitare brutte sorprese in navigazione.

La manutenzione periodica: controlli e lubrificazione

Una volta tolto dal cavalletto, dove andrebbe tenuto in verticale nei periodi di fermo, va sciacquato accuratamente con acqua dolce o un detergente per togliere tracce di grasso e sporcizia. Per eliminare i residui salini dal circuito di raffreddamento si può immergere il piede in una vasca o un serbatoio d’acqua dolce e lasciare girare il motore per una mezz’ora. Prima di spegnerlo chiudere quindi il rubinetto di alimentazione e spruzzare dell’olio attraverso la presa d’aria del carburatore. Un alternativa a questo metodo è smontare la candela e iniettare l’olio direttamente nei cilindri.

Se vuoto, occorre poi riempire il serbatoio del carburante assicurandosi però che i filtri siano puliti, altrimenti sostituirli. Tolta la calandra, occorre quindi lubrificare l’interno del propulsore con gli appositi spray antiossidanti. Le parti mobili esterne quali cerniere, il meccanismo basculante e così via vanno invece ingrassate con prodotti resistenti all’acqua. Tra le manutenzioni periodiche non va dimenticato di sostituire l’olio del piede, smontare l’elica per pulire e ingrassare l’albero, verificare pulire le candele, controllare lo stato della anodo ed eventualmente sostituirlo.

Elica fuoribordo

La girante: componente prezioso da tenere sotto controllo

Un discorso a parte parlando di manutenzione ordinaria del fuoribordo, merita la girante. La girante è una ventola di gomma montata all’interno del piede di quasi tutti i fuoribordo. Si tratta di un componente in realtà di poco valore (e in effetti non costa molto) e che tuttavia ha un’importanza vitale per il propulsore: la girante ha infatti il compito di pompare l’acqua facendola circolare nei condotti di raffreddamento del motore. Tale dispositivo deve dunque funzionare perfettamente, altrimenti si creano problemi di surriscaldamento del motore e, nei casi più gravi, anche di grippaggio. Su quasi tutti i moderni fuoribordo sono ormai previste protezioni elettroniche che tengono sotto controllo la temperatura del motore e, in caso di surriscaldamento, intervengono limitando i giri e avvisando l’utente mediante spie luminose e acustiche.

Nei modelli più datati, invece, un guasto alla girante o il classico sacchetto disperso in mare che ostruisce i condotti dell’acqua, sono spesso causa di guai seri al propulsore, oltre che fonte di pericolo per i diportisti che rimangono in panne in mezzo al mare con tutte le conseguenze del caso.

Girante fuoribordo

Girante compromessa: ecco i segni di usura

La girante è costituita da un apparato in gomma, con un’anima di metallo o resina, la cui durata ed efficacia nel tempo è variabile perché diversi sono i fattori che la rendono vulnerabile. Diciamo che si consiglia la sostituzione di questo elemento ogni circa tre stagioni di attività, corrispondenti a circa 200 ore/motore. Oltre a controlli periodici sul suo stato di salute, è tassativo in ogni caso non fare mai girare il motore a vuoto, perché bastano pochi minuti per rovinarla irrimediabilmente. Nel caso in cui il motore abbia sofferto un surriscaldamento o quando la pressione della spia dell’acqua appaia un po’ debole si consiglia comunque la sostituzione precauzionale del pezzo.

Come capire durante un’ispezione che la girante è compromessa? Una girante usurata dal troppo lavoro si presenta con le palette incurvate e senza elasticità, con la superficie screpolata oppure mostra crepe evidenti se pieghiamo le alette di gomma con le dita. Se le alette usurate si spezzano, possono andare a ostruire i condotti di raffreddamento del motore e spesso per rimuoverle è necessario smontare i coperchi di scarico, a volte la testata, se non addirittura asportare il monoblocco dal gambale perché i passaggi dell’acqua sono molti.

Uso fuoribordo

Utilizzo del fuoribordo: giusta miscela e messa in moto corretta

Una volta eseguita la manutenzione del fuoribordo, si può garantire la longevità di questo prezioso compagno di bordo attraverso il suo corretto utilizzo. Importante è preparare per esempio la miscela con olio specifico, di buona marca e rispettare le percentuali raccomandate dal relativo manuale: con poco olio si danneggia il motore, mentre con dosi eccessivamente abbondanti il propulsore fa fumo e sporca la candela con il risultato di rimanere in ogni caso appiedati.

Si raccomanda di evitare di usare sia la miscela pronta del distributore che quella vecchia. È opportuno mescolarla bene quando si prepara o se è stata ferma a lungo. Qual’è la giusta procedura per mettere in moto il fuoribordo? Aprire lo sfiato del serbatoio, con il cambio in folle, inserire lo spinotto di sicurezza del bracciale e controllare che il sistema di ribaltamento sia bloccato, quindi innestare il tubo del carburante e pompare fino a sentire un po’ di resistenza, tirare lo starter aria (choke), mettere al minimo (o come indicato sul manuale) e dare compressione tirando 3-4 volte la cimetta di avviamento per 20 cm circa. Occorre dare uno strappo deciso e lungo e accompagnare lentamente il rientro del cordino. Una volta in moto togliere subito lo start e procedere al minimo per un paio di minuti per scaldarlo, quindi variare di tanto in tanto anche di poco il numero di giri durante le lunghe navigazioni.

Con queste poche ma fondamentali procedure terremo sotto controllo lo stato di salute del nostro fuoribordo che ci garantirà ore e ore di funzionamento in navigazione, come durante gli ormeggi in porto.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.