I nuovi armatori vogliono barche sempre più “intelligenti”, connesse e con tutta la strumentazione accessibile da schermi centralizzati e gestibile in remoto. Ecco quali sono le ultime 8 tendenze in fatto di tecnologia a bordo.

Con i rapidi progressi dell’elettronica e della connettività, smartphone e tablet sono ormai utilizzati come telecomandi per ogni sistema a bordo di un’imbarcazione, compresa la diagnostica dei guasti. La connettività consente di visualizzare tutti gli strumenti, gli impianti e l’intrattenimento di un’imbarcazione su un solo schermo, spesso comandato a distanza su un dispositivo mobile. Con il mercato dei telefoni, dei laptop e dell’auto, lo schermo touch screen si è arricchito per assorbire praticamente tutte le funzioni precedentemente accessibili dal pannello degli interruttori o dalla consolle di bordo. Gli schermi stessi sono notevolmente più robusti, resistenti all’ambiente marino e tuttavia estremamente sensibili, in grado di differenziare le dita in base all’uso e al tipo di tocco necessario per controllare le funzioni.

La connettività ha anche fatto grandi progressi nella gestione della navigazione combinando contemporaneamente i dati di diversi strumenti con processi di digitalizzazione che permettono la raccolta, l’elaborazione e la visualizzazione di tutte le informazioni necessarie alla navigazione. L’automazione crescente a bordo degli yachts riduce la responsabilità dal comandante, il divertimento dell’equipaggio e consente al sistema di prendersi cura di sé. Vediamo le 8 tendenze attuali in fatto di tecnologia a bordo.

 Schermi touch screen

Schermi più grandi e meno pulsanti

Il touch screen ha guidato la rivoluzione nel rendere il Multi Function Display (MFD) il cuore del sistema. Gli schermi si stanno ingrandendo, con un ingombro minore avendo meno cornice. Lo schermo più popolare qualche anno fa era di 7 pollici per le imbarcazioni più piccole. Ora è di 9 pollici. Su yacht più grandi, di solito troverete schermi da 16 pollici. Molto raramente ce ne sarà uno di meno di 12 pollici. Ciò ha portato anche a consolle di indicatori del motore che diventano invece grafiche sull’MFD. Piuttosto che dover guardare continuamente i quadranti del motore, il computer lo fa per voi e vi avvisa solo se qualcosa richiede attenzione. Ciò consente di risparmiare una grande quantità di spazio per la strumentazione e sui cablaggi aggiuntivi.

Display

Standardizzazione dei display

Più o meno allo stesso modo dell’industria automobilistica, i costruttori di barche possono fornire un sistema operativo che i clienti troveranno facile da usare e standard per tutti i modelli di una gamma. Le società hi-tech lavorano ormai a stretto contatto con i cantieri, si aggiornano sulle loro innovazioni e quindi danno loro i controlli di codifica per tutti i propri prodotti, compresi degli adattatori TCP-IP per condividere la rete di connettività. Gli stessi cantieri si assicurano che gli schermi di bordo abbiano tutti lo stesso logo e le stesse icone di controllo nello stesso posto e l’armatore può scegliere di avere il proprio logo su ogni schermo come predefinito, proprio come un salvaschermo. Tutto ciò che serve è l’immagine che si desidera su una semplice penna USB.

Centralina

Tante connessioni plug-in

Proprio come i computer domestici e altri dispositivi elettrici hanno una moltitudine di connessioni (USB2, USB3, HTML, ecc.) lo stesso vale per l’industria marittima, con l’ulteriore complicazione però dei problemi elettronici di “rumore”. Ciò significa che i produttori di display MFD devono soddisfare praticamente ogni eventualità. È curioso come ci siano tecnologie consolidate e utilizzate con successo nel tempo libero che piuttosto tardi si affacciano alla nautica. L’HTML è una, Ethernet è un’altra. Ma anche il DMX, un protocollo utilizzato nell’illuminazione teatrale da oltre 30 anni, ma che solo ora appare nell’illuminazione LED marina, ad esempio. Il grande vantaggio di questi protocolli è che sono ampiamente collaudati in altri settori. Il DMX non cade, se si seguono alcune linee guida di base. Anche per i sistemi AV, molte connessioni sono solide. Così come il passaggio a un maggiore utilizzo di Ethernet per la trasmissione di video e dati digitali è ormai gratificante.

Nel frattempo vecchi protocolli marini sono ancora in un uso. Ad esempio, anche se il NMEA2000 sta ormai avendo una rapida evoluzione, siamo tutti cresciuti con il NMEA0183 e in qualche caso è ancora uno strumento essenziale a bordo.  

Manovre intelligenti

Maggiore utilizzo delle “funzioni”

La semplificazione può anche derivare dal solo fatto che i sistemi visualizzati siano effettivamente disponibili. Sia Raymarine che Garmin in primis hanno guidato questa raccolta di funzioni in “modalità”. Ad esempio in modalità” cruising “, il radar, il chart plotter e il sonar sono tutti in linea. Questo evita di dover localizzare e lanciare diversi interruttori. Basta un tocco sull’MFD per visualizzare tutti i display necessari, personalizzati per il vostro particolare stile di navigazione “. Dove ci sono un certo numero di sistemi su tutta la barca, questi possono essere collegati tra loro e controllati come un’unica unità. Per esempio lo skipper può mettere una barca in modalità giorno o notte e preimpostare per l’uso più efficiente dei refrigeratori, oltre a selezionare le zone che necessitano di essere raffreddate.

Sensori

Visualizzazione in remoto

Essere in grado di visualizzare i dati che circolano tra i sistemi è essenziale e un grande vantaggio della connettività è la visione remota. Programmi come l’Active Captain di Raymarine, Easy Boating di Volvo, One Helm di Garmin consentono di visualizzare i dati di navigazione e del motore da remoto aiutando così un proprietario della barca a tenere d’occhio il suo yacht a distanza.

Non solo, ma questi sistemi possono anche essere collegati con centri di operazioni a terra per gestire situazioni di rischio, come l’uomo a mare o un attacco da parte dei pirati. Per veicolare questo gran numero di dati il problema non è tanto la tecnologia, quanto la larghezza di banda.

 Illuminazione

Costruzione a prova di agenti marini

L’elettronica che va in mare deve essere adeguatamente protetta contro gli agenti marini, specialmente quegli apparati che sono stati originariamente progettati per uso domestico. Questo vuol dire avere custodie impermeabili, circuiti stampati spruzzati con un rivestimento resistente alla corrosione, connessioni sottoposte a test prolungati, raccordi a tenuta stagna e sistemi elettronici pienamente idonei alla navigazione.

Chartplotter

Gestire il “rumore” elettrico

Un problema importante dei sistemi elettronici di bordo è l’interferenza elettrica che deriva dai motori elettrici del convertitore di frequenza. Quest’ultimo può creare campi elettromagnetici che influenzano altri sistemi e può compromettere l’efficienza degli apparati. L’industria sta cercando di rendere i sistemi marini pienamente compatibili. I motori elettrici del convertitore di frequenza sono utilizzati su un certo numero di dispositivi a bordo, ma se lavorano troppo in una sola volta possono avere un grande impatto sull’uscita dell’onda sinusoidale pura da un generatore. Questo a sua volta può sconvolgere l’analisi che utilizza l’onda sinusoidale come indicatore di prestazioni. Le aziende cercano di produrre sistemi in modo da renderli meno sensibili al rumore, alle interferenze e alla distorsione.

Certo è che l’hardware utilizzato a bordo dovrebbe essere valutato per uso marittimo. Gli apparecchi domestici che sono semplicemente collegati al sistema di una barca saranno meno costosi, ma spesso forniscono rumore e non si dimostreranno sufficientemente robusti o non risponderanno agli standard di connettività codificati.

 

 App nautiche

Più App a bordo

Anche salendo a bordo per ognuno di noi è difficile fare a meno di restare connessi con il mondo, tramite quelli che sono ormai diventate le nostre propaggini digitali: lo smartphone, il pc o il tablet. Tra i vantaggi di portare con sé questi dispositivi nel corso di una navigazione c’è anche la possibilità di sfruttare varie applicazioni nautiche appositamente studiate per agevolare la vita dei diportisti e che consentono di avere a disposizione tante utili funzioni. Comunicazione, meteorologia, strumenti di navigazione, cartografia, ancoraggio, traffico marittimo, le App marine coprono ormai qualsiasi campo di bordo e permettono di  controllare una barca tramite un telefono, un tablet o un PC.

Grazie a queste tecnologie c’è chi sostiene che le barche tra qualche anno saranno completamente autonome rendendo la navigazione più piacevole e sicura. Se poi si decide di fuggire dalla vita moderna e tecnologica, basta spegnere tutto.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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