In molte città europee sono numerose le opportunità di visitare velieri d’epoca originali o riproduzioni a grandezza naturale degli stessi che appartengono alla storia della navigazione: dai drakkar vichinghi, alle caravelle di Colombo, dai galeoni dell’epoca elisabettiana ai vascelli della marineria britannica.

Galee, caravelle, galeoni, vascelli, brigantini, i velieri del passato sono riferimenti preziosi che testimoniano l’evoluzione della navigazione e suscitano ancora oggi l’ammirazione e la curiosità dei velisti. Per chi è disposto a viaggiare, magari approfittando di una vacanza, sono numerose le opportunità di visitare velieri d’epoca originali o riproduzioni a grandezza naturale degli stessi nei paesi europei.

Per quanto infatti la storia della navigazione a vela ha seguito ritmi e logiche differenti nei vari paesi del mondo, è indubbio che una parte importante dello sviluppo della cultura nautica sia stata scritta proprio in Europa: viaggi di esplorazione, colonialismo, traffici commerciali, guerre di espansione, per molti secoli quest’area geografica ha dettato tempi, regole e stili di navigazione e dato i natali ad alcuni tra i più importanti personaggi della marineria.

Drakkar vichingo

Una visita alle navi dei Vichinghi in Danimarca

Il viaggio a bordo delle navi del passato potrebbe partire da Roskilde, in Danimarca. Qui si trova infatti uno dei più prestigiosi musei dedicato alle imbarcazioni dei vichinghi che ospita cinque rari esemplari del XI sec. d.C. recuperati nel 1962 in un canale naturale del fiordo Peberrende, a circa 20 chilometri a Nord della stessa Roskilde che all’epoca era la capitale del Paese. I reperti sono le uniche testimonianze dei celebri drakkar e knarr, i tipi di barche utilizzate da questi abili navigatori che tra la fine dell’VIII e il XI secolo oltre a colonizzare le coste di gran parte d’Europa, si spinsero a Sud fino alle coste del Nord Africa e a Est fino a Costantinopoli e attraversarono l’Atlantico creando insediamenti in Nord America.

Inoltre nel periodo estivo il museo offre l’opportunità ai visitatori di effettuare navigazioni di circa un’ora a bordo di repliche di navi vichinghe accompagnati da skipper ed equipaggio che danno un’idea della conduzione di questi scafi.

Caravella di Colombo

Sulle tracce di Cristoforo Colombo in Spagna

Altrettanto interessante potrebbe essere la visita a Palos della Frontiera, in Spagna, luogo celebre che evoca il nome di un grande navigatore del passato: Cristoforo Colombo. È da questa località, infatti, che l’esploratore genovese al comando delle due caracche Pinta e Santa Maria e della caravella Niña salpò nel 1492 per intraprendere lo straordinario viaggio alla scoperta dell’America. Nel 1992 per celebrare il V anniversario di quella spedizione e la conquista del Nuovo Mondo, proprio a Palos sono state ricostruite le repliche a grandezza originale delle tre navi di Colombo che ora si trovano presso il museo Muelle de las Carabelas della città.

L’area espositiva è tutta dedicata a Colombo e al suo viaggio con mappe, manoscritti e spiegazioni delle navigazioni effettuate dal navigatore. Non c’è dubbio però che la vera attrazione siano proprio le tre riproduzioni delle navi ormeggiate nel bacino antistante il museo.

Galeone

Salire su un galeone in Inghilterra

Nell’immaginario del velista c’è però un veliero del passato che forse più di altri alimenta fantasticherie di viaggi avventurosi e navigazioni d’altri tempi: il galeone. Per osservare da vicino uno di questi poderosi velieri da guerra che a cavallo del XVI e del XVII secolo imperversavano nei mari alla conquista di colonie e di tesori basta andare a Londra, Inghilterra. Qui infatti in un piccolo molo sulle sponde del Tamigi, a Southwark, è ormeggiata una perfetta riproduzione del Golden Hind, il famoso galeone inglese al comando del quale il navigatore e corsaro Sir Francis Drake completò tra il 1577 e il 1580 la circumnavigazione del globo.

Oggi il Golden Hind accoglie visitatori di ogni tipo che possono salire a bordo e ammirare l’imponenza e la bellezza di ogni singolo elemento di bordo: alberi, pennoni, caviglie, bozzelli, arredi, santa barbara, cabine degli ufficiali, etc. In caso di visite scolastiche inoltre ai ragazzi è consentito di vestirsi allo stesso modo dell’equipaggio dell’epoca Tudor e di ascoltare lezioni di storia navale del periodo elisabettiano.

Victory

A bordo del Victory di Oratio Nelson

Certe volte girando per i musei navali d’Europa può anche capitare di salire a bordo non di una replica di un veliero antico, ma dell’originale perfettamente conservato e restaurato. È il caso della Hms Victory, il famoso vascello da guerra di prima classe della Royal Navy protagonista nel 1805 al comando di Oratio Nelson della battaglia di Trafalgar nella quale gli inglesi travolsero le potenze marine di Francia e Spagna e scongiurarono le minacce di invasione di Napoleone. Lunga 69,30 metri e costruita in legno di quercia spesso 60 centimetri, la nave in occasione del bicentenario della battaglia che si è celebrato nell’ottobre 2005 è stata sottoposta ad alcuni lavori per riportarla all’aspetto più simile a quello che aveva a Trafalgar. Trasformata in nave museo, risiede oggi nel bacino di carenaggio del Regio Museo Navale di Portsmouth, in Inghilterra, e attira oggi anno 300.000 visitatori da tutto il mondo.

Le visite a bordo, accompagnate da guide esperte, durano circa un’ora e comprendono tra l’altro la cabina di Nelson dove lo stesso pianificò la battaglia e il punto sul castello di poppa dove venne colpito a morte da un colpo di moschetto. È possibile ammirare inoltre l’unica vela superstite del conflitto, visibilmente segnata dalle armi da fuoco.

Kon tiki

Sulle barche degli esploratori: il Gjöa e il Kon-Tiki

Oltre alla Hms Victory, è possibile ammirare altre due imbarcazioni originali che hanno segnato la storia della navigazione, ambedue esposte a Oslo, in Norvegia. La prima è il Gjöa a bordo della quale l’esploratore norvegese Roald Amundsen tra il 1905 e il 1906 ha portato a termine la prima traversata del celebre Passaggio a Nordovest, dalla baia di Baffin allo stretto di Bering, che si trova ormeggiata nel porticciolo del Norwegian Maritime Museum a Bygdøy.

L’altra è il Kon-Tiki, la zattera utilizzata dall’esploratore e scrittore norvegese Thor Heyerdahl nella sua spedizione nel 1947 attraverso l’Oceano Pacifico allo scopo di dimostrare che la colonizzazione della Polinesia poteva essere avvenuta, in epoca Pre-colombiana, da popolazioni del Sud America. La zattera è esposta al Kon-Tiki Museum.

Il nostro viaggio virtuale a bordo dei velieri del passato termina qui, ora non resta che partire davvero.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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