Nella notte di venerdì 6 novembre il catamarano Hallucine del navigatore Régis Guillemot è naufragato al largo della Spagna per cause ancora imprecisate. Nell’incidente ha perso la vita un membro dell’equipaggio che era di guardia in pozzetto. Si ipotizza un impatto con un oggetto non identificato.

Come è possibile che un catamarano da crociera affondi in pochi minuti durante una semplice navigazione sottocosta? Come può un equipaggio formato da velisti esperti perdere un proprio uomo in mare? Come mai nel 2020 andare a vela può trasformarsi in una tragedia? Sono queste le domande che affollano la mente dei superstiti del naufragio di Hallucine avvenuto nella notte di venerdì 6 novembre al largo di Vigo, in Spagna. Ma sono anche i dubbi degli inquirenti che stanno indagando sulle cause di questo clamoroso incidente, nonché di tutta la comunità di appassionati diportisti colpita da questa triste vicenda.

Hallucine, un TS5 di 15 metri di lunghezza era partito dal Golfo di Morbihan e stava navigando verso le isole Canarie da dove sarebbe poi salpato per i Caraibi. La barca è di proprietà del velista Régis Guillemot, cugino del grande navigatore Marc Guillemot (3° nel 2008 nel Vendée Globe) e lui stesso un abile velista che ha partecipato a numerose regate oceaniche (vincitore peraltro della Route du Rhum 2002). Insieme a Guillemot a bordo c’erano altre tre persone, altrettanto esperte di mare, di vela e di navigazione d’altura.

La barca si è riempita d’acqua in pochi secondi

Intorno alle ore 22, mentre il catamarano si trovava in un tratto di costa a Nord-Ovest di Vigo (Spagna), all’improvviso si è capovolto. Una delle ipotesi dell’incidente è che la barca abbia urtato un oggetto non identificato e che nell’impatto uno dei membri dell’equipaggio che in quel momento si trovava di guardia in pozzetto sia stato scaraventato in mare. Il corpo senza vita del velista è stato ritrovato a distanza di 36 ore, domenica 8 novembre.

Guillemot e gli altri due membri di equipaggio che erano a bordo, dopo avere lanciato il may day, sono riusciti invece a rifugiarsi sulla zattera di salvataggio e sono stati recuperati dal cargo finlandese Midas che li ha portati a Ponta Delgada, nelle Azzorre. Lo stesso Régis Guillemot ha riferito alla Guardia Costiera che al momento del loro recupero il catamarano era pieno d’acqua nella sezioni di poppa, le prue erano rivolte verso l’alto e c’erano detriti di carbonio ovunque. “Non capisco cosa sia successo – ha in seguito dichiarato lo skipper francese – sono sotto shock. La navigazione era tranquilla e il TS 5 è una barca molto sicura e marina. C’era un po’ di mare ma non più di 16-20 nodi di vento e stavamo navigando tranquillamente con due terzaroli alla randa prima della collisione. Non sappiamo veramente cosa abbiamo urtato, forse un container, vista l’entità dei danni”. Régis ha anche confermato di avere immediatamente informato della presenza della barca rovesciata il comitato organizzatore del Vendée Globe, il giro del mondo in solitario, poiché la flotta passava abbastanza vicino alla zona del relitto.

Danni, detriti, falle. Ma dove sono i segni dell’impatto?

La ricostruzione dell’incidente da parte del velista, per quanto drammatica, è in ogni caso ancora piena di punti oscuri che gli inquirenti stanno vagliando attentamente. A parte l’oggetto non identificato che potrebbe essere un relitto alla deriva, un container o altro, non si spiega come in realtà dalle foto della barca diffusa dall’equipaggio del Midas non si vedano vistosi danni agli scafi e soprattutto nella loro parte di prua, come sarebbe naturale in un impatto frontale.

Il catamarano Hallucine veniva utilizzato spesso dalla società di noleggio Régis Guillemot Charter fondata dallo stesso armatore qualche anno fa e con sede a Le Marin in Martinica. Disegnato dal celebre architetto Christophe Barreau con una vocazione alla crociera sportiva, è lungo 15 m, largo 7,70 m e con un dislocamento di 7 tonnellate. La sua superficie velica totale raggiunge i 152 metri quadrati. Tra gli impianti di bordo al momento dell’incidente, oltre al tracciatore Gps era presente anche un sistema Ais.

Un nuovo sistema anti collisione fa cambiare rotta alla barca

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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