Oggi molti capi tecnici da barca, tra cui cerate, pantaloni e giacche antivento, sono realizzati in Gore-Tex, un tessuto laminato dotato di una speciale membrana che grazie ai micropori fa traspirare il corpo, evitando il famoso effetto condensa. Vediamo come prenderci cura di questo materiale tecnologico.

Da qualche anno ormai molti capi di abbigliamento per uso nautico vengono realizzati utilizzando tessuti multistrati, nati in realtà per l’alpinismo e collaudati in seguito per la vela da parte degli skipper professionisti nelle regate d’altura. Molti di questi tessuti tecnologici sono “traspiranti” per evitare il cosiddetto “effetto condensa”. Prendiamo per esempio una cerata. Se quest’ultima fosse completamente stagna, come si usava una volta, in realtà proteggerebbe ben poco il nostro corpo dal freddo e dagli elementi perché non sarebbe in grado di farlo “respirare”.

L’acqua che non riesce a penetrare dall’esterno, infatti, verrebbe compensata dal sudore che si sviluppa inevitabilmente durante le manovre e soprattutto dalla condensa che si forma sotto gli strati di tessuto. Se quest’ultimi non traspirano, in altre parole si raffreddano e finiscono con l’assorbire il calore della pelle vanificando completamente gli effetti della copertura.

Photo Credits: Helly Hansen courtesy.

I micropori hanno cambiato tutto

Tra i tessuti multistrato con cui si realizzano oggi le moderne cerate, ma anche pantaloni, giacche antivento e altri capi tecnici necessari quando si va in barca c’è il Gore-Tex. Si tratta di un particolare filato dotato di micropori che lasciano passare dall’interno all’esterno le molecole d’acqua della traspirazione e bloccano invece il passaggio dell’acqua in senso inverso, garantendo così l’impermeabilità. Inoltre per impedire che i micropori siano occlusi da agenti grassi, la membrana intermedia riceve un trattamento chimico olio-repellente. Ma come funziona tecnicamente il Gore-Tex? In pratica nel cuore di questo laminato è presente una membrana molto sottile che, come detto, conferisce ai capi di abbigliamento che la adottano caratteristiche ben precise. Un solo centimetro quadrato di tessuto contiene oltre 1,4 miliardi di pori microscopici, 20.000 volte più piccoli di una goccia d’acqua, grazie a questa caratteristica: l’umidità non riesce a penetrare.

Allo stesso tempo i pori sono 700 volte più grandi di una molecola di vapore acqueo. Questo fa sì che il sudore fuoriesca facilmente: rendendo la membrana traspirante. Il volume dell’aria che passa attraverso un centimetro quadrato di tessuto in 1 secondo (l/m²sec) è 5,0 o meno e crea una membrana realmente antivento e in grado di contrastare al meglio gli agenti atmosferici. Niente più effetto condensa dunque, anche in caso di sforzi fisici ripetuti, e protezione contro il freddo assicurata. I tessuti microforati consentono inoltre una migliore elasticità del capo che risulta più comodo e favorisce la libertà di movimento.

Photo Credits: Helly Hansen courtesy.

Gore-Tex, se lavato con cura dura a lungo

Chi va in barca spesso e vuole un capo tecnico affidabile, efficace e duraturo difficilmente oggi può prescindere dal Gore-tex. Certo si tratta di abbigliamento costoso, ma trattandolo bene e tenendolo in perfetto stato di salute può durare a lungo nel tempo. L’importante è curarne la manutenzione, seguendo in particolare le istruzioni del produttore, a partire dal lavaggio che sarebbe bene fare da sé in casa. Prima di lavare il capo, è bene innanzitutto chiudere completamente la zip anteriore, le tasche e fissare tutte le cinghie presenti e le straps.

Dopodiché occorre lavare a macchina a media temperatura (40°C) con un’esigua quantità di detergente liquido. Una volta sciacquato accuratamente, si seleziona quindi la centrifuga minima per ridurre pieghe e grinze. È importante anche non usare detersivi in polvere o prodotti che contengano ammorbidenti, smacchiatori o candeggina per non compromettere le prestazioni del capo, così come non lavare questo tipo di abbigliamento tecnico insieme ad altri capi molto sporchi.

Photo Credits: Musto courtesy.

Asciugatura e pulitura a secco

Per quanto riguarda l’asciugatura, l’ideale sarebbe lasciare asciugare il capo all’aria o passarlo in asciugatrice con un ciclo delicato a media temperatura. Una volta asciutto, passare il capo in asciugatrice per altri 20 minuti per riattivare il trattamento idrorepellente a lunga durata (il cosiddetto DWR) sul tessuto esterno. Se non è possibile usare un’asciugatrice, si può stirare il capo bene asciutto a media temperatura (calore, senza vapore) posizionando un asciugamano o un panno tra il capo e il ferro da stiro. Anche questa accortezza contribuirà a riattivare il trattamento DWR sul tessuto esterno.

Photo Credits: Gangers courtesy.

Come ripristinare il trattamento impermeabile

Se invece il capo è molto sporco, per esempio di olio, grasso o residui di carburante e si rende necessaria una pulitura a secco professionale, occorre richiedere ai professionisti che utilizzino un solvente puro distillato a base di idrocarburi per il risciacquo e che spruzzino il trattamento DWR sul tessuto esterno del capo prima di asciugare. Quando il trattamento applicato in produzione non può più essere riattivato, applicare sul tessuto esterno del capo un nuovo trattamento idrorepellente, disponibile in formato spray o da usare durante il lavaggio.

Seguendo scrupolosamente questi consigli il vostro capo in Gore-Tex garantirà sempre una impermeabilità totale nel tempo, un’ottima qualità antivento e, la caratteristica più importante, una traspirabilità eccellente.

Abbigliamento tecnico da barca: largo alle fibre sintetiche

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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