Il buon esito di una crociera dipende anche dai capi da barca. Chi va per mare ha bisogno di abbigliamento tecnico, resistente, poco ingombrante e funzionale alle manovre e alla vita a bordo. Vediamo in dettaglio quali requisiti devono avere i capi a prova di navigazione.

Per coloro che vanno per mare s’impone un abbigliamento adatto: capi da barca specifici, resistenti al salino, in grado di proteggere il corpo dal freddo e nello stesso tempo essere funzionali alla vita in barca. Ormai il mercato offre una serie di materiali innovativi, isolanti, leggeri, capaci di trattenere il calore corporeo e contemporaneamente eliminare il fenomeno della condensa interna. Nello stesso tempo è migliorata l’ergonomia dei vestiti, con un occhio alla funzionalità e alla sicurezza. Il risultato di questa evoluzione sono capi tecnici, molto leggeri, ideali a garantire la protezione e il comfort di chi passa le sue giornate in mare.

Vediamo allora quali caratteristiche deve avere un buon capo marino, cerate, pantaloni, scarpe e accessori, e su quali modelli orientarsi al momento dell’acquisto.

Cerata stagna
La perfetta tenuta stagna è uno dei requisiti fondamentali di una buona cerata.

Impermeabili, comprese cuciture e zip

Indispensabile nella stagione fredda, quando il vento rinforza o durante la notte, la giacca cerata deve garantire una perfetta perfetta tenuta stagna. La resistenza all’acqua di una cerata viene espressa in millimetri che rappresentano l’altezza della colonna d’acqua cui il tessuto è in grado di resistere prima di lasciare passare il liquido. Oltre al tessuto principale l’impermeabilità deve essere garantita anche nelle cuciture e nelle cerniere lampo di chiusura. Queste ultime dovrebbero essere di plastica anticorrosione, apribili sia verso l’alto che verso il basso e protette da una striscia di velcro. Le cuciture invece dovrebbero essere saldate a caldo per evitare infiltrazioni d’acqua.

Vestiti marini multistrato

Il tessuto multistrato che “respira”

Una buona cerata oltre a essere impermeabile dovrebbe tuttavia anche fare “respirare” il corpo. Quando ci si muove a bordo infatti o si è impegnati alle manovre il corpo si riscalda, si formano sudore e  condensa che non traspirando si raffreddano e finiscono con l’assorbire il calore della pelle.

Per evitare il problema nei capi per la nautica si adottano tessuti multistrati cosidetti “traspiranti” come il Gore-tex. Questo tessuto è dotato di micropori che lasciano passare dall’interno all’esterno le molecole d’acqua della traspirazione e bloccano il passaggio dell’acqua in senso inverso garantendo così l’impermeabilità. Inoltre la membrana intermedia riceve un trattamento chimico olio-repellente per impedire che i micropori siano occlusi da agenti grassi. I tessuti microforati consentono infine una migliore vestibilità e libertà nei movimenti.

Capi da mare traspiranti
Per evitare l’effetto condensa è meglio scegliere un capo marino di qualità in tessuto traspirante.

Il segreto? Trattenere il calore corporeo

Tra lo strato esterno impermeabile e quello interno che favorisce la traspirazione, dovrebbe poi esserci uno strato termico che consente di trattenere il calore del corpo e che è realizzato in fibra di poliammide o di poliestere, tipo il pile. Lo spessore di questa giacca multistrato dovrebbe essere scelto in base al periodo, ai luoghi e al tipo di navigazione che s’intende effettuare. Una cerata medio-leggera è sufficiente per una navigazione costiera con bel tempo, mentre per una navigazione d’altura nelle stagioni invernali è meglio scegliere un capo con una buona imbottitura.

Velcro sui polsini

Polsini, bavero e cappuccio: alt agli spruzzi

Fondamentale è la protezione di testa e collo. Il cappuccio deve circondare la testa, essere regolabile e sufficientemente largo per permettere di indossare anche un ulteriore copricapo, infine dovrebbe consentire una buona visuale. In caso di navigazione con bel tempo, inoltre, dovrebbe potere rientrare comodamente nel colletto, anche questo abbastanza alto in modo da proteggere le orecchie. Il bavero per il collo deve essere alto in modo da difendere da vento e spruzzi il viso.

Anche sui polsi la giacca cerata deve garantire la massima protezione dagli agenti esterni. Di solito le cerate moderne hanno una doppia chiusura che garantisce un effetto stagno: una interna in lattice o in neoprene a chiusura elastica che mantiene il calore corporeo e una esterna in tessuto impermeabile con chiusura regolabile in velcro. Utili sono anche le tasche, due come scaldamani sul petto e due più grandi con appositi fori per favorire la fuoriuscita dell’acqua.

Pantaloni a salopette
I pantaloni per navigare hanno rinforzi nei punti di maggiore usura: glutei e ginocchia.

Pantaloni impermeabili e facili da infilare

I pantaloni sono un altro elemento importante per chi va per mare. Complemento naturale della giacca cerata, si utilizzano più spesso di quest’ultima, quindi la scelta deve orientarsi su un capo resistente, comodo e in grado di proteggere efficacemente le gambe e il corpo degli agenti atmosferici. I migliori sono quelli a salopette, abbastanza alti in modo da coprire stomaco e parte del torace, e dotati di bretelle regolabili o comunque in tessuto elastico.

Quanto all’impermeabilità sono da preferire i moderni tessuti microforati con una buona percentuale di resistenza all’acqua e capaci di agevolare la traspirazione interna per evitare lo spiacevole “effetto serra”. In questo caso la maggior parte dei modelli in commercio in particolare sulle gambe sono privi di fodera interna per facilitare la vestizione e l’asciugatura, mentre nella parte che avvolge la schiena e il torace possono avere una reticella traspirante.

Capi multistrato

Velcro e neoprene sulle estremità

Le estremità del pantalone dovrebbero avere un elastico con chiusura regolabile in velcro, in modo da aderire alle caviglie o allo stivale. Utili anche i rinforzi sulle parti più soggette a usura (ginocchia e glutei) con cuciture antiabrasione. La chiusura principale con cerniera lampo sul davanti deve garantire la perfetta tenuta stagna, quindi meglio se protetta da una fascia con chiusura in velcro e canali autodrenanti. Possono essere utili delle fasce elastiche laterali e lombari per assicurare la massima libertà di movimento, mentre una cintura regolabile in vita può aumentare il comfort dell’insieme.

Il pantalone deve essere inoltre munito di una tasca laterale all’altezza del petto con imbottitura reversibile e una tasca portautensile sul fianco (per la torcia o il coltello) con foro drenante. Infine le bretelle, un elemento importante che ha il compito di tenere su la salopette e che quindi va valutato con oculatezza al momento dell’acquisto. Meglio quelle larghe che sono più comode, in tessuto elastico e dotate di due o quattro fibbie in plastica con attacco rapido. Anche in questo caso l’indumento deve essere comodo, facile da infilare e sfilare e agevolare i movimenti.

Scarpe nautiche
Le scarpe da barca devono avere un buon grip, la suola chiara ed essere drenanti.

Ai piedi fibre sintetiche e traspiranti

Ma come deve essere la scarpa da barca? Le aziende di settore propongono modelli realizzati in fibre sintetiche, poliestere, lycra, nylon e kevlar adatte alla vita a bordo. Le caratteristiche che deve avere una buona scarpa sono innanzitutto un buon grip, ossia la perfetta aderenza alle superfici inclinate e spesso bagnate della coperta della barca.  La suola deve avere il battistrada antisdrucciolo, possibilmente in materiale “tenero”, con delle canalette per drenare l’acqua all’esterno.

Importanti sono anche due elementi:  la suola deve essere chiara per evitare strisciate scure sul ponte e deve poter drenare l’acqua che entra all’interno della scarpa per via di onde e spruzzi. Oggi tutti i modelli tecnici presentano una serie di fori su tutta la pianta del piede e sui lati che favoriscono la rapida fuoriuscita dell’acqua. Infine una scarpa marina deve essere robusta, leggera, resistente e deve proteggere efficacemente il piede da eventuali colpi e torsioni.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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