Non si lascia la banchina senza effettuare tre fondamentali verifiche al propulsore della barca: livello carburante, livello olio motore e stato delle cinghie. Come procedere, cosa controllare e qualche dritta per partire tranquilli.

Il buon esito di una navigazione, sia essa una crociera o un trasferimento, può essere compromesso dall’inefficienza del motore marino. Per evitare che questo prezioso accessorio ci tradisca sul più bello è necessario mantenerlo sempre in efficienza ed effettuare i controlli periodici. Per ridurre al minimo brutte sorprese ecco 3 verifiche che possono essere eseguite velocemente in banchina prima di mollare gli ormeggi: livello carburante, livello olio motore e cinghie.

Vano motore

Conoscere il livello di carburante e i consumi orari

Sembra banale, ma il controllo sul livello di carburante imbarcato è un’operazione obbligatoria. Purtroppo le statistiche dei soccorsi in mare operati dalla Guardia Costiera ci indicano come prima causa di emergenza i serbatoi asciutti delle barche.

Per determinare l’autonomia di un’imbarcazione è necessario conoscere la capacità del serbatoio e controllare sistematicamente i livelli del carburante. Alcuni serbatoi marini per agevolare tali verifiche sono dotati di manometri oppure di indicatori esterni con dispositivi di riserva acustici che segnalano con una spia sonora la quantità di carburante rimasta. In alternativa è possibile ricorrere a un controllo manuale utilizzando un’apposita asticella tarata. Nel libretto di manutenzione del motore sono inoltre indicati i consumi orari del propulsore che sarebbe bene conoscere.

Rabbocco olio motore
Il rabbocco deve essere fatto tassativamente con lo stesso tipo di olio presente nel circuito.

Olio motore: controllo a freddo, cambio a caldo

Prima di lasciare la banchina è sempre bene controllare anche il livello dell’olio del motore. Questo si verifica a motore freddo e spento quando l’olio è tutto raccolto nella coppa utilizzando l’apposita asta dotata di tacche che indicano il minimo e il massimo. Il rabbocco deve essere fatto tassativamente con lo stesso tipo di olio presente nel circuito. Dopo il rabbocco per verificare il livello occorre attendere qualche minuto per dare modo al liquido di scendere. Un buon livello è in prossimità del massimo, ma non oltre altrimenti si rischia di far perdere potenza al propulsore e di vederlo “fumare”.

Nel caso occorra eseguire il cambio dell’olio, tranquilli, è un’operazione che richiede una manciata di minuti. La sostituzione va fatta a motore caldo per consentire al liquido di diventare più fluido e assicurare un completo ricambio. Utilizzare preferibilmente olio della stessa marca e comunque della stessa qualità e viscosità. Importante è anche l’efficienza del filtro che trattiene le impurità e i depositi di carbonio dell’olio. La relativa cartuccia va cambiata a ogni sostituzione dell’olio oppure pulita accuratamente con benzina se è del tipo riutilizzabile. Da ricordare infine che anche l’invertitore contiene olio lubrificante che va controllato e sostituito a intervalli regolari. In questo caso l’olio da utilizzare non è quello usato per il motore, quindi meglio controllare cosa riporta il libretto i istruzioni.

Cinghia motore
In condizioni efficienti le cinghie devono tendersi di circa 15 millimetri con la pressione del pollice.

Cinghie: verificare allineamento, usura e tensione

Ultimi controlli prima di cominciare la navigazione sono quelli delle cinghie, della pompa di raffreddamento e dell’alternatore per caricare le batterie. È intuitivo che le cinghie necessitino di cure essendo di gomma e continuamente soggette a frizione. A causare la loro usura può essere un allineamento non corretto, un allentamento o un’eccessiva tensione. Tra le parti di rispetto da conservare in barca è bene comunque che ci siano delle cinghie nuove della stessa misura di quelle utilizzate dal motore. Come si controlla la tensione? In condizioni normali devono tendersi di circa 15 millimetri con la pressione del pollice.

Per accorgersi invece che una cinghia si sta consumando per usura o perché non ben regolata basta osservare un pulviscolo di colore nero che rilascia consumandosi mentre gira e che si deposita sul corpo del motore. Più grave è se si notano segni di parti sfilacciate della cinghia o singoli tratti più usurati degli altri.

 

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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