Il pescatore in pensione australiano Bill Hatfield fin dall’età di 7 anni sognava di fare il giro del mondo a vela. Dopo tre tentativi non andati a buon fine, finalmente c’è riuscito ed è entrato nella storia: è lui ad oggi il marinaio più anziano ad avere compiuto il giro del mondo a vela in solitario e senza scalo.

Una delle cose che più ha offeso in qualche modo l’opinione pubblica all’inizio di questa emergenza da Coronavirus è stata la noncuranza generalizzata con cui agenzie stampa e note ufficiali riportavano le morti degli anziani, i primi a essere colpiti dal contagio. Come se quelle morti valessero meno, come se fossero giustificabili più delle altre. I nomi di quegli uomini e donne sparivano, così come le loro storie vissute prima della malattia, le loro famiglie improvvisamente sole, i loro scampoli di vita ancora tutti da vivere.

Il fatto è che la vecchiaia in questa nostra epoca di vecchi ma non per vecchi è un vero tabù. Le persone anziane pare facciano paura: se ne parla poco, non appaiono in televisione, e se lo fanno è per essere ridicolizzati o umiliati. La verità è che se pure l’età è uno dei pochi fatti certi della vita, è altrettanto vero che in questa confusa post modernità dove tutto sembra quello che non è, gli anni che ci portiamo addosso sono ormai qualcosa di assolutamente approssimativo.

A 81 anni quella voglia di macinare miglia…

L’età è quella che uno si sente, ci diciamo spesso con un tono un po’ consolatorio. Ma è proprio così. C’è chi vive la terza età in forze, con lucidità, con il cuore palpitante e la voglia di non mollare. Come Bill Hatfield, un ex-pescatore in pensione, che alla bellezza di 81 anni è diventato ufficialmente il marinaio più anziano ad avere compiuto il giro del mondo a vela in solitario e senza scalo. Un’avventura durata 259 giorni e una navigazione no stop che si è estesa per 30.000 miglia che la dicono lunga sul vigore e l’animo indomabile di questo signore australiano.

Partito dal Southport Yacht Club in Australia il 19 giugno 2019 scorso a bordo del suo Northshore 38 battezzato “L’Eau Commotion”, un progetto di Kaufman lungo 11,58 metri attrezzato per l’oceano, Bill Hatfield ha concluso la sua impressionante impresa lo scorso 22 febbraio rientrando al punto di partenza. Il suo giro del mondo a vela peraltro non sorprende solo per l’età del navigatore, ma soprattutto per il fatto che Bill ha navigato da Est verso Ovest, ovvero in direzione per così dire “controvento” ossia contro i venti e le correnti dominanti sottoponendosi a interminabili ed estenuanti bordi di bolina.

Dieta ferrea, avarie e tempeste da superare

Quando è arrivato in banchina a chi gli ha chiesto quale fosse il suo maggior desiderio ha risposto “del cibo fresco e una doccia”. Poi ha spiegato che in questi mesi ha osservato una dieta stretta e molto contenuta, un terzo di lattina di fagioli in umido, una scatoletta di tonno, 100 grammi di riso e 150 grammi di latte in polvere al giorno perciò del cibo fresco è quanto di più poteva desiderare.

Bill ha anche raccontato di avere incontrato sulla sua rotta tre cicloni di cui due molto forti, ma fortunatamente la barca ha retto bene e lui ne è uscito senza danni. Oltre ai cicloni ha avuto diverse disavventure e affrontato diverse emergenze come, ma è sempre riuscito a venirne fuori anche se ha dichiarato che a volte pensava di non farcela. Più volte ha dovuto riparare strappi e rotture alle vele intervenendo con ago, filo e nastro adesivo, ma ha dovuto sostituire anche le pale dell’elica dell’idrogeneratore danneggiate e fondamentali per l’autonomia energetica della barca.

Marinai senza età, sognatori indomabili

Nervi d’acciaio e una motivazione incrollabile la sua ma anche merito di un’ottima barca scelta per questa impresa. Non a caso il Northshore 38 in Australia è una cabinato a vela mitico, un’icona delle lunghe navigazioni che ha conosciuto grande diffusione con oltre 100 unità varate. Il suo successo deriva dalle doti marine e dalla dalla facilità con cui può essere condotto in equipaggio ridotto.

Completare il giro del mondo a vela è stato sempre il sogno di Bill fin da quando aveva 7 anni. Ci aveva già provato tre volte in precedenza senza mai riuscire a completare la navigazione per avarie e problemi. Finalmente ci è riuscito ed è entrato anche nella storia dei record visto che con questo viaggio ha battuto il primato di Jeanne Socrates, la cosiddetta “nonna degli oceani” che nel settembre del 2019 aveva concluso la circumnavigazione del globo sul suo Najad 380 in 320 giorni a 77 anni, ma da Ovest verso Est, rotta tradizionalmente meno impegnativa. Sempre a 77 anni lo aveva fatto nel 2011 (da Est verso Ovest) il giapponese Minoru Saito su un 50 piedi in alluminio, ma aveva impiegato ben 1.080 giorni e con scali tecnici anche lunghi. A vedere questi marinai che ruggiscono ancora sugli oceani di tutto il mondo viene proprio da pensare che noi della vecchiaia non abbiamo ancora capito molto.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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