Velista perde un dito, va alla deriva e finisce in Australia

Il navigatore svizzero Ralph Bender avrebbe dovuto raggiungere l’isola di Pasqua nel Pacifico, ma durante una tempesta al largo del Sud Africa si è gravemente ferito a una mano e la sua barca è andata alla deriva fino all’Australia.

Una traversata dell’oceano che si è rivelata un vero incubo per Ralph Bender, un velista svizzero che lo scorso ottobre era salpato dalle coste spagnole per raggiungere l’isola di Pasqua. Il suo progetto era di seguire le antiche rotte commerciali lungo un percorso di circa 20.000 miglia. Ma è andato tutto storto e la sua stessa vita è stata messa a repentaglio durante la navigazione. A salvarlo è stato il sangue freddo e un bel po’ di fortuna.

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Si è operato da solo vincendo la paura

Mentre stava navigando a Sud del Capo di Buona Speranza Ralph ha incontrato una tempesta. E nell’intento di ridurre in tutta fretta il jennaker il suo dito mignolo è rimasto incastrato in un winch. Purtroppo nell’incidente la falange del dito è stata tranciata di netto dal verricello e per il dolore e lo shock il navigatore è svenuto accasciandosi sul pagliolato del pozzetto della barca. Quando ha ripreso conoscenza Ralph ha cercato di curarsi al meglio la ferita.

A bordo aveva del disinfettante e dell’anestetico locale che ha versato sul moncone del dito, mentre con le forbici ha dovuto tagliare dei brandelli di carne che penzolavano. Dopodiché ha avvolto la mano con della carta da cucina e del nastro adesivo. Continuando a rifare la medicazione per 4 giorni per evitare infezioni e finché il sangue ha smesso di fuoriuscire.

velista

A bordo un disastro e la barca alla deriva

Nel frattempo non potendo manovrare, l’imbarcazione del velista è andata alla deriva verso l’Australia, finendo poi sulla costa occidentale del continente australe. Poi sono sorti altri problemi: nella tempesta l’albero della barca è quasi caduto, il pilota automatico si è guastato. E il banco batterie si è scaricato. Ralph non poteva nemmeno accendere le luci di navigazione.

Quando finalmente il 24 gennaio è riuscito a raggiungere la terraferma e sbarcare nella Baia Koombana a Bunbury a circa 100 miglia a Sud di Perth, il velista svizzero è stato accolto dal club velico locale. Tra i membri del circolo c’era un medico chirurgo che, ispezionata la ferita, ha fatto i complimenti a Bender per il coraggio di essersi operato da solo. E per essere riuscito a evitare l’infezione in un ambiente così ostile.

In mare si è soli e bisogna andare avanti

“È stata un’esperienza terrificante – ha raccontato il velista ai media australiani – ed è incredibile quanto si riesca a pensare in fretta quando non si hanno altre possibilità. Sulla terraferma avrei urlato a squarciagola, sarei corso a cercare un medico. In mare purtroppo non c’è nessuno e quindi si si va avanti e basta”.

Attualmente Ralph Bender non ha fretta di lasciare Bunbury, visto che le riparazioni della sua barca richiederanno alcune settimane di lavori. Una volta pronto a partire, il suo prossimo progetto è quello di dirigersi a Nord, lungo la costa dell’Australia occidentale, per visitare Shark Bay e il Kimberley.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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