Vele da regata e da crociera: quali le differenze?

Utilizzare la propria barca a vela per regate di circolo o uscite domenicali, match race o passaggi oceanici è molto diverso in termini di aspettative da parte degli armatori sulle prestazioni delle vele. Ecco perché i velai distinguono i due mondi e progettano vele specifiche per la regata e la crociera.

Noi velisti utilizziamo le nostre barche principalmente in due modi, per fare regate e per andare in crociera, anche se ognuno di questi mondi in realtà è molto complesso. Per esempio, la crociera può essere un’uscita dal porto di un paio d’ore per concedersi un bagno oppure un week end lungo costa o ancora un viaggio a lunga percorrenza, perché no, anche in oceano. Una regata, allo stesso modo, può essere quella del circolo e durare un pomeriggio fino al tramonto, oppure può portarci a lunghe competizioni d’altura, compresi passaggi oceanici, essere un match race o una gara di trimarani. Le vele per ciascuna di queste attività così diverse di conseguenza variano molto, ma per semplificare si parla di vele da crociera e da regata. Vediamo allora quali sono le principali differenze tra queste vele in termini di prestazioni, design e materiali.

Vele da regata e da crociera
Photo credits: One sails courtesy.

Prestazioni diverse per aspettative diverse

Sia le vele da crociera che quelle da regata sono progettate per le prestazioni, ma per ogni tipo di attività tali prestazioni sono misurate in modo diverso. La misura assoluta delle prestazioni in una vela da regata è la velocità, anche se altri fattori possono giocare un ruolo importante. Le grandi prestazioni di una vela da crociera sono invece più legate alla maneggevolezza e alla durata. In termini semplici, la velocità deriva dai materiali delle vele e dalla forma della vela, che devono combaciare tra loro. A seconda di quanta velocità si cerca di ottenere, questo spesso ha un costo in termini di durata. La domanda è: volete essere in grado di navigare un minuto più velocemente su una lunga bolina o desiderate issare le stesse vele tra 10 anni?

Una questione di durata

Considerando quanti tipi e dimensioni diverse di barche a vela abbiamo sull’acqua e la grande varietà di materiali a disposizione per la costruzione delle vele, in realtà non si può solo scegliere una vela da crociera resistente o una vela da regata veloce. Dobbiamo conoscere altre differenze tra le vele da regata e da crociera per aiutarci nella scelta. Il principale tra questi è l’aspettativa degli armatori circa le loro vele. A bordo di un TP 52 da regata, dove le prestazioni pure sono l’unica misura di una vela, dopo una regata ventosa un team spesso decide che la sua randa è finita e deve essere sostituita. La maggior parte dei regatanti che navigano al di sotto del livello professionistico, tipicamente su barche più piccole, spesso si sentono a proprio agio a sostituire le vele stagionalmente e in modo più selettivo, facendo sì che certe vele durino più stagioni. Al confronto, a bordo di una barca da crociera, alcuni armatori penseranno che le loro vele andranno bene per 7 o 10 anni prima che il materiale e le forme delle vele siano così compromessi da condizionare seriamente le prestazioni della barca.

Vele da regata e da crociera
Photo credits: Ullman Sails courtesy.

Sul design si gioca tutto: la forma delle vele

Una grande differenza tra le vele da regata e quelle da crociera è che, in una regata media le barche navigheranno controvento per il 50 per cento del tempo. Le barche da crociera invece, raramente navigano controvento: di solito, quando il vento soffia dalla direzione che i diportisti vogliono prendere, scelgono di andare da qualche altra parte, aspettano che il vento giri o issano la randa per stabilizzare la barca e accendono il motore. Di conseguenza, le forme delle vele da crociera sono spesso progettate per ottenere migliori prestazioni anche quando le regolazioni non sono precise: hanno forme leggermente più rotonde, gli angoli di entrata sono simili a quelle da regata, ma la vela può essere un po’ più profonda e la sezione di poppa della vela è più tonda per consentire una migliore forma man mano che la scotta si allenta.

Al contrario, l’equipaggio di una barca da regata di solito cerca di regolare le vele con precisione, il più vicino possibile alla linea di mezzeria in caso di bolina, quindi le loro vele sono più piatte. Di solito, inoltre, quando una barca da regata inizia a raggiungere certe velocità, l’equipaggio passa a vele diverse, più piccole, come i fiocchi o più leggere, come i Code Zero.

Le differenze sui materiali: dacron, laminati, carbonio

I materiali utilizzati per le vele non variano solo per la crociera e la regata, ma anche in funzione della lunghezza e del peso dell’imbarcazione e dei carichi che ne derivano. In genere fiocchi e rande sono realizzati con pannelli di Dacron o laminati leggeri con fibre ad alta resistenza. Il Dacron è stato il materiale primario per i fiocchi e le rande per più di mezzo secolo, con qualche miglioramento nel corso del tempo. Rimane tutt’oggi un’opzione comune a molte imbarcazioni, in particolare quelle da crociera.

Molti regatanti invece utilizzano vele tecnologiche spesso realizzate in carbonio puro ma anche mescolando diverse miscele di fibre-carbonio, come poliestere, aramide (Kevlar), e Spectra-Dyneema. Questo permette un controllo della forma ancora migliore rispetto ai laminati. Grazie alla maggiore resistenza del carbonio, alcune vele possono essere realizzate con meno fibre e meno peso complessivo. All’altra estremità della gamma, i proprietari di piccole imbarcazioni e di barche da crociera possono scegliere vele altrettanto innovative ma meno costose, come prodotti compositi modellati utilizzando nastri a filamento spalmato di poliestere (Dacron). In alcuni casi a queste combinazioni si aggiunge uno strato esterno di pellicola che aiuta la resistenza allo sfregamento.

Anche le dimensioni della barca contano

Le differenze tra le vele da regata e da crociera possono essere visualizzate anche su tre gamme di dimensioni: piccole (sotto i 35 piedi), medie (da 35 a 45 piedi) e grandi (più lunghe di 45 piedi). Tra le barche da regata sotto i 35 piedi, le vele sono spesso realizzate con laminati leggeri, che incorporano Mylar o altre pellicole e fibre in Spectra o aramide. In classi ristrette, alcune vele da regata saranno realizzate in Pentex (un poliestere a basso allungamento) e altre in Dacron. Le vele da crociera per imbarcazioni di piccole e medie dimensioni sono in genere ancora realizzate in Dacron, disposte però in configurazione a pannello trasversale o radiale. Le vele in Dacron orientate all’ordito costano un po’ di più ma offrono prestazioni notevolmente migliori rispetto ai tagli trasversali più estensibili.

Intorno ai 40 piedi di lunghezza e sicuramente sui 50 piedi il Dacron invece non è più un’opzione razionale per le barche da crociera. Dati i carichi, il materiale non tiene a lungo la forma del progetto, ed è pesante, tipicamente un panno da 10 o 11 once, quindi la vela è più difficile da avvolgere.

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Vele da regata e da crociera
Photo credits: North Sails courtesy

Vele portanti, un mondo a parte

Per molti anni la vela da andature portanti più comune per una barca da crociera è stata lo spinnaker asimmetrico, noto anche come gennaker. La facilità di manovra della vela è fondamentale per i diportisti, quindi il gennaker è tipicamente issato all’interno di una “calza” che viene a sua volta sollevata quando è il momento di riempire la vela. Quando occorre ammainarla, la calza viene tirata giù intorno alla vela prima che la vela venga calata in coperta. I primi spinnaker asimmetrici erano instabili e difficili da regolare, ma i successivi progetti hanno sfruttato la tecnologia dell’America’s Cup e all’improvviso i velai sono riusciti a produrre vele da crociera tri-radiali completamente modellate. Ora la forma della vela è integrata in ogni cucitura invece che nei pannelli trasversali. Di conseguenza le vele hanno una posizione più naturale e volano con maggiore regolarità.

 

La rivoluzione del Code Zero

I crocieristi da qualche anno ormai hanno iniziato ad adottare anche un’altra vela sviluppata nell’America’s Cup, il Code Zero che è uno spinnaker molto piatto montato su un avvolgifiocco. Quando l’angolo di vento reale è tra i 90 e i 130 gradi, il Code Zero riempie un grande spazio tra il fiocco di bolina e il gennaker orientato verso il basso. Alcuni diportisti trovano l’avvolgifiocco così comodo che non si preoccupano nemmeno più del gennaker e si limitano a virare sottovento usando il Code. Gli stessi benefici degli esperimenti in Coppa America hanno dato i loro frutti soprattutto nelle vele da regata per andature portanti. Oggi la maggior parte delle barche da regata utilizza mix di vele asimmetriche e Code, più vele a strallo. Mentre le barche più vecchie utilizzano ancora spinnaker simmetrici, quasi tutti i modelli più recenti utilizzano spinnaker asimmetrici montati su un tangone. I Code sono diventati ancora più importanti poiché la maggior parte delle nuove barche sono costruite con grandi rande e piccoli fiocchi invece che con vele di prua sovrapposte. I materiali per le vele da andatura portante sono per lo più in Nylon e poliestere.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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