Una barca e una moto d’acqua rubate a Marina Dorica

Nella notte di domenica 8 ottobre una banda di ladri si è introdotta nel porto di Marina Dorica rubando una barca e una moto d’acqua. I banditi hanno provato a portare via anche altre due imbarcazioni.

Con l’arrivo dell’autunno, le uscite in mare da parte di chi ha la barca si riducono e porti e marina sono più esposti all’attacco di bande specializzate di ladri. Come è accaduto è accaduto nella notte di domenica 8 ottobre nel porto di Marina Dorica (An). In questo caso si è trattato di un vero e proprio assalto che ha avuto oggetto un costoso gozzo e una moto d’acqua nuova di zecca, entrambi di proprietà dell’imprenditore Massimo Virgili.

Sui furti indagano sia la Capitaneria di Porto che i Carabinieri che stanno lavorando in collaborazione con il personale di Marina Dorica per cercare non solo di risalire agli autori, ma anche di rintracciare la falla nel sistema di sorveglianza del porticciolo.

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Marina Dorica

I ladri sono arrivati dal mare nella notte

Secondo gli inquirenti la gang in azione sarebbe passata via mare, con il favore delle tenebre per rendere ancor più arduo il lavoro della sorveglianza. Non è ancora chiaro se i ladri siano riusciti a mettere in moto il gozzo oppure l’hanno agganciato ad un altro mezzo a motore. Fatto che sta che i banditi avevano nel mirino altre due imbarcazioni. Anche in questo caso avrebbero provato a metterle in moto, ma qualcosa deve essere andato storto, perché il furto è rimasto solo tentato.

Lo scorso anno, sempre sul finire di ottobre, era sparita dal porto di Marina Dorica la barca del dottor Andrea Giovagnoni, ordinario di Radiologia dell’Univpm e direttore del Dipartimento di Scienze Radiologiche di Torrette. Il primario voleva godersi una domenica di sole, ma aveva trovato il posto barca vuoto.

Fondamentale, per riuscire a ricostruire almeno la dinamica dei fatti nell’ultimo furto, sarà la visione delle telecamere di sorveglianza che coprono Marina Dorica, una struttura che ospita 1.600 barche. Va precisato che il contratto di ormeggio canonico con il porto fa scattare non il dovere di custodia sui beni privati. Ma la vigilanza delle strutture del porto da parte della società che lo gestisce.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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