Un Ancoraggio Perfetto in 9 mosse

Assicurare la barca al fondale durante la sosta è una delle conoscenze basilari di ogni buon diportista. Dimestichezza con le attrezzature, esperienza nelle risposte dello scafo al tiro dell’ancora, giusto calumo e tipi di fondale fanno la differenza tra un cattivo ancoraggio e uno a prova di maltempo. Seguite questi consigli, fate le vostre 9 mosse e godetevi la rada.

Cosa c’è di meglio che una rada tranquilla, lontana dagli affollati marina, spesso anche troppo costosi soprattutto in alta stagione? Per ancorarsi con sicurezza alla fonda è necessario conoscere alcune tecniche basilari, finché con l’esperienza non si acquista la giusta preparazione e la capacità di adattarsi alle varie situazioni incontrate. La buona arte marinaresca nell’ancoraggio consiste infatti nell’abilità di prevedere possibili cambi del tempo, del vento e della corrente e quindi affrontare questi cambiamenti nei tempi dovuti.

Da sottolineare che l’attrezzatura per l’ancoraggio (ancora, catena, maniglie, etc.) costituisce una parte vitale delle attrezzature di bordo. Perciò chiunque va per mare dovrebbe conoscere questi dispositivi e sapere come impiegarli al meglio.

 

Chiedetevi: il fondale ha una buona tenuta?

Ricordate che è la capacità dell’ancora di penetrare nel fondo del mare che tiene ferma la barca e non solo il suo peso. Perciò i fondali dovrebbero essere costituiti da sabbia, ghiaia, argilla e fango in modo che l’ancora abbia le migliori possibilità di farvi presa. Rocce, pietre e alghe non sono “buoni tenitori” dunque non costituiscono un fondo ideale per l’ancoraggio.

Vediamo allora come completare un perfetto ancoraggio in 9 mosse:

1. Scegliete un ancoraggio protetto con ampio spazio per i movimenti della barca (il cosiddetto “giro di ruota”.

2. Controllate il fondale e il tipo di fondo girando intorno al punto di fonda desiderato ed eventualmente scandagliando.

3. Definite il tipo di ormeggio all’ancora e il calumo. Quest’ultimo dovrebbe essere di circa 4-7 volte la lunghezza del fondale.

4. Utilizzate una linea mista catena e cima: meno peso e niente rotture. Ricordate che i vari tipi di barche si comportano in maniera diversa all’ancora. In ogni caso è necessario avere un minimo di 5 metri di catena collegata all’ancora per evitare forti logorii e rotture della cima vicino all’ancora causate da rocce taglienti, coralli, etc. La parte rimanente della linea d’ancoraggio può essere invece in cavo tessile.

5. Avvicinatevi lentamente al punto di fonda desiderato, con la prua al vento o alla corrente, e arrestate completamente la barca.

6. Appena la barca comincia a muoversi indietro (col motore, il vento o la corrente), affondate rapidamente l’ancora e quindi filate lentamente il cavo-catena mentre la barca deriva o va indietro a motore, evitando così che la catena vada ad ammucchiarsi sull’ancora. Assicuratevi poi che la linea d’ancoraggio non sia troppo tesa, facendo arare l’ancora.

Giusto calumo e riferimenti a terra

7. Se la prua abbatte da un lato per il vento, agguantare il cavo-catena di tanto in tanto per riportare la prua al vento. Quando è stato filato un calumo di almeno 3 volte il fondale date volta al cavo-catena in modo che l’ancora cominci a fare testa. Continuate poi ad andare indietro e filare il cavo-catena fino a quando si raggiunge il giusto calumo.

8. Date volta ancora al cavo-catena e andate indietro adagio col motore in modo che l’ancora penetri bene nel fondo. Quanti giri al motore? I giri da raggiungere dipendono dal tipo di fondo: con il fango è bene che sia il vento a fare il lavoro, mentre in condizioni normali 2.000 giri al minuto possono bastare. Aumentate i giri al massimo se pensate di pernottare alla fonda oppure quando si prevede cattivo tempo.

9. Prendete dei riferimenti a terra (alberi, case, scogli, torri, etc.), preferibilmente al traverso, per controllare che la barca abbia cessato di muoversi indietro e di tanto in tanto rifate un check. Come accorgersi che un’ancora ara? Poggiando il piede sul cavo-catena o tenendolo in mano: si avvertiranno gli strattoni mentre l’ancora viene trascinata sul fondo. Un’ancora ben sprofondata non scuoterà il cavo-catena. Se ciò accade occorre filare ancora la linea d’ancoraggio e ripetere i punti 8 e 9. Se continua ad arare occorre salpare e ricominciare daccapo tutta la manovra.

Una volta concluso l’ancoraggio arriva il momento per tutto l’equipaggio di godersi la pace e l’incanto della natura. Buona rada a tutti.

 

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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