Smartworking in barca? Si può fare! Ecco qualche dritta…

Con lo smartworking sempre più popolare in tempi di pandemia, in molti si chiedono se sia possibile lavorare da bordo della propria imbarcazione. Certo che sì, a patto di organizzarsi e non dimenticarsi di essere marinai.

Smartworking in barca. Il periodo attuale contrassegnato dall’emergenza pandemica ha rivoluzionato il nostro modo di lavorare. E se in questo periodo non proprio felice ne approfittassimo per cercare di conciliare lavoro e passione? Perché non considerare di lavorare dalle nostre barche e quindi, virtualmente, da qualsiasi luogo?

Un numero notevole di noi ha la fortuna di poter lavorare in remoto dai propri uffici. Questa possibilità esisteva già prima della crisi da Coronavirus del 2020, ed è tanto più vantaggiosa in quanto è necessario, per rallentare la progressione di questa epidemia, limitare le nostre interazioni.

Su una barca, per definizione, si incontrano poche persone. Sull’acqua, nei limiti della distanza e del tempo, si è soli e come tagliati fuori dal mondo. Gli attuali mezzi di telecomunicazione come il wi-fi, il 4G e via dicendo, permettono, vicino alla costa o anche un po’ più al largo, di avere una connessione internet efficace e sufficiente per lavorare. Perché allora non provarci?

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Smartworking in barca

È tutta una questione di connettività a bordo

Vediamo innanzitutto cosa serve per poter fare lo smartworking in barca. Il primo strumento fondamentale è il computer, il classico laptop portatile. In alcuni casi è bene disporre di un secondo pc di riserva, in caso capiti un incidente al pc principale. Altrettanto importante è un hard disk esterno per fare quotidianamente i vari back up del lavoro svolto. Barca e dispositivi elettronici delicati come il pc, si sa non vanno molto d’accordo. Acqua, umidità salmastro sono i veri nemici. Il consiglio è di lavorare in linea di massima in quadrato e rimanere in pozzetto solo nelle giornate belle e senza troppo vento.

Il secondo strumento è sicuramente il wi-Fi senza il quale sarebbe impossibile poter navigare e lavorare contemporaneamente. Esistono molte soluzioni per disporre di una connessione con banda minima. Inoltre quasi ogni mese si aggiunge al già ampio panorama una nuova offerta Internet. Contattate il vostro Provider di servizi tecnologici per sapere come potervi regolare in questo campo. Quando ci si trova un po’ più lontano dalla costa, un sistema di amplificazione del segnale GSM può essere utile per un migliore comfort nel lavoro. Meglio ancora, a seconda del tipo di lavoro che si svolge, è possibile lavorare offline e connettersi a Internet solo per inviare i risultati del lavoro. In altre parole ci si può avvicinare alla costa per ottenere un po’ di rete e poi togliersi di nuovo di mezzo.

Smartworking in barca

La gestione dell’energia è fondamentale

Se c’è una cosa che è necessaria in barca per lo smartworking, questa è la gestione dell’alimentazione a bordo. I dispositivi come computer portatile, hotspot wi-fi e smartphone devono avere le batterie ben caricate prima di salpare e mantenute ad un livello di energia sufficiente per consentire una giornata di lavoro regolare. In effetti, il vostro datore di lavoro accetterà raramente la scusa della navigazione per giustificare la vostra mancata consegna del tanto atteso rapporto. Pannelli solari, idrogeneratori e batterie supplementari sono tutti accessori altrettanto essenziali ed efficaci per lo smartworking

Smartworking in barca

Lavoro in barca sì, ma sempre la sicurezza

Che si esca a 5 miglia dal porto o ci si spinga più al largo, una navigazione di un giorno con la barca è pur sempre una navigazione, con tutto ciò che implica. Non importa se il programma della giornata è più professionale che ricreativo, le regole di sicurezza (meteo, giubbotto di salvataggio, interruttore, vedetta, etc) rimangono le stesse e devono essere rispettate. Allo stesso modo, la manutenzione della barca, soprattutto delle batterie, è tanto più critica per le piccole uscite ripetute, durante le quali l’uso del motore può essere insufficiente per ricaricare il banco batterie di bordo.

Smartworking in barca

Vita sociale? Sforziamoci di mantenerla viva

Sulla terraferma mantenere le relazioni sociali durante lo smartworking può essere una sfida. Ma in mare lo è ancora di più perché l’isolamento è molto maggiore. Anche se i diportisti hanno la reputazione, spesso giustificata, di essere dei solitari, i marinai sono comunque esseri umani. È quindi apprezzabile mantenere un minimo di vita sociale, anche solo tramite Vhf, parlando con altri diportisti e viaggiatori. Tra l’altro perché non approfittarne per trasformare le nostre barche in spazi di lavoro condivisi, nel rispetto delle norme sanitarie?

La situazione attuale non può continuare per molto tempo, ma avrà un impatto sull’organizzazione delle nostre attività umane che rimarrà profondo e probabilmente duraturo. Speriamo che questo impatto sia per una maggiore comodità e umanità nella vita quotidiana. Lo smartworking, quando viene scelto, offre una comodità di vita essenziale e permette a tutti di essere più coinvolti nella vita quotidiana.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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