Perché la prova in mare in fase di acquisto è così importante

Oltre a una perizia tecnica, nella visita a una barca usata non andrebbe tralasciata la prova in mare. Un’esperienza fondamentale per verificare il reale stato di efficienza di impianti e attrezzature.

Prova in mare, perchè è fondamentale. Il momento dell’acquisto di una barca per un diportista è sempre un po’ particolare: c’è un mix di ansia mista a gioia e spesso quell’entusiasmo di sentire vicina la realizzazione del sogno di una vita. Ecco, quello è un ingrediente che potrebbe in alcuni casi risultare rischioso. Bisognerebbe abbandonare per un attimo emotività e sentimenti e rimanere il più possibile lucidi e razionali. Insomma non farsi prendere la mano, ma soprattutto esaminare con cura e attenzione il nostro oggetto dei desideri.

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prova in mare

Perizia sì, prova in mare no. Errore grave!

Ormai al giorno d’oggi quasi nessuno acquista un’imbarcazione di un certo valore senza una perizia tecnica da parte di un professionista del settore. Ma ancora troppo spesso capita che la prova in mare venga sottovalutata per vari motivi. Ve ne elenco qualcuno sentito in banchina:

  • “Non l’abbiamo provata perché quel giorno pioveva troppo”;
  • “Non abbiamo fatto la prova in mare perché tanto quel modello l’avevo noleggiato l’anno prima in Grecia”;
  • “Non abbiamo navigato perché il broker non poteva e ci ha fatto lo sconto sulla provvigione”;
  • “Abbiamo saltato la prova perché la barca era in secca e il venditore avrebbe speso 500 euro per vararla e poi alarla nuovamente per la visita a secco”;
  • “Non abbiamo fatto la prova in mare perché non c’erano le vele, ma mi ha detto il venditore che era la più veloce del suo circolo”.

Chiaramente ognuno è responsabile di ciò che fa. Ma soprattutto in tema di barche e nella nautica in generale una tale leggerezza potrebbe costarci cara. A mio parere è sempre fortemente consigliato eseguire la prova in mare della barca usata che si sta per acquistare perché alcuni dettagli si possono vedere solo navigando. Non serve fare chissà quante miglia per capire se un’attrezzatura di bordo è efficiente o meno.

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Possibili problemi e incognite nascoste

Ci sono attrezzature e manovre che in porto possono sembrare essere efficienti, ma che durante la prova in mare risultano invece da riparare o inadeguati. Nel caso di barche datate tuttavia reperire questi accessori non è facile, perché sono troppo vecchi e i ricambi non esistono più oppure sono introvabili e comunque difficili da reperire. A quel punto l’attrezzatura in questione andrebbe completamente sostituita con i costi che lievitano.

Prendiamo per esempio le vele. Quando un venditore durante la fase di compravendita afferma: “Non l’abbiamo mai usata ed è sempre rimasta nel sacco”, si potrebbe scoprire, magari una volta aperta che in realtà la stessa è rimasta nel sacco umido nel gavone di prua e ora è piena di muffa. Questo significa che quella vela dal valore di 3-4.000 euro sarà da buttare perché una volta issata a riva da lì a breve esploderà, oltre a essere orrenda da vedere.

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Vele, sentina, autopilota: solo il mare può dare l’ok

A volte durante la prova in mare quando si issa il fiocco di un’imbarcazione usata si scopre che l’ultima parte della vela non sale correttamente fino alla puleggia perché l’estruso in alto è deteriorato e va sostituto. Anche il rollafiocco può nascondere problemi. Per esempio può risultare durissimo con la vela issata a riva da non riuscire ad azionarlo o comunque senza quella necessaria fluidità nello scorrimento. Magari il venditore spiega che è colpa della tensione della drizza che va regolata e che senza vela gira con un dito. Sta di fatto che ci troviamo anche in questo caso con uno strumento da revisionare e probabilmente da sostituire.

Altro dispositivo critico: l’autopilota. Non sperimentare la sua reale funzionalità in navigazione è un grande errore. Potrebbe scoprirsi infatti che non “tiene” la bussola o addirittura nemmeno la modalità vento. O ancora, non calcola il vento reale, o peggio una volta inserito, si sblocca senza spiegazione. È probabile che il venditore dica che lo ha sempre usato, però il risultato per l’acquirente è uno strumento non utilizzabile, da riparare o da sostituire. E non costa poco.

Altri problemi che emergono dalla prova in mare possono riguardare una sentina che si riempie di acqua salata con infiltrazioni gravi che richiedono un check up accurato della carena, dei fori passanti e delle prese a mare. Ma anche un plotter che funziona a singhiozzo oppure comincia a segnalare sullo schermo la maledetta scritta “no fix” è una rogna da risolvere.

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Quelle mezze verità inserite negli annunci

Spesso si legge negli annunci e nelle schede tecniche che accompagnano le unità in vendita la voce “vele al 70 per cento”. Poi si scopre che il 30 per cento restante lo hanno passato piegate sul boma da 2 anni con un copri randa di plastica senza mai essere tolte. Quindi tutte macchiate e deteriorate sulle pieghe.

Se un’attrezzatura di bordo è vetusta perché ha gli anni della barca, ma risulta ancora funzionante è tutto corretto, deve essere così. Del resto stiamo acquistando una barca magari di 20 anni con attrezzatura della stessa età. Ma tutto quello che non è funzionante andrebbe riparato prima o non andrebbe nemmeno inserito nella scheda di vendita perché andrà riparato o sostituito e comunque non può pesare sarà sulla bilancia del prezzo finale.

Un armatore che vende la sua barca in ordine non avrà nessun problema a volere accompagnare la prova in mare della stessa e consegnare la sua amata al nuovo proprietario. Quell’uscita sarà probabilmente il suo ultimo giro su quella barca che gli ha dato tanto. Vi racconterà tanti aneddoti di vita passata a bordo, le rotte seguite, i porti visitati, i cambiamenti e le migliorie effettuati nel corso degli anni. Tutti ricordi e preziose informazioni che non saranno mai compresi nel prezzo e che possono indirizzare al meglio la decisione di acquisto finale.

Luca Sabiu

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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