I surfisti nel mondo sono diversi milioni, ma le onde dell’oceano non sono alla portata di tutti. Un’alternativa alle swell naturali sono i cosiddetti Surf Park, strutture di onde artificiali dove si entra e ci si allena come in una nomale palestra. Ecco i più belli e riusciti nel mondo.

 Per i surfisti la voglia di onde è pressoché insaziabile. Ma non tutti vivono nei pressi di uno spot che regala giornate di cavalcate memorabili. E allora quando le vacanze o i week end non bastano, soprattutto per chi vive nelle grandi città, si può sfogare la propria passione nei parchi di onde artificiali. Queste strutture hi-tech, chiamate anche “Wave Pools” o Surf Park”, stanno ormai dilagando in tutto il mondo. Sempre più grandi, accessibili ed efficienti. A differenza di un normale spot naturale sull’oceano, grazie a potenti impianti ad alto tasso tecnologico, possono sfornare onde a volontà per tutto il giorno, solide barre a disposizione di tutti, a pagamento ovviamente.

La grande famiglia delle Wave Pool conta circa una trentina di grandi strutture in tutto il mondo. La maggior parte di questi parchi acquatici riescono a creare onde alte anche un paio di metri e alcune addirittura riescono a ricreare il “tubo” di onde come nella migliore iconografia surfistica. Altre creano solo un frangente non molto alto ma lunghissimo per far divertire gli aspiranti surfisti. Ci sono una manciata di aziende specializzate in onde artificiali che producono questi sistemi idraulici per produrre le onde e che si dividono il mercato. La tedesca CityWave per esempio si caratterizza per le misure ridotte delle sue vasche e per la facilità di installazione, tanto che vengono montate e smontate anche per eventi della durata di un solo weekend. Tra le strutture di loro realizzazione più conosciute, alcune anche permanenti, ci sono quelle di Monaco di Baviera, ma se ne trovano anche a Berlino, a Tokyo, a Mosca e a Madrid. A Bristol, in Inghilterra non lontano da Londra, The Wave è il miglior parco europeo realizzato dalla spagnola WaveGarden con onde che raggiungono i due metri di altezza. Ci sono vasche con le onde per surfare anche sulle navi da crociera della Royal Caribbean e perfino dentro Disney World in Florida.

Il Surf Ranch firmato da Kelly Slater

La più grande onda artificiale mai creata dall’uomo a misura di surfisti è quella del Surf Ranch, in California (Stati Uniti). Il Ranch si trova a Lemoore, una cittadina a un centinaio di miglia dall’oceano Pacifico ed è stato concepito e realizzato dal grande Kelly Slater, 11 volte campione del mondo, il più forte surfista della storia e una vera icona di questo sport. Qui la vita dei surfisti è quanto di più facile: niente bollettini meteo da studiare, niente chilometri i macchina, niente squali e niente tempi di attesa che arrivi la swell perfetta. Quando si arriva al Ranch è tutto pronto e non resta che passare la wax sulla tavola e indossare la lycra. La vasca artificiale ha forma rettangolare, è lunga 640 metri e larga 105 con una struttura che si muove su dei binari avanti e indietro per tutta la lunghezza della piscina: muovendo l’acqua sul fondo si produce un’onda a tubo che tocca anche i 2,20 metri di altezza, in funzione della velocità della macchina e del fondale della vasca.

Il sistema, studiato dal Dipartimento di Meccanica Liquida della University of California, ha misurato che l’onda raggiunge una velocità massima di 32 km/h: serve quasi un minuto per attraversare tutta la vasca in piedi sulla tavola e servono 4 minuti di tempo perché le acque si calmino e si possa ripartire. Un vero paradiso…

L’Urbnsurf di Melbourne, l’alternativa a Bondi Beach

Lo Urbnsurf di Melbourne è stato il primo Surf Park nato in Australia e si presenta come una struttura non solo tecnica, ma anche piacevole e dal look ricercato. Il parco acquatico offre diversi tipi diversi di onde, ma anche tanti tipi di attività per il divertimento, oltre a ristoranti e gelaterie. È già diventato un punto di riferimento per i più noti surfer australiani tanto che, quando Bondi Beach, la celebre spiaggia di Sidney è impraticabile per l’affollamento, tutti si spostano qui. I riders più esperti che sono diventati degli habitué dell’Urbnsurf dicono che l’ingresso nell’onda è un po’ complesso perché anche qui troppi surfers si accalcano sulla line up, ma la legge non scritta del surf vale anche qui: ha la precedenza chi arriva per primo sull’onda. Fine delle discussioni e niente risse a bordo vasca…

Le onde di Surf Lakes, tutte diverse come in oceano

Sempre in Australia, ma nel Nord del Paese, hanno appena inaugurato una Wave Pool per surfisti rivoluzionaria, almeno sul piano tecnologico. Si chiama Surf Lakes e invece di avere un sistema meccanico che si muove lungo una vasca o una serie di “esplosioni” di aria sotto pressione, presenta un vero e proprio pistone gigante al centro di una vasca rotonda del raggio di 300 metri. Quando il pistone è in funzione, crea onde concentriche a 360 gradi: la vasca è divisa in cinque spicchi con altrettanti fondali differenti che contribuiscono a creare onde diverse in ognuna delle cinque aree per impedire la ripetitività dei movimenti del surfista che, in natura, affronta sempre onde diverse.

Il sistema produce 2.000 onde all’ora e accoglie fino a 400 surfisti nello stesso momento. Se i principianti faranno bene a rimanere dove c’è un fondale semplice, i professionisti potranno andare dappertutto. E qui c’è l’onda artificiale più alta del mondo: 2,40 metri.

Siam Park di Tenerife: un’onda lunga 100 metri

In fatto di dimensioni, il Surf Park più grande al mondo non si trova né in Australia, né in America, ma nelle isole Canarie (Spagna) e più precisamente a Tenerife. La struttura si chiama Siam Park ed è un grande parco di divertimenti. Possiede una Water Pool con una superficie totale di 13.600 metri quadrati, ossia come due campi regolamentari da calcio. Produce un’onda impressionante: a intervalli regolari, da un’estremità della piscina chiusa ai bagnanti ha origine un frangente alto un paio di metri che muove una massa d’acqua perfetta, solida e larga oltre un centinaio di metri per la gioia di centinaia e centinaia di persone che la attendono a mollo nella enorme vasca.

I surfers più vicini “alla riva” sono semplicemente sollevati dall’onda, ma quelli che si trovano sul picco vengono letteralmente fatti volare come fuscelli. Unico limite: i surfisti possono entrare solo in orari prestabiliti, come in una normale palestra.

Blue Thunder, la Wave Pool indoor del Canada

A Edmondton, nello stato dell’Alberta, in Canada, si trova invece il Surf Park indoor più grande del mondo che ha una superficie di 3.900 metri quadrati che contiene oltre 12 milioni di litri di acqua clorata e perfettamente azzurra. Ai due lati della grande piscina ci sono altrettanti macchinari che producono onde e che vengono mossi da un sistema idraulico da 1.500 cavalli di potenza. Quando il parco era stato appena aperto, i due macchinari venivano accesi contemporaneamente ma l’estrema forza delle onde causava incidenti a ripetizione sbattendo i surfisti l’uno contro l’altro, tanto che si è deciso di alternarli.

Insomma con la diffusione dei Surf Park è molto probabile che nel prossimo futuro intere generazioni di surfisti, anche se distanti centinaia di chilometri dalla prima spiaggia affacciata sull’oceano, cresceranno allenandosi con il surf come per il fitness alla faccia del meteo, delle stagioni e della cultura del mare. Fare surf sarà come andare in palestra. Niente giornate intere spese a scandagliare i bollettini in cerca della prossima swell, niente viaggi a macinare chilometri lungo costa per cercare l’onda migliore, niente periodi passati a esercitare la vera arte di un surfista, che è la pazienza. I nuovi surfers al cloro entreranno in una qualunque piscina, cavalcheranno per una o due ore centinaia di onde, tutte uguali, tutte perfette e diventeranno dei fenomeni.

Largo in acqua: arriva il wing surfing

Avatar
David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.