Nautica più “green”? Ecco le rotte da seguire secondo Icomia

Icomia, organizzazione globale che rappresenta l’industria della nautica da diporto ha commissionato di recente uno studio presentato al Mets di Amsterdam che affronta una serie di strade per ridurre le emissioni di carbonio delle barche da diporto.

Tutti gli appassionati di mare vogliono una nautica più pulita, più sostenibile, più rispettosa dell’ambiente. Ma come si possono ridurre le emissioni di carbonio quando si naviga? A indicare le rotte più realistiche ed efficaci per una reale trasformazione green del settore nautico è un rapporto dal titolo “Percorsi di decarbonizzazione per l’industria della nautica da diporto”. A presentarlo nell’ambito dell’ultima edizione del Mets di Amsterdam è stata Icomia, il Consiglio Internazionale delle Associazioni dell’Industria Marittima, un’organizzazione globale che rappresenta l’industria della nautica da diporto con oltre 100 membri in tutto il mondo,

La ricerca esamina nello specifico la propulsione marina su barche da diporto di lunghezza fino a 24 metri e indica una varietà di soluzioni per ridurre concretamente e fino al 90 per cento le emissioni di carbonio senza compromettere prestazioni e distanze percorse. Le tecnologie di propulsione passate in esame dallo studio sono:

  • Batterie elettriche
  • Motori elettrici ibridi
  • Motori a idrogeno
  • Motori a combustione interna con combustibili marini sostenibili
  • Motori a combustione interna a benzina o diesel

Sulla base dei dati raccolti, sono stati evidenziati 5 aspetti principali sui quali ci si deve concentrare per rendere operativo il percorso di decarbonizzazione della nautica da diporto: uso di combustibili green, tecnologia dell’idrogeno, propulsione elettrica, soluzioni ibride e incentivi.

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Combustibili “drop in” anche in Mediterraneo

La strada della conversione degli attuali carburanti derivati dal petrolio con carburanti rinnovabili può dare i suoi frutti già nel breve periodo. Tecnicamente si chiamano combustibili “drop in” e si ottengono convertendo diversi tipi di biomassa in bio-petrolio simile al greggio. I biofuel drop-in possono essere impiegati in sostituzione diretta o come integrazione alla benzina, al gasolio, senza alcuna modifica alle reti esistenti di distribuzione del carburante o dei motori, con il potenziale di ridurre significativamente la dipendenza dalle importazioni di petrolio.

Nei Paesi del Nord Europa biofuel drop-in sono una realtà da tempo. Per i motori endotermici marini attuali non cambia nulla, non c’è bisogno di alcuna modifica. Ma questi carburanti, che sono prodotti utilizzando energia rinnovabile, attualmente non sono praticamente distribuiti nei paesi mediterranei.

L’utopia dell’idrogeno, serve la produzione in serie

L’idrogeno è una tecnologia emergente e un altro potenziale carburante “green” perfetto per ridurre le emissioni di carbonio delle imbarcazioni da diporto. Per il momento tuttavia è talmente lontana una seria e consistente produzione industriale di idrogeno che rimane soltanto un bel progetto teorico senza alcuna consistenza pratica. Senza dimenticare che non è solo una questione di carburante: gli stessi propulsori a idrogeno sono ancora lontani dall’essere prodotti in serie.

I limiti della propulsione elettrica

Secondo il rapporto, la propulsione elettrica fa parte della strategia di decarbonizzazione, tuttavia non è universalmente adatta a tutti i tipi di imbarcazioni da diporto e casi d’uso. La ricerca commissionata da Icomia sfata infatti alcuni miti della propulsione elettrica. Ad esempio afferma che è improbabile che i tipi di imbarcazioni con ridotto utilizzo con i sistemi elettrici a batteria producano una riduzione delle emissioni di gas serra rispetto al motore a combustione interna.

Inoltre, riguardo alle batterie, è importante notare che le prestazioni delle batterie diminuiscono nel tempo, indipendentemente dal loro utilizzo. Con un impatto negativo, soprattutto sulle imbarcazioni che hanno una lunga vita, ma non vengono utilizzate frequentemente. Queste ultime richiedono diverse sostituzioni della batteria nel corso della loro vita. E le batterie esauste sono una grandissima fonte di inquinamento.

Soluzione ibrida, ad oggi la soluzione più efficace

Il rapporto Icomia fa una scelta netta, il meglio per la decarbonizzazione è la soluzione ibrida, elettrico/combustione interna, con l’aggiunta dell’uso di carburanti rinnovabili. Questo mix offre il massimo potenziale per ridurre le emissioni di carbonio delle barche in determinati scenari, vale a dire le barche utilizzate per periodi di tempo più lunghi e per distanze maggiori. Di conseguenza la tecnologia ibrida offre il massimo potenziale di riduzione delle emissioni per le imbarcazioni utilizzate per il noleggio e altri ambienti ad alto utilizzo.

Il mistero degli incentivi alla nautica

La ricerca Icomia affronta anche un punto dolente. Perché non ci sono incentivi per la nautica da diporto per realizzare la decarbonizzazione, come avviene per esempio nel settore dell’auto? La ricetta proposta è quella di crediti d’imposta in ricerca e sviluppo e degli investimenti per migliorare la densità delle batterie elettriche e la ricerca sull’idrogeno che può essere applicata all’ambiente marino.

Per supportare i risultati del rapporto, Icomia, a nome dell’industria globale della nautica da diporto, ha lanciato la campagna internazionale “Promuovere il nostro futuro” per educare e far avanzare il settore sulle soluzioni tecnologiche guidate dalla ricerca.

 

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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