Mercato dell’usato: acquistare una barca da rimodernare

Molte occasioni di acquisto di barche usate sfumano quando si tratta di fare un importante refit. Le incognite dei costi infatti possono scoraggiare il diportista neofita. Ecco come procedere e pianificare il progetto di restauro senza brutte sorprese.

Tra gli annunci di vendita di barche di seconda mano non è raro vedere uno yacht in buone condizioni ma con la dicitura “lavori necessari”. Dopo una prima conversazione con l’armatore, tuttavia, il potenziale acquirente può essere facilmente scoraggiato dal non sapere quanto costerà esattamente rimettere in forma la barca. Molte buone prospettive di acquisto vengono perse proprio per questo motivo.

In realtà è molto comune che un cabinato con 12-15 anni di navigazione alle spalle abbia bisogno di lavori importanti. Si tratta di interventi per i quali il venditore potrebbe non voler spendere soldi per sé. Ma spesso non si tratta di somme enormi in proporzione al valore della barca. Potrebbe essere un nuovo sartiame o magari una nuova motorizzazione. Cose che, con un po’ di impegno, possono essere valutate con precisione da un buon cantiere e sistemate in tempi relativamente brevi dopo l’acquisto.

Leggi anche: Come restaurare una barca: consigli, trucchi e costi del lavoro

Usato

Coinvolgere uno specialista di refit

Il problema è che molti acquirenti sono scoraggiati dall’incognita del costo del lavoro, nonostante sia abbastanza semplice da scoprire. In altri casi, soprattutto quando lo yacht è raro, particolare o con attitudini specifiche (regata, lunghe navigazioni, etc.) il mercato può essere ristretto e l’acquirente potrebbe non avere altra scelta se non quella di prendere in considerazione barche che necessitano di lavori straordinari per soddisfare le proprie esigenze.

In entrambi i casi, un progetto ben informato e con stime realistiche può trasformare qualcosa che non si prenderebbe nemmeno in considerazione in un’ottima prospettiva di acquisto.

Usato

Informarsi su cantiere, progettista e caratteristiche

Affrontare un progetto può essere molto più semplice se si coinvolge uno specialista fin dall’inizio, soprattutto se si riesce a trovare qualcuno che conosca il cantiere di provenienza e il modello in questione. Anche quando si acquista un’imbarcazione ben tenuta che necessita di alcuni lavori per il nuovo proprietario, la conoscenza del marchio specifico di un’imbarcazione e delle sue peculiarità può ridurre di molto le perdite di tempo.

Quando ci sono molti lavori da fare, ognuno dei quali richiede materiali e maestranze diverse, può diventare rapidamente frustrante imbarcarsi nel progetto di refit. Spesso tuttavia non è così complicato come sembra. Serve solo una buona gestione del progetto e la conoscenza di chi è più adatto a svolgere il lavoro.

Usato

L’opzione elettrica tra le più richieste

Un’opzione sempre più popolare per gli armatori che acquistano uno yacht che necessita di un aggiornamento del sistema di alimentazione è quella di passare a un sistema “full electric”. Bisogna affrontare questo passo con una mentalità aperta e onestà intellettuale. Prendere le dimensioni dell’imbarcazione, le specifiche dell’intero impianto e poi progettare un sistema di motorizzazione adatto all’imbarcazione. Poi si passa al sistema di accumulo dell’energia, per cui bisogna capire come e dove l’armatore gestisce l’imbarcazione, le conoscenze che ha già in merito a un approccio più sostenibile alla navigazione e su come può essere aiutato a sviluppare tutte le parti dell’imbarcazione verso i suoi obiettivi.

Questo per esempio potrebbe includere l’esame delle ancore, delle vele e del sartiame. Insomma bisogna valutare con sincerità come e dove si naviga e come si possono utilizzare al meglio le risorse naturali.

Usato

Prendersi i tempi giusti

È importante anche ricordare che non è necessario fare tutto in una volta. Spesso questa strada è proibitiva dal punto di vista dei costi, ma si può procedere per gradi. Intanto si naviga un po’ con l’attrezzatura e le vele attuali. S’impara a conoscere tutta la barca e i suoi impianti rimanendo relativamente vicini a terra e si lavora sulla pianificazione delle navigazioni.

Poi, in un secondo momento, magari si acquista un nuovo armo e nuove vele o un’ancora migliore, in base alle proprie capacità, alle conoscenze e al proprio budget.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.