Eseguire una manutenzione appropriata alla propria barca permette di conoscerla a fondo, evita guasti e avarie a sorpresa e impedisce che si deprezzi velocemente. Tutte queste cure verranno ripagate da navigazioni serene e appaganti. Ecco la check list delle cure periodiche da non mancare.

Le barche a vela sono oggetti vivi che possono regalare grandi emozioni e giornate memorabili. Ma come tali, restituiscono quello che gli diamo: rispetto, attenzioni e cure. È come un patto di armonia e di non belligeranza. Provate a disinteressarvi a loro, lasciarle abbandonate a sé stesse e loro faranno altrettanto con voi, magari lasciandovi nei guai nel bel mezzo di una crociera. Un winch che si blocca, una vela che si scuce, un salpancora che non vuole saperne di funzionare. La revisione di tutte le componenti di una barca a vela, in coperta come negli interni deve avvenire a cadenza regolare. Tali controlli saranno più serrati per alcuni dispositivi come il motore entrobordo o il wc, mentre saranno più spalmati nell’arco della stagione per le sartie per esempio o i zinchi sacrificali.

Molto dipende anche dall’intensità di utilizzo della stessa barca. Naturalmente su una barca da regata il controllo dovrà essere più rigoroso e quotidiano perché  i componenti hanno un ciclo di vita più breve rispetto al caso di un’imbarcazione da crociera. In ogni caso i controlli periodici consentono di scoprire eventuali difetti o guasti prematuri e in questo modo evitano riparazioni successive di maggior entità. Come dice quel vecchio proverbio inglese: “un’oncia di prevenzione vale una libbra di cura”. Inoltre la manutenzione ordinaria impedisce che l’imbarcazione si deprezzi eccessivamente e quindi contribuisce all’ottenimento di migliori condizioni nel momento di venderla.

Eseguire una buona manutenzione infine è certamente più facile su una barca nuova, ma è anche possibile trovare una barca usata che in precedenza sia stata custodita con la dovuta attenzione. Vediamo allora componente per componente quali sono le cure e i controlli più appropriati per avere sempre una bella barca, efficiente e sicura.

Scafo

Si consiglia di accertarsi che sopra la linea di galleggiamento dello scafo non vi siano crepe o fratture nel gelcoat poiché, a seconda della loro profondità, possa verificarsi la penetrazione dell’acqua all’interno del laminato e il problema a questo punto andrebbe oltre la questione estetica. Anche l’opera viva richiede pulizia, infatti se il fondo è sporco, nella barca a vela si perde velocità, mentre nella barca a motore si spreca carburante. Almeno un paio di volte l’anno è poi opportuno rimuovere la barca dall’acqua e pulirne il fondo. Ciò permetterà di controllare lo stato della opera viva, che non abbia subito colpi e, principalmente, che non appaiano rigonfiamenti o crepe causati dall’osmosi, ossia le infiltrazioni di acqua all’interno e tra gli strati del laminato.

Attrezzatura di coperta

In coperta carrelli, trasto della randa, rotaie e bozzelli, hanno bisogno ogni tanto di un lavaggio approfondito da prua a poppa per eliminare salsedine e sporco che potrebbero comprometterne il funzionamento. Le operazioni di pulizia possono tornare utili per controllare che grilli e snodi siano perfettamente mobili e che i terminali e i punti di saldatura non presentino crepe o segni di corrosione. Per eliminare la patina di ossido, incrostazioni e corrosione sulle attrezzature in acciaio come draglie e candelieri è sufficiente spruzzare del Crc, mentre per le attrezzature in alluminio anodizzato (albero, boma, vang, tangoni, boccaporti), basta sciacquarle con abbondante acqua dolce e un detersivo comune. Per il ripristino del corretto funzionamento delle parti mobili, oltre al classico lavaggio con acqua dolce e un detergente appropriato, si può passare un sottile velo protettivo di grasso di vaselina, in particolare lungo le guide dei carrelli, il canale dell’albero e sul boma dove scorrono i garrocci. Nel caso di bozzelli bloccati è bene smontarli e lasciarli a bagno in un po’ di gasolio. Un ultima passata di polish contribuisce a proteggere i metalli puliti con una pellicola a base di silicone o cera impermeabile.

Winch

Se si desidera che ogni winch di bordo funzioni sempre a puntino è necessario proteggerlo dalla salsedine e dalla polvere che possono creare incrostazioni nelle parti interne, al punto da bloccare gli ingranaggi metallici, i cuscinetti e corrodere le fusioni in alluminio. Oltre a pulire bene la campana e tutte le parti esterne, se si notano problemi di scorrevolezza, occorre smontarli e pulire ogni singolo pezzo con pennello e nafta (ad eccezione del freno degli avvolgidrizze) per togliere ogni traccia di sporcizia e grasso vecchio. Dopo averli asciugati con stracci privi di pelame, le parti mobili possono essere protette con nuove sostanze a base di grasso marino idrorepellente (eccetto i nottolini che vanno lubrificati con oli leggeri ad alta penetrazione), mentre per le parti fisse si possono utilizzare degli spray anti corrosione.

Albero

Anche per l’albero la pulizia è il primo passo di una buona manutenzione. Quando tutte le parti di questo importante elemento sono pulite, peraltro, è più semplice individuare eventuali zone danneggiate e microfessure sui martelletti, arridatoi e fissaggi. Anche se faticoso, quando non è a terra sui cavalletti, il sistema migliore per pulire un albero è insaponarlo e lavarlo con l’aiuto di un bansigo. Una volta asciutto, partendo dalla testa d’albero, si può iniziare l’analisi di tutte le parti, dalle antenne al windex con le rispettive guarnizioni scendendo lentamente prima lungo l’estruso, poi, lungo le sartie e gli stralli, controllando lo scorrimento delle pulegge, i grilli e i moschettoni. È bene porre particolare attenzione a tutte le parti rivettate, così come ai punti di contatto tra superfici in acciaio e quelle in alluminio, alle coppiglie e ai terminali delle crocette. Se tutto è in perfetta forma, si passa alla lubrificazione di tutte le parti in movimento (pulegge, carrelli sulla rotaia della randa, etc) utilizzando un prodotto tipo Crc. Ricordarsi di spruzzare un velo protettivo di idrorepellente anche sui contatti elettrici in testa d’albero.

Vele

La corretta manutenzione di una vela è infatti piuttosto semplice e richiede poco tempo, ma può fare una grande differenza nella vita e nelle prestazioni delle vostre vele. In realtà però la cura delle nostre vele inizia molto prima della manutenzione e cioè con un uso corretto e appropriato di randa, genoa, fiocchi e vele portanti, in modo da non sollecitarle oltre i propri limiti, esporle per troppo tempo ai raggi solari, evitando tensioni, sovraccarichi e sfregamenti e così via. Quello che è bene verificare diverse volte durante la stagione è la presenza di piccoli strappi. Individuando i piccoli fori in modo tempestivo è possibile evitare che diventino grandi squarci. Anche l’integrità delle cuciture è importante, messa a dura prova da carichi e raggi ultravioletti. Buona norma è applicare dello spray lubrificante sul nastro dell’inferitura su genoa e rande durante lo scivolamento sulle rotaie (ottimo è il Mclube). In questo modo è possibile mantenere pulite le rotaie e semplificare issaggio e bagnaggio. Un consiglio: tenete un registro fotografico delle vele fotografandole con cadenza regolare e registrando le ore di utilizzo ed eventuali problemi.

Sartiame

Il sartiame metallico se è spiroidale, ossia costituito da trefoli di acciaio, presenta delle scanalature nelle quali si possono depositare salmastro, sporcizia, e scorie metalliche che potrebbero a lungo andare causare corrosione ed eventuali rotture. Se il sartiame è invece in tondino, presenta al contrario una superficie liscia meno soggetta a questi fenomeni. Almeno una volta l’anno in entrambi i casi è bene effettuare una accurata pulizia di queste importanti manovre metalliche e provvedere a una loro lucidatura utile a rimuovere depositi e agenti ossidanti.

Teak

Il teak è molto resistente ma rimane un legno tenero, soggetto ad ammaccature per urti, caduta di oggetti o applicazione di carichi concentrati su piccole superfici. Soffre anche i graffi e le incisioni, così come le macchie di unto e olio provocate da resti di cibo, creme solari e gocce di carburante che lasciano inevitabilmente tracce indelebili sulla superficie del legno. Un altro punto debole del teak è che soffre i raggi solari e con l’esposizione prolungata all’azione diretta del sole sviluppa un fenomeno di ossidazione che ne trasforma il colore in un grigio chiaro-argento. Soprattutto quando lo scafo rimane all’ormeggio, sarebbe bene coprire il legno con tendalini e cagnari che proteggono il teak e rallentano questo processo di invecchiamento. Per pulire il teak basta spazzolarlo, dopo averlo bagnato con acqua dolce o di mare se pulita, con una spazzola a setole fitte ma non troppo rigide e un detersivo neutro. Occorre poi lavorare in maniera ortogonale alla fibra del legno senza rigare o consumare la superficie, compresi i comenti in gomma tra le fasce.

Parabordi

Sollecitazioni, raggi UV, abrasioni dovute al contatto con gli yacht vicini e sporco sono i principali nemici dei nostri parabordi. Una buona regola è quella di proteggerli con gli appositi copriparabordi. Queste “calze” oltre a proteggere il parabordo da macchie, ruggine, strisciate, eliminano anche fastidioso scricchiolio dei parabordi, soprattutto durante la notte. Per garantire una lunga vita ai parabordi basta sciacquarli con acqua dolce e spugna e periodicamente controllarne la pressione: si gonfiano facilmente con una pompa manuale o un compressore. Una pulizia costante con un prodotto adatto eviterà alle macchie di fissarsi, sporcando la vostra imbarcazione e quella dei vostri vicini. Non aspettate la fine dell’inverno per pulirli, ma manteneteli puliti durante tutto il corso della stagione di navigazione o prima del rimessaggio.

Motore

Quanto al motore è bene innanzitutto curarne la pulizia. All’interno di un motore pulito infatti qualunque perdita di liquido si evidenzia immediatamente. Poi va esaminato l’impianto del carburante: è importante mantenere i suoi  filtri puliti. Quindi cambiare i filtri stessi e l’olio in base al numero di ore di utilizzo del propulsore. Per tale motivo è importante compilare un diario di bordo che ci aiuti ad effettuare questo calcolo ma la revisione “visiva” la si può eseguire da soli e ciò permetterà di familiarizzare con le componenti del motore. Almeno una volta l’anno poi è opportuno far controllare il motore in maniera completa, dagli iniettori alla compressione dei cilindri e ogni altro componente, sostituendoli e rimettendoli a posto quando necessario.

Batterie

Ecco alcuni semplici e piccoli accorgimenti per prendersi cura periodicamente delle batterie di bordo. Effettuare una ispezione accurata degli accumulatori e del cablaggio procedendo ad una pulizia accurata e alla rimozione di eventuali residui di acido che causano nel tempo fenomeni di corrosione ai terminali e al cablaggio. Sostituire le parti eventualmente danneggiate o corrose. Se poi il modello è in acido è bene verificare il livello dell’elettrolita attraverso i tappi di ispezione ed effettuare il rabbocco con acqua distillata secondo le modalità suggerite dal costruttore. Nel caso in cui la batteria fosse molto scarica o l’elettrolita liquido fosse ad un livello molto basso è consigliabile rivolgersi al produttore, al cantiere o all’impiantista di fiducia per il necessario supporto tecnico alla manutenzione e ricarica. In tali condizioni infatti una procedura non corretta può danneggiare ulteriormente la batteria e comportare rischi alla sicurezza. Lo spazio che ospita le batterie deve essere asciutto e provvisto di ventilazione e i poli devono essere ben fissati e puliti. È molto frequente che sui poli stessi si formino delle tracce di solfato, quindi è essenziale pulirli per migliorarne il contatto ed evitare la corrosione. Mantenere i circuiti puliti e ben identificabili permetterà una migliore gestione dell’energia e un risparmio di carburante.

Sentina

Un po’ di acqua in sentina non è un dramma visto serve proprio a raccoglierla nella parte più profonda della barca. Più problematici sono invece i residui che inevitabilmente finiscono per raccogliersi in questo vano (olio, grasso, sabbia, carburante, acidi, etichette di carta di bottiglie messe al fresco, etc) che diventa così fonte di cattivi. La sentina va dunque asciugata e pulita. Stessa operazione va fatta con il vano in prossimità dell’albero passante, così come con i paglioli, che vanno alzati per pulire bene le zone sottostanti, in particolare quelli “di servizio” per esempio quelli per accedere ai trasduttori del log e dell’ecoscandaglio, o ancora quelli del bagno e della cucina che raccolgono più sporco.

Serbatoio carburante

All’interno del serbatoio, specialmente quando c’è poco gasolio e molta aria, l’umidità presente forma condensa e quindi acqua che oltre ad inquinare il prodotto crea un ambiente favorevole allo sviluppo di germi e quindi alla formazione di mucillaggini. Se possibile, è quindi opportuno tenere il serbatoio sempre pieno. Periodicamente è poi opportuno provvedere a una sistematica pulizia del serbatoio: spesso è sufficiente utilizzare una pompetta con cui aspirare sul fondo del serbatoio, rendendosi conto di quanto sporco vi sia e dell’eventuale presenza di acqua. In commercio inoltre vi sono diversi additivi specifici atti a limitare la formazione di mucillaggini, l’agglomerarsi delle impurità e dissolvere le particelle d’acqua nel gasolio. Questi additivi sono efficaci se utilizzati sistematicamente, mentre non devono essere utilizzati in serbatoi sporchi, poiché distaccherebbero le incrostazioni favorendone la circolazione. Nei negozi di nautica infine si possono trovare appositi imbuti muniti di un filtro e alcuni con effetto separatore dell’acqua.

Serbatoio acqua dolce

I serbatoi dell’acqua di bordo periodicamente vanno svuotati e se possibile puliti manualmente dopo avere aperto l’apposito tappo di ispezione. Dove il tappo di ispezione non fosse apribile, si dovrà utilizzare nelle prescritte proporzioni un prodotto disinfettante come l’Amuchina: bisogna riempire il serbatoio con la miscela di acqua e disinfettante in proporzione 1 a 10 e lasciarlo pieno per qualche giorno. Se non si usa la barca per un po’ di tempo dal punto di vista della corrosione sarebbe preferibile lasciare pieno il serbatoio, in modo che all’interno non ci sia ossigeno e la corrosione venga arginata. Altri diportisti invece li vuotano dopo averli accuratamente lavati con acqua e aceto per evitare formazione di alghe che poi intasano i filtri.

Wc

Il wc di bordo può creare problemi per un uso scorretto e maldestro ma soprattutto quando non se ne cura la manutenzione ordinaria. Se notiamo una certa resistenza nella pompa, occorre smontare la parte superiore della leva e ingrassare il pistone, dentro e fuori, in modo da prolungare la vita delle guarnizioni più soggette al consumo. A volte tuttavia bisogna sostituire tutte le guarnizioni, perché sono attaccate pericolosamente dalla salsedine e il calcare. Esistono in commercio vari kit con tutte le guarnizioni necessarie. Buona norma è in ogni caso tenere a bordo una cassetta con i ricambi corrispondenti al modello del wc presente a bordo, oltre a tutti gli attrezzi necessari per intervenire. Usare sempre guanti in lattice e silicone per eseguire tutti gli interventi.

I migliori 3 prodotti per la pulizia del gommone

 

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

2 Comments
  1. Io credevo che l’opera viva fosse quella immersa e l’opera morta quella sopra la linea di galleggiamento. O forse si tratta di un refuso?

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