È uno dei malesseri più spiacevoli a bordo con ripercussioni psicologiche e fisiche e s’innesca perché il nostro corpo, a causa dei movimenti della barca, riceve a livello sensoriale informazioni contrastanti. Più o meno ne soffrono tutti, ma ci sono sistemi per prevenirlo e naturalmente affrontarlo al meglio che è bene conoscere.

Il vento in faccia, le onde, lo scafo che corre verso l’orizzonte. La navigazione a vela regala emozioni intense, adrenalina, energia positiva. Ma a trasformare tutto questo in un incubo basta un piccolo disturbo che anche se difficilmente arriva a livelli pericolosi può rendere la vita in barca piuttosto sgradevole e quasi intollerabile. Si tratta del mal di mare. A parte pochi fortunati quasi tutti ne soffriamo, anche i marinai di lungo corso, ma c’è chi ha più e meno tolleranza al movimento della barca e in ogni caso con il tempo speso a bordo ci si adatta e questo malessere gradualmente si riduce fino a scomparire totalmente.

Vediamo perché si soffre il mal di mare, quali sono i sistemi per prevenirlo e soprattutto per superarlo una volta che si è innescato.

È tutto un problema di equilibrio

Vertigini, nausea, vomito, pallore, spossatezza, apatia, sono questi i sintomi del mal di mare. Insorgono per problemi all’orecchio interno dove risiede l’organo predisposto all’equilibrio. In pratica si verifica una specie di conflitto tra le nostre sensorialità quando cioè la vista dà un certo tipo di informazione, l’udito ne dà un’altra e i muscoli ne percepiscono un’altra ancora. In questa situazione il nostro centro dell’equilibrio non riesce ad armonizzare tutte le informazioni e quindi insorge il disturbo. In gergo medico il mal di mare viene chiamo “cinetosi”.

Se la navigazione sarà lunga e l’equipaggio poco numeroso bisogna cercare di bloccarlo sul nascere, magari anche di prevenirlo, ma soprattutto di superarlo. In genere passa in breve tempo, ma in certi casi può durare anche qualche giorno.

Il mal di mare inizia dallo stomaco

Per difendersi dal mal di mare occorre prevenirlo mettendo in atto una serie di comportamenti che evitano di innescarlo. Una delle prime manifestazioni del mal di mare arriva a livello gastrico. In questo senso occorre fare attenzione a cosa si mangia a bordo o subito prima di salire in barca. Se il mare è mosso, non è consigliabile affrontarlo a stomaco vuoto, così come consumare pasti troppo abbondanti. A colazione è bene evitare di bere latte, caffè o bevande acide come le spremute di arancia e mangiare dolci con creme, panna, etc. Meglio orientarsi su un tè al limone, del pan biscotto o dei biscotti secchi. Nel corso della giornata fate dei piccoli pasti a base di patate, formaggio, crackers, salatini, fette biscottate, grissini e acciughe. Per i più piccoli potete preparare un panino con ingredienti semplici, come il prosciutto, ma niente salse. Vanno sempre preferiti cibi secchi e salati. Per quanto riguarda le bevande andrebbero evitati gli alcolici e quelle gasate. Se avvertite la sete, meglio bere acqua minerale fresca e leggermente frizzante.

Nel momento in cui cominciate ad avvertire il mal di mare anche se mangiare è l’ultima cosa a cui si pensa, sarebbe utile ingerire qualcosa solido. secco e salato. Può essere d’aiuto anche mangiare una banana, così come tenere una fettina di limone in bocca.

Non soffrire il freddo: coprirsi, scaldarsi, muoversi

Anche il soffrire il freddo, unito ai movimenti dello scafo, può facilmente innescare il mal di mare. Bisogna coprirsi subito non appena si percepisce l’aria più fresca oppure all’alba o in vista del tramonto. Basta anche solo indossare un antivento nei mesi più caldi, mentre in inverno occorre coprirsi bene vestendosi a strati e proteggendo anche mani e soprattutto la testa. Anche tenersi in movimento, per esempio aiutando nelle manovre o stando al timone aiuta a combattere il malessere, almeno finché non si è innescato in maniera forte.

Mai scendere sottocoperta

In presenza di forte rollio e beccheggio dello scafo l’errore più comune che può sollecitare il mal di mare è scendere sottocoperta, per una serie di ragioni. In primo luogo all’interno della barca i movimenti della scafo risultano ampliati e, in più, manca l’aria. Il mal di mare scatena una forte sensibilità all’odorato e sottocoperta può essere deleterio sentire i cattivi odori, come per esempio quelli della toilette o del carburante. L’ideale è restare fuori, respirare l’aria del mare a pieni polmoni e stare tranquilli in un punto della barca dove si può vedere bene il mare e cercare di prevedere i movimenti della barca, assecondandoli piuttosto che fare resistenza. Se si è in vista della costa osservare l’orizzonte aiuta gli occhi, i centri dell’equilibrio e il cervello a mettersi d’accordo.

Ricorrere ai farmaci, ma con cautela

I farmaci aiutano soprattutto nella prevenzione del mal di mare e sono composti generalmente da sostanze che hanno un’azione antistaminica, calmante e anticolinergica. Solitamente è bene assumerli almeno mezz’ora prima di partire. I più utilizzati sono quelli a base di scopolamina, prometazina e dimenidrinato come la Xamamina o il Travelgum. In commercio ci sono anche cerotti da applicare dietro l’orecchio oppure i braccialetti antinausea. In casi estremi, si può assumere un antiemetico in compresse o anche in fiala per evitare che una persona rischi la disidratazione o addirittura il collasso se dovesse avere una crisi di mal di mare più forte e più lunga del normale.

Chi vuole ricorrere a rimedi più naturali e omeopatici può assumere qualche pasticca di zenzero oppure compresse a base di fiori di Bach, ottimo alleato contro le vertigini. In alternativa vanno bene anche i granuli di Petroleum, Tabacum e Cocculus che si sciolgono sotto la lingua e vanno assunti lontano dai pasti.

Il mal di mare e i bambini

Se sono i bambini a soffrire di mal di mare a bordo anche per loro esistono dei farmaci appositi e diverse soluzioni naturali. Un rimedio molto diffuso, soprattutto perché privo di effetti collaterali, è il braccialetto anti-vomito. Basato sui principi dell’agopuntura, il braccialetto effettua una lieve pressione su un punto preciso del polso inibendo così la sensazione di nausea. Bisogna inoltre far respirare aria fresca ai più piccoli e distrarli il più possibile con giochi o favole. Se il disturbo è persistente e molto accentuato, si può ricorrere ma solo su prescrizione del pediatra a farmaci a base di idroxizina e dimenidrinato da somministrare in diverse dosi in base all’età.

 

Il mal di mare ci mette in imbarazzo

C’è un ultimo elemento da non sottovalutare riguardo al mal di mare. Ed è la sensazione di disagio psicologico nei confronti degli altri. Spesso ci si sente in forte imbarazzo, come dire inadeguati alla vita a bordo, con poca attitudine alla navigazione e deboli come persone. Alcuni addirittura cercano di nascondere il problema, magari si nascondono in luoghi angusti e isolati peggiorando il problema.  È un istinto naturale, ma va assolutamente combattuto. Meglio avvisare subito gli altri membri dell’equipaggio e soprattutto lo skipper che se esperto può consigliarvi al meglio e riorganizzare eventualmente i turni di guardia e la navigazione.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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