Chi naviga a bordo di una barca può andare incontro a traumi, ferite ed emergenze mediche anche gravi. La gestione di queste situazioni oltre alla salvaguardia del soggetto interessato implica una serie di responsabilità da parte dello skipper che deve prepararsi a dovere imbarcando le dotazioni obbligatorie per legge, ma anche seguendo corsi di primo soccorso, istruendo gli altri membri dell’equipaggio sulle corrette procedure e soprattutto essere in grado di far fronte all’emergenza, anche seguendo le istruzioni del personale medico a terra.

Durante la navigazione, nella concitazione delle manovre, o anche semplicemente muovendosi a bordo di una barca ormeggiata, può capitare che un membro dell’equipaggio possa incorrere in un infortunio oppure accusare un malessere. Le barche per loro natura sono oggetti molto instabili, complessi e pieni d’insidie: attrezzature, materiali metallici, winch, cavi d’acciaio, ma anche scalini, spigoli, portelli, oblò, cielini bassi, fondi sdrucciolevoli. Uno degli infortuni classici sulle barche a vela è il colpo di boma in testa durante la strambata della barca, un trauma che può essere anche grave, così come le ferite ai piedi quando si cammina scalzi sulla coperta e s’inciampa nelle rotaie del genoa. Anche slogature, ustioni e insolazioni sono sempre in agguato durante la vita a bordo, senza dimenticare principi di congelamento, annegamento, mal di mare, oppure disturbi intestinali o punture di animali strani quando si fanno crociere in località esotiche. Quasi sempre questi possibili infortuni accadono in un ambiente sempre in movimento, spesso angusto e lontano dalla terra ferma.

Saper gestire le situazioni di emergenza legate a infortuni nel corso di una navigazione è fondamentale per ogni skipper o comandante di un’imbarcazione. L’attuale normativa italiana non prevede l’obbligo di frequentare un corso di primo soccorso, anche di base, ma sarebbe altamente consigliabile per chi passa molto tempo a bordo, comprese lunghe crociere e trasferimenti. In Italia ci sono molte scuole di vela e circoli nautici che prevedono percorsi specifici di formazione in primo soccorso. Sarebbe consigliato anche tenere a bordo un buon manuale facilmente consultabile al momento, come per esempio il “Manuale di primo soccorso in mare” di Francesco D’Adda (Hoepli editore) oppure il libro “Pronto soccorso in navigazione” di Edoardo Carletti (Ibs editore).

Primo soccorso

 

Pronto soccorso, un dovere dello skipper

La conoscenza e la preparazione specifica dello skipper sono essenziali e la sua risposta all’emergenza, se corretta e tempestiva, può rappresentare la differenza tra la vita e la morte, o tra un infortunio temporaneo e un’inabilità permanente. Non dimentichiamo che in ogni condizione di navigazione e ovunque si trovi l’imbarcazione, sarà sempre il comandante responsabile della prima gestione dell’emergenza medica. Toccherà a lui verificare e valutare quello che sta accadendo, effettuare i primissimi interventi e soprattutto adottare le procedure idonee per la concreta attuazione di un “pronto soccorso” più efficace possibile. E tale pianificazione dovrebbe riguardare anche la malaugurata evenienza che l’emergenza riguardi lo skipper stesso, per esempio nel caso che lo stesso dopo una caduta o un trauma accidentale, versi in uno stato d’incoscienza.

La sicurezza dell’imbarcazione e del suo equipaggio potrà essere preservata solo se anche questa eventualità sia stata prevista e un altro membro dell’equipaggio sia stato preventivamente addestrato dallo skipper stesso sulle procedure da adottare in caso di emergenza (chiamate radio e numeri telefonici utili, controllo dell’imbarcazione, etc.). In barca un bravo comandante è colui che sa delegare le mansioni e questo ne è un ottimo esempio: non esiste nessuno skipper al mondo in grado di eseguire una rianimazione, una chiamata radio di emergenza, gestire la paura e lo shock e nel frattempo condurre la barca e procedere con la navigare.

Cassetta pronto soccorso

 

Cassetta di pronto soccorso è obbligatoria oltre le 12 miglia

In barca anche un piccolo infortunio che a terra potrebbe essere affrontato e risolto in pochi minuti, richiede più tempo e concentrazione, ma soprattutto le attrezzature e i farmaci giusti. In Italia il decreto ministeriale 1/10/2015 in vigore dal 18/01/2016 sancisce che per le imbarcazioni e navi da diporto (unità con lunghezza fuori tutto maggiore di 7,50 metri se a motore e 10 metri se a vela) che navigano a più di 12 miglia dalla costa è obbligatorio tenere a bordo una cassetta di primo soccorso costituita da un contenitore a chiusura stagna, facilmente asportabile e galleggiante, contenete la quantità minima indispensabile di materiale sanitario.

La legge prevede due tipologie di kit di Pronto Soccorso il cui contenuto è specificato in due differenti allegati, Tabella D e Tabella A.
Per quanto riguarda il diporto, su unità da diporto che navigano oltre le 12 miglia dalla costa è in generale sufficiente avere a bordo il kit di primo soccorso Tab. D. Nel caso in cui sull’imbarcazione sia presente personale marittimo imbarcato è invece obbligatorio il kit di pronto soccorso Tab. A

Per approfondire: Cassette Pronto Soccorso Nautica, la Normativa

Per quanto detto precedentemente, è comunque buona norma e dovere morale del comandante o del proprietario tenere a bordo un kit pronto soccorso anche sui natanti, ovvero nei casi non previsti dalla legge. Si tratta di prodotti davvero economici ed estremamente utili per far fronte tempestivamente ad ogni piccolo potenziale infortunio, non così raro anche sulle imbarcazioni che navigano sottocosta.

Traumi a bordo

 

Gestire le emergenze mediche: la procedura corretta

In ogni situazione di emergenza medica, anche quella apparentemente molto grave, la prima regola è mantenere la calma e sangue freddo, al fine di tranquillizzare gli altri membri dell’equipaggio. Di fronte a un infortunio o un malore che richiede assistenza medica a bordo bisogna saper agire correttamente e tempestivamente. Sotto il profilo delle responsabilità occorre valutare con tempestività lo scenario generale, quindi la gravità dell’emergenza, le distanze da terra e dagli scali di destinazione possibile, quindi:

1. mettere in sicurezza dell’imbarcazione e degli altri componenti dell’equipaggio.

2. verificare la propria capacità di intervento (skipper o altri membri dell’equipaggio)

3. in caso di infortunio grave che richieda assistenza medica predisporre la chiamata agli organi competenti

Questa procedura assicurerà di poter stabilire, nel minore tempo possibile, se è necessario un intervento professionale, quindi di richiederlo e di fornire agli organi preposti le prime indicazioni fondamentali (posizione dell’imbarcazione, condizioni generali del paziente, dinamica dei fatti, stato di coscienza/incoscienza dello stesso, osservazione delle cause e dei sintomi di shock) in modo che il soccorso possa essere organizzato nella maniera più efficiente.

Occorre infine predisporre tutte quelle azioni volte alla rianimazione, alla conservazione della vita, alla prevenzione degli aggravamenti, al posizionamento del paziente e al suo trasporto verso assistenza medica professionale.

Cirm

 

Assistenza medica esterna: il Cirm

Per quanto riguarda la richiesta di aiuto medico esterno, oltre alla Capitaneria di Porto, occorre ricordare la possibilità di contattare il Centro Internazionale Radio Medico, meglio noto come Cirm. Fondato dal Prof. Guido Guida nel 1935, il C.I.R.M. è una Fondazione Onlus che presta assistenza radio-medica a tutti i naviganti, di qualunque nazionalità, imbarcati sia su navi mercantili che da diporto, su tutti i mari del mondo. Il servizio si svolge 24 ore al giorno, per 365 giorni all’anno ed è totalmente gratuito. Per avere un consiglio da uno dei medici di guardia basta contattare il C.I.R.M. sia per telefono (su rete fissa o cellulare) sia via telex, fax ed e-mail. Le lingue ufficiali sono l’italiano e l’inglese.

Inoltre occorre ricordare che i farmaci possono essere dannosi, pertanto bisogna sempre chiedere se il soggetto ha problemi di allergia a farmaci o intolleranze, soprattutto in caso di imbarco di persone sconosciute e delle quali non potete avere una storia medica da parenti o amici. In ogni caso comunicare sempre con le Capitanerie lo stato di salute dell’ammalato, per coordinare i soccorsi via radio o telefono.

 

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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