Lavori di bordo: come rimuovere i cirripedi dallo scafo

Per eliminare le incrostazioni di cirripedi da scafo, appendici ed elica bisogna seguire poche regole e avere qualche attrezzo giusto. È un lavoro che preso in tempo si può svolgere tranquillamente con il fai-da-te.

Incubo cirripedi. Quando teniamo la nostra barca a lungo in acqua salata spesso ci ritroviamo con la carena, le appendici dello scafo e l’elica del motore ricoperti da piccole escrescenze dure come il cemento. Si tratta in realtà di piccoli crostacei che secernono una sostanza collosa e che continuano a crescere e moltiplicarsi. Bisogna rimuoverli il prima possibile perché oltre a danneggiare l’estetica dello scafo, creano attrito durante la navigazione, aumentano il consumo di carburante, possono ostruire le prese a mare e intaccare in modo permanente il gelcoat.

Agire subito è importante perché meno sono i cirripedi da eliminare, minore è la probabilità di danneggiare lo scafo durante la loro rimozione. In altre parole, se aspettate che l’infestazione di cirripedi abbia incrostato gran parte o tutto lo scafo, poi dovrete affrontare ore di duro lavoro di rimozione, dopodiché carteggiare e riverniciare completamente lo scafo. Vediamo come procedere alla loro rimozione.

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Lievi incrostazioni di cirripedi: come eliminarle

Esaminiamo prima di tutto uno scenario in cui il vostro scafo presenta solo lievi incrostazioni di cirripedi o comunque chiazze di cirripedi molto piccole e sparse. In questo caso si procede alla raschiatura. Quali strumenti usare? Considerate che le idropulitrici non sono molto efficaci sui cirripedi non ancora sviluppati. E con l’uso di questi dispositivi si rischia di danneggiare la vernice o il gelcoat dello scafo. Per rimuovere al meglio i cirripedi è meglio utilizzare dei raschietti di plastica o delle spatole di legno che causano meno danni allo scafo rispetto ai raschietti di metallo.

Per prima cosa usate il raschietto sotto il bordo del cirripede per staccarlo. Mantenete il raschietto il più possibile piatto sulla superficie dello scafo per evitare di incidere la vetroresina. Una volta rimossi, i cirripedi lasciano dietro di sé una base circolare di calcio, nota come “buccia”.

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Spazzole di nylon e prodotti chimici

Per rimuovere le bucce che non si staccano, utilizzate un prodotto per la rimozione del calcio o un acido leggero, come per esempio l’acido ossalico o fosforico, che si trova nei detergenti per scafi. Applicate il prodotto chimico sulle bucce, lasciatelo penetrare e quindi risciacquate il tutto con acqua dolce. Potrebbero essere necessarie un paio di applicazioni e un leggero strofinamento con una spazzola di nylon per rimuovere completamente le bucce dei cirripedi. Se lo scafo è stato danneggiato durante la rimozione dei cirripedi basta applicare un composto adeguato e lucidare il gelcoat per ripristinare la finitura.

Quando tutti i cirripedi e le bucce sono stati rimossi, pulite lo scafo con un detergente per imbarcazioni in vetroresina, aspettate che si asciughi e poi applicate almeno due mani di cera per imbarcazioni che rallenta il riattaccarsi della crescita marina e rende molto più facile la rimozione di nuovi cirripedi.

Quando i cirripedi infestano la carena

Il secondo scenario è più grave e prevede scafi con forti accumuli di cirripedi. Se la barca è rimasta in acqua per molto tempo, la crescita dei cirripedi sarà considerevole e ricoprirà ampie aree o addirittura l’intero scafo. In questo caso è necessario intervenire con tutti i mezzi possibili e probabilmente servirà anche riverniciare lo scafo una volta terminato il lavoro.

Per cominciare si procede al lavaggio a pressione dei cirripedi. Utilizzate un’idropulitrice per rimuovere il maggior numero possibile di cirripedi. È necessaria un’idropulitrice da almeno 3000 PSI e un beccuccio piccolo per ottenere la massima potenza. Fate particolare attenzione a non incidere o tagliare la vetroresina con questi tipi di beccucci e spruzzate l’idropulitrice parallelamente alla superficie dello scafo. Dopodiché raschiate via i cirripedi rimasti e la maggior parte delle bucce che potete. Iniziate con un raschietto di plastica per ridurre al minimo i danni alla vetroresina. Ma se l’accumulo di cirripedi è notevole, potreste dover ricorrere a un raschietto di metallo più robusto e rigido.

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Trattamento con acido, ma con cautela

A questo punto applicate un prodotto per la rimozione del calcio o un detergente per scafi leggermente acido per dissolvere le parti rimanenti delle bucce. Utilizzate anche una spazzola di nylon per lavorare le sostanze chimiche nelle bucce e preparatevi a ripetere questa operazione più volte per rimuovere le ultime tracce. In circostanze estreme, il detergente per scafi o il decalcificante potrebbero non essere sufficienti per rimuovere i letti spessi di colla. In questo caso potrebbe essere necessario utilizzare l’acido muriatico. Si tratta di un acido molto più caustico e occorre prestare la massima attenzione per proteggere la barca da danni permanenti. Si raccomanda che l’acido muriatico venga utilizzato solo da professionisti.

Una volta rimossi tutti i cirripedi e le bucce, lavate lo scafo e valutate il danno. Se lo scafo è relativamente privo di scalfitture o graffi profondi, è possibile che si riesca a ricomporre, lucidare e incerare fino a riportarlo allo splendore di un tempo. Tuttavia, se i danni causati dalla raschiatura e dal lavaggio sono più profondi, sarà necessario riempire lo scafo di resina e carteggiarlo e riverniciarlo.

Applicate almeno due mani di vernice antivegetativa sullo scafo appena pulito. Più mani si applicano, più a lungo durerà la vernice e i suoi effetti di respingimento della crescita marina di cirripedi. Una vernice antivegetativa di qualità durerà più a lungo e sarà più efficace, quindi spendere un po’ di più per una vernice migliore potrebbe farvi risparmiare molto lavoro in futuro.

 

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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