Fare carena ed essere ecosostenibili non è impossibile

Ad ogni stagione l’armatore di una barca è costretto a fare carena per evitare che lo scafo si riempia di alghe e cirripedi. Per ridurre l’impatto ambientale di questo tipo di manutenzione ci sono vernici meno tossiche e piccole precauzioni da prendere durante i lavori.

La maggior parte delle vernici antivegetative che utilizziamo per la carena delle nostre barche sono purtroppo dannose per la vita marina. Per fortuna le vernici più recenti sono formulate per avere un effetto meno tossico e più duraturo. Materiali come per esempio il silicio, il teflon e altre vernici “non fouling” si basano su una superficie liscia ideale per inibire la crescita di alghe e cirripedi, piuttosto che su ingredienti tossici per impedirne la crescita.

Al di là del grado di tossicità di questi elementi, per coloro che devono fare carena alla propria barca esistono comunque delle accortezze per limitare l’impatto ambientale di questo tipo di manutenzione.

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Fare carena

Antivegetative, con e senza biocidi

I principali tipi di vernice antivegetativa attualmente a disposizione degli armatori di barche a vela o a motore sono quattro:

Ablative

Le vernici cosiddette “ablative” sono parzialmente solubili: in pratica il loro ingrediente attivo viene costantemente e gradualmente rilasciato, esponendo in maniera progressiva la vernice fresca.

Antivegetative a matrice dura

Le vernici a matrice dura creano una pellicola porosa sulla superficie dello scafo. I biocidi sono trattenuti nei pori e rilasciati lentamente. Questo tipi di vernici hanno proprietà antivegetative estese con un limitata rilascio di metalli tossici nell’ambiente marino.

Rivestimenti in teflon/silicio

I moderni rivestimenti per lo scafo in Teflon e silicio producono superfici dure e lisce alle quali la crescita del fouling non può attaccarsi. Questi rivestimenti non tossici non sono efficaci come le vernici a base di biocidi. Sono richieste tuttavia condizioni speciali per l’applicazione e in alcuni casi sono state segnalate lamentele per le condizioni scivolose durante il trasporto delle barche, così come per le prestazioni di troppo breve durata.

Sistema SealCoat

Il sistema Sealcoat utilizza una speciale resina epossidica senza biocidi come agente legante che sigilla la superficie e lo strato di finitura consiste in microfibre sintetiche che sporgono leggermente dagli strati epossidici. SealCoat funziona meccanicamente grazie al movimento delle fibre nell’acqua, anche quando la barca rimane inattiva. Il sistema può fornire almeno 5 anni di protezione continua ed efficace contro il fouling e può essere applicato a tutti i tipi di superfici, come acciaio, alluminio, plastica, legno, vetroresina, etc. SealCoat è adatto a tutti i tipi di barche, da regata e da crociera, e specialmente a quelle che mantengono il loro pieno dislocamento durante la navigazione. Sebbene SealCoat sia un’antivegetativa ecologica, è costosa e deve essere applicata da uno specialista esperto. Inoltre, si danneggia facilmente e non può essere riverniciata.

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La pulizia dello scafo verniciato

Gli scafi verniciati con antivegetative ablative non dovrebbero essere puliti in acqua, poiché l’azione di sfregamento rilascerà la vernice e il suo biocida associato. Se si usa un’idropulitrice per pulire lo scafo, la pressione deve essere regolata al livello minimo necessario per rimuovere la vegetazione. L’opzione migliore è quella di alare la barca in un porto turistico che ha un sistema a “circuito chiuso” in cui il deflusso viene raccolto in una vasca di decantazione e filtrato prima di essere riutilizzato. Gli scafi trattati con vernici dure possono essere invece puliti con acqua, ma bisogna fare attenzione a usare il materiale meno abrasivo possibile.

Abbiamo davvero bisogno di una vernice antivegetativa?

Le vernici antivegetative sono costose, tossiche e dannose per l’ambiente. Tutti le usiamo, ma forse in alcuni casi potremmo farne a meno. Come? Provate per esempio a usare una vernice normale e uno strato di cera per la carena. Se avete una barca piccola, potete evitare di usare la vernice antivegetativa conservando la barca sulla terraferma. Se invece tenete la barca in acqua per periodi prolungati, può essere sufficiente strofinare il fondo con una spazzola a manico lungo una volta al mese. Ci sono anche delle piccole precauzioni da mettere in campo per ridurre il proprio impatto ambientale se invece si decide di usare una classica vernice antivegetativa.

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Usate una vernice dura per la carena

Optare per un’antivegetativa a matrice dura consente di ridurre la quantità di vernice tossica che si stacca dal fondo della barca e inquina l’acqua marina. In tal caso tuttavia occorre astenersi dalla pulizia dello scafo per un minimo di 60 giorni dopo l’applicazione della vernice antivegetativa dura.

Usate un telo o una coperta

Quando si raschia o si carteggia il fondo dello scafo, usate un telo per raccogliere le vecchie scaglie che sono ancora pericolose e inquinanti. Tutte le operazioni di levigatura e raschiatura della barca dovrebbero essere fatte lontano dall’acqua, se possibile. Se è una giornata di vento, usate una parte del telo per formare un frangivento: questo impedisce alle scaglie di essere soffiate via dal telo. Raccogliete quindi tutti i residui di vernice e smaltiteli correttamente in un impianto di smaltimento appropriato. Un aspirapolvere potrebbe essere utile per pulire e contenere le piccole particelle.

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Un detergente “eco” per pennelli e rulli

Solventi non tossici a base di olio di agrumi sono ora disponibili in commercio sotto diversi nomi di marca. I pennelli e i rulli usati per fare carena possono essere conservati per una notte o anche fino a una settimana, senza alcuna pulizia. Avvolgete il pennello o il rullo in un sacchetto di plastica, spremete i vuoti d’aria e conservate il tutto al riparo dalla luce. La vernice non si asciugherà perché l’aria non può raggiungerla. Srotolate quindi il pennello o il rullo il giorno dopo e continuate il lavoro.

Mescolate vernici e altri liquidi a terra

Mescolate a terra le vernici per fare carena e tenete sempre aperti solo i barattoli di vernice e altri liquidi che vi servono sul molo o sulla barca. Mescolate bene le vernici prima di travasarle in contenitori più piccoli, per assicurare la loro giusta consistenza. Tenete il barattolo di vernice aperto dentro un secchio di plastica più grande: questo vi dà più protezione contro le fuoriuscite accidentali. Potete anche mettere il coperchio del barattolo di vernice sul coperchio del secchio più grande e sarà meno probabile che venga calpestato o preso a calci.

Conservate i barattoli di vernice a testa in giù

Gli avanzi di vernice possono essere salvati per mesi se conservati correttamente. Assicuratevi che i coperchi siano ben sigillati, poi conservate i barattoli a testa in giù: questo impedisce all’aria di entrare nel barattolo e di far addensare e asciugare la vernice.

Smaltire la vecchia vernice, i solventi e i diluenti

Smaltite tutti questi questi materiali pericolosi in una struttura appropriata per i rifiuti domestici. Non smaltite la vernice o i contenitori di prodotti chimici nei normali cassonetti dell’immondizia. Infine prima di buttare via qualsiasi prodotto chimico o vernice avanzata, chiedete in giro se qualcun altro può usarla.

 

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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