Navigare sempre in massima sicurezza sfruttando la tecnologia a disposizione è l’obiettivo della maggior parte dei diportisti che spesso navigano con la famiglia. Vediamo allora quanto costa acquistare un kit completo di sicurezza personale da utilizzare a bordo.

Negli ultimi anni la cultura relativa ai dispositivi di sicurezza personale di bordo si è diffusa enormemente tra i diportisti. Oggi in molti sanno che cosa sia un Plb, un Epirb, un Ais Mob. Bisogna però essere anche consapevoli della reale utilità di questi prodotti e soprattutto imparare a utilizzarli nel momento del bisogno. Questa nuova cultura della sicurezza è frutto sicuramente dell’informazione sempre più accessibile ma anche dell’innovazione tecnologica che hanno contribuito in maniera fondamentale ad elevare gli standard di sicurezza a bordo e ci aiutano ormai a risolvere molte situazioni critiche. C’è ovviamente ancora chi naviga in maniera essenziale, riducendo al minimo gli strumenti tecnologici, seguendo una filosofia di sostenibilità. In realtà però la maggior parte dei diportisti approfitta della tecnologia e la sfrutta per ridurre al minimo i rischi dell’andare per mare.

Certo è che queste apparecchiature dedicate alla sicurezza personale dei naviganti sono piuttosto costose e quindi al momento dell’acquisto bisogna procedere con attenzione, informandosi il più possibile ed essere consapevoli delle proprie reali esigenze. Vediamo allora quanto costa acquistare un kit completo di sicurezza personale per un diportista, i singoli dispositivi che lo compongono e come funzionano. In altre parole quanto bisogna investire in sicurezza quando si naviga?

Plb

Plb è l’acronimo di Personal Locator Breacon e si tratta di un localizzatore satellitare a uso personale. Si può utilizzare sia in mare che sulla terraferma e in caso di necessità invia un segnale di Sos sulla frequenza 406 Mhz. In genere i Plb sono dispositivi piccoli, leggeri, impermeabili e galleggianti che vanno portati sempre con sé. Si attivano a mano estraendo l’antenna e premendo il pulsante di accensione. Spesso hanno anche una luce stroboscopica che emana flash intermittente e il Gps per una localizzazione precisa. La trasmissione della richiesta di soccorso dura 24 ore e può essere captata dal satellite del sistema di soccorso internazionale Cospas-Sarsat. Molti sono i modelli sul mercato e il loro prezzo parte da 200 euro.

Epirb

In caso di emergenza l’Epirb che sta per Emergency Position Indicator Radio Beacon è l’unico strumento di sicurezza in grado di segnalare con precisione la posizione della barca in difficoltà e allertare i soccorsi esterni. Non a caso è obbligatorio a bordo per le navigazioni oltre le 50 miglia. Questi dispositivi trasmettono sulla stessa frequenza del Plb (406 Mhz) e hanno un Gps integrato per una localizzazione più facile e sono in grado di attivarsi anche in automatico nei casi più gravi di emergenza, come per esempio l’affondamento e il messaggio di Sos che viene lanciato è associato alla barca e non alla persona. Le maggiori dimensioni di un Epirb fanno sì che la batteria duri di più, la trasmissione del segnale deve infatti durare almeno 48 ore. I prezzi di un dispositivo variano dai 350 ai 900 per i modelli più avanzati.

Ais Mob

L’Ais Mob è un dispositivo compatto, portatile e impermeabile da tenere sempre con sé. Qualora si cade in mare, una volta attivato manualmente o in automatico, trasmette per almeno 24 ore un segnale radio di allarme Ais (acronimo che sta per Automatic identification System) il quale può essere visualizzato da tutte le navi che si trovano in un raggio di 4-7 miglia dotate di un ricevitore compatibile con la stessa tecnologia. Va da sé che se avete l’Ais a bordo integrato nella vostra rete di strumenti potrete ricevere l’allarme e la posizione dell’uomo a mare direttamente sul vostro chartplotter. I modelli migliori integrano anche il Gps. Ci sono anche i sistemi Mob Ais che lavorano con più sensori tra i quali una centralina in barca e i ricetrasmettitori al polso oppure in tasca dei membri dell’equipaggio. Ma quanto costa un Ais Mob? Il prezzo per un buon prodotto in questo caso non supera i 300 euro.

Giubbotto salvagente autogonfiabile

I moderni giubbotti di salvataggio autogonfiabili sono dispositivi ad alta tecnologia che possono essere indossati in navigazione, ma allo stesso tempo sono capaci di trasformarsi in un prezioso strumento salvavita quando entrano in contatto con l’acqua. Anche nel caso limite in cui si cada in mare privi di sensi, un salvagente di questo tipo è in grado di attivarsi in pochi secondi senza alcun intervento umano. Ciò che fa gonfiare un salvagente autogonfiabile è l’anidride carbonica (CO2) compressa all’interno di una bomboletta che nel momento dell’attivazione viene perforata lasciando che il gas confluisca all’interno della camera di gonfiaggio, dando forma al salvagente. Questa operazione può essere innescata dalla persona che lo indossa (attivazione manuale) tirando solitamente una piccola cima, oppure quando il salvagente viene immerso in acqua (attivazione automatica mediante pasticche idrosolubili). Spesso integrano inoltre numerosi accessori come cappuccio paraspruzzi, luce di emergenza, etc.) che aumentano il livello di sicurezza complessivo. Un buon modello di giubbotto salvagente parte da circa 200 euro.

Razzi di segnalazione elettronici

Da qualche anno i razzi elettronici stanno rimpiazzando i razzi tradizionali che hanno tempi di combustione molto brevi, sono condizionati da vento e intemperie, possono provocare incendi e hanno una data di scadenza. I razzi di segnalazione elettronici al contrario utilizzano la tecnologia Led o Laser e batterie al litio ricaricabili che assicurano molte ore di funzionamento. Inoltre sono solidi, impermeabili e galleggianti. In condizioni ottimali, di notte hanno una visibilità da 3 a 5 miglia da ogni direzione. Insomma la longevità, l’intensità della luce e la facilità d’uso di queste unità migliora chiaramente l’esito di un’operazione di ricerca e salvataggio. A loro favore ci sono inoltre le dimensioni compatte e la mancanza di problemi di sicurezza durante la navigazione. Il loro costo si aggira intorno ai 100 euro l’uno.

Blocco motore

Non è un dispositivo personale in senso stretto, ma aumenta la sicurezza di bordo anche il Blocco motore, che gli anglosassoni chiamano Engine Kill Switch. È un’evoluzione digitale del vecchio cordoncino da polso collegato al motore che si utilizzava fino a qualche tempo fa sui tender di servizio o sulle piccole barche. Si tratta di una centralina compatta che va installata a bordo e funge da interruttore wireless che spegne il motore entro un massimo di 2 secondi dal momento in cui la persona cade fuoribordo. La centralina stessa dialoga con i dispositivi personali che possono essere dei braccialetti oppure delle compatte luci galleggianti indossate da ogni membro dell’equipaggio i quali quando qualcuno cade in mare inviano un allarme Mob a bordo. Utilizzando App dedicate l’allarme viene quindi replicato sugli smartphone dell’equipaggio indicando la direzione da cui proviene l’allarme. Sul mercato nautico si trovano tanti modelli a partire dai 200 euro.

Quanto vale la vita umana?

Per ognuno di questi dispositivi il consiglio è di rivolgersi a modelli di marchi conosciuti e ampiamente testati sul campo. In definitiva per la sicurezza della navigazione a bordo non può mancare un buon Epirb, il cui segnale di Sos è associato alla barca e un blocco motore attivabile in caso di caduta fuoribordo, mentre ciascun membro dell’equipaggio dovrà dotarsi di un kit di sicurezza personale composto da un giubbotto salvagente autogonfiabile, un Plb, un Ais Mob e almeno un fuoco a mano dotato di led.

Ecco allora un veloce preventivo per tutti questi accessori: servono circa 200 euro per un buon giubbotto salvagente autogonfiabile, altri 250 euro per un Plb, 550 euro per un Epirb, 300 euro per un Ais Mob, 100 euro per un razzo di segnalazione elettronico, a cui si possono aggiungere altri 200 euro per un blocco motore. Totale: 1.600 euro. Sembra tanto e probabilmente lo è, anche se rapportato a un cabinato del valore anche solo di 60-80.000 euro può essere giustificabile. La domanda però è un’altra: quanto vale una vita umana? Quando si cade fuoribordo, con l’acqua fredda, smarriti e spaventati, il valore delle cose cambia completamente.

Salvagente e cintura di sicurezza: quale esempio dai professionisti?

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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