Imparare a fare regate: ecco perché cominciare

Come possiamo migliorare la nostra tecnica di navigazione a vela quando abbiamo già un po’ di esperienza? Semplice, iniziando a fare regate. Un’esperienza che ci porta fuori dalla nostra comfort zone e aumenta le nostre abilità marinaresche.

Condurre al massimo delle prestazioni un mezzo complesso come un’imbarcazione a vela richiede esperienza, abilità tecniche, capacità di ottimizzare le prestazioni della barca e un equipaggio ben affiatato. La strategia di una regata infatti non può che essere affidata a un velista esperto, così come la randa o il genoa devono essere gestite da chi possiede una sensibilità sopraffina nella regolazione delle vele o ancora a presiedere la zona di prua ci deve essere qualcuno agile e resistente alla fatica. Senza dimenticare i vari regolamenti di classe da studiare e che per alcuni monotipo impongono rigorosi limiti di peso, numero ed esperienza professionale dei membri. Competenze, esperienza e preparazione atletica, sono elementi decisivi fare regate.

Ecco che allora cominciare a praticare questo tipo di navigazione può aumentare in maniera esponenziale la propria tecnica velica, la capacità di stare in mare e conoscere a fondo la propria barca, anche quando magari si naviga già da anni nelle crociere familiari o nelle uscite con gli amici. Il divertimento in regata è assicurato e anche il margine di miglioramento è praticamente certo. I campionati invernali o le regate di circolo sono un ottimo modo di iniziare a regatare. Ci sono tuttavia ragioni più specifiche per iniziare a fare regate. Vediamole insieme.

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Fare regate

Migliorare le proprie capacità di navigazione

Nella vela, rispetto ad altri sport, non è facile rendersi conto delle proprie reali capacità. Andando in barca per lo più da soli è difficile imparare dai più esperti. In regata allora ci si mette veramente in gioco e si testano le proprie reali abilità: conduzione della barca, lettura dei dati meteo, utilizzo delle attrezzature, esperienza nelle manovre. Prima di cominciare a fare regate si può valutare di coinvolgere un amico più esperto oppure entrando come membro di un ’equipaggio di un’altra barca o meglio ancora affidarsi nelle mani di un professionista regatante. Seguire per esempio un corso sulle tecniche di regata può essere certamente utile, così come ingaggiare un vero e proprio “coach” che mette a disposizione la sua esperienza per aiutare a rompere il ghiaccio. Dopo un po’ di tempo che parteciperete alle competizioni non crederete ai vostri progressi.

Fare regate

Sfruttare meglio il potenziale della barca

Volendo superare i vostri amici, sarete così motivati che proverete tutte le configurazioni tecniche possibili. A forza di questo avrete una barca ben bilanciata e perfettamente sintonizzata per tutte le circostanze.

Imparare a coordinare l’equipaggio

In crociera, se nessuno è interessato alle manovre, potete cavarvela da soli, o quasi. Ma in una regata, con un equipaggio, non si può lasciare al caso e all’improvvisazione. Fascino per la competizione, agone sportivo, passione per la tecnica velica, grande affiatamento e spirito di squadra sono i caposaldi di un buon equipaggio impegnato nelle regate. A bordo ciascuno fa il suo. L’attribuzione dei ruoli ai vari membri di un equipaggio velico serve a razionalizzare le manovre di bordo e a mettere a punto quelle procedure che permettono di agire in modo ottimale e nel minore tempo possibile durante la regata. Ogni membro non solo deve essere competente per il ruolo assegnato ma anche assumersene la responsabilità. Questo è anche il senso della gerarchia di bordo che deve essere vissuta non come manifestazione di autorità, ma come coscienza della propria funzione rispetto agli obiettivi.

Il numero delle persone imbarcate e l’assegnazione dei rispettivi ruoli a bordo è proporzionale alle dimensioni della barca. Un equipaggio standard per un’imbarcazione di 6-7 metri conta non più di quattro-cinque membri. Numero che sale a sette-otto su barche di 9-10 metri. Su monotipi ancora più lunghi, diciamo tra gli 11 e i 13 metri, gli spazi in coperta, la disposizione delle attrezzature e il peso stesso dello scafo richiedono un team di almeno nove-dieci persone.

Migliorare l’attrezzatura della barca

Non si finisce mai di preparare la propria barca a vela per una regata, anche nel caso delle barche da crociera: ci sono sempre delle possibili migliorie da affrontare, in base al proprio budget, alla propria passione e al tempo a disposizione. Ciò non toglie che non basta avere la migliore delle barche per vincere una regata: conta molto anche preparare l’imbarcazione per la regata, dalla scelta degli accessori alla disposizione delle attrezzature. Per prima cosa è necessario eliminare i pesi inutili. Sì, perché ci sono tanti accessori per barche che possono servire durante una crociera, ma che in regata non vanno altro che appesantire la barca, rendendola più lenta.

Attenzione, però, perché non si può assolutamente esagerare: se infatti tutti i regatisti sono invitati a sbarcare tutti gli elementi non necessari, va sottolineato il fatto che il regolamento di regata vieta esplicitamente di smontare gli allestimenti della barca. Il rischio, infatti, è quello d’essere squalificati. Quindi sì, svuotiamo gli armadietti e lasciamo a terra stoviglie, padelle, coperte, giochi da tavolo e sacche, ma non tocchiamo per nessun motivo divani, cucinotti e altri allestimenti fissi. Sono da svuotare i serbatoi dell’acqua, laddove invece per i serbatoi di carburante si tende a tenere il minimo necessario per la giornata.

Curare la manutenzione della barca

Altro passaggio fondamentale è la manutenzione della barca e la cura della carena. Portarsi allo start di una regata con una carena sporca o rovinata è una vera e propria ingenuità. La tua barca è stata in acqua tutta la stagione, e non ha mai ricevuto una buona pulizia? Allora devi assolutamente alarla e pulirla, usando idropulitrice ed eventualmente raschietto. Una volta pulita, dovrai capire quale trattamento è necessario: probabilmente, se non lo fai da tanto, è il caso di dare l’antivegetativa al tuo scafo, avendo la cura, prima, di togliere il vecchio strato secco. Se invece il tuo scafo è ok, potrai limitarti a una semplice pulizia, per renderlo così più veloce.

Rinnovare le vele della barca

Un’attenzione particolare spetta ovviamente alle vele. Queste sono il motore della nostra barca a vela, gli elementi più importanti tra gli accessori per barche durante una regata. Attenzione: per partecipare a delle regate a livello amatoriale non occorre acquistare obbligatoriamente un dispendioso set da regata. Si può benissimo iniziare con le normali vele da crociera, avendo solo l’accortezza di regolarle nel migliore dei modi e di controllarle spesso. Si dovranno anche controllare le stecche, le tasche delle stecche e le balumine, individuando eventuali fori sulle vele di poppa.

Riscoprire la propria zona di navigazione

L’osservazione è una delle chiavi del successo di una regata: le nuvole, le scogliere, la linea di costa; così come le eventuali secche, le isole vicine, bisogna avere gli occhi ovunque. Perché più si vede, più si hanno informazioni preziose per far andare al massimo la nostra barca. Questo però aiuta anche a conoscere meglio le proprie zone di navigazione, a vederle con occhi diversi, più attenti. Pensavate di sapere tutto da quando avete solcato le acque intorno alla vostra base nautica? Provate a regatare nella stessa zona: tutto vi sembrerà diverso e scoprirete linee di corrente insospettabili oppure micidiali trappole per il vento.

Per tutte queste ragioni, dopo che avete fatto regate quando tornerete in crociera, niente sarà più come prima. Il vostro universo marittimo si sarà ampliato, i vostri sensi si saranno sviluppati. Le stesse destinazioni che visitavate ogni anno avranno un sapore nuovo.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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