Facili da rubare, recuperare e rivendere, i motori fuoribordo delle nostre barche sono un obiettivo primario per i ladri. Quali sono le soluzioni migliori per proteggerli? Ecco qualche suggerimento da prendere in considerazione per evitare brutte sorprese in porto come in rada.

A bordo delle nostre barche a vela utilizziamo spesso motori fuoribordo per navigare con il battello di servizio o manovrare la barca stessa, soprattutto quando le dimensioni dello scafo sono inferiori ai 10 metri. Quasi sempre si tratta di propulsori piccoli e leggeri con cilindrata inferiore ai 10 cv. Quando si naviga in crociera è consuetudine conservare i nostri fuoribordo sui pulpiti di poppa, ben visibili a tutti.

In questo modo sono sempre pronti per l’uso, ma nello stesso tempo sono anche esposti all’azione dei ladri per i quali questi dispositivi sono molto appetibili e piuttosto facile da rubare. Spesso i furti di fuoribordo vengono commissionati da bande criminali che li rivendono in Europa orientale e, più recentemente, anche nel Nord Africa (Tunisia e Libia su tutti). Lo dimostra il crollo delle vendite legali di motori marini in Paesi come Romania, Ungheria, Bulgaria, Malta, Serbia e Montenegro. Non si tratta di ladri improvvisati, ma di veri professionisti che studiano tutto e sanno quello che fanno.

Ladri professionisti e bande criminali in azione

Ma quali sono le tecniche di furto più utilizzate dai ladri? Prima di tutto viene messa in essere un’attività di ricognizione nei porti, nei marina turistici, nei cantieri e nei rimessaggi di barche. Spesso queste strutture sono dotate di cancelli automatici e varchi con tornelli di sicurezza azionati dal passaggio di una carta di abbonamento. In teoria durante l’ingresso non si dovrebbe lasciare passare nessun altro dietro di noi che non sia autorizzato. Ma i ladri sono furbi e muniti di una canna da pesca fanno per esempio finta di voler entrare per raggiungere una banchina e pescare tranquillamente. In realtà sono lì per osservare il potenziale bottino, da raggiungere magari in un altro momento quando la situazione è tranquilla e meno rischiosa. La notte delle giornate infrasettimanali è il momento ideale per agire.

Durante i furti si muovono indisturbati tra le barche e, trovato il propulsore che gli interessa, lo smontano in pochi minuti o addirittura arrivano a staccare anche lo stesso pulpito di poppa della barca. In alcune occasioni tagliano addirittura gli ormeggi della barca per portarla in una zona più nascosta del porto e finire il lavoro senza il pericolo di venire scoperti. Non mancano tuttavia furti eseguiti anche di giorno in porto, come in rada o addirittura nei campi boe. Qualche anno fa un diportista della provincia di Venezia aveva posizionato una telecamera puntata sulla propria imbarcazione proprio in funzione antifurto. La camera è riuscita a immortalare il ladro e tutte le fasi del furto avvenuto poco dopo la mezzanotte. Nel filmato si vede il ladro che indossa una muta nera comparire all’improvviso sulla barca senza essersi avvicinato dalla strada, quindi salendo nello scafo direttamente dall’acqua. Appena a bordo, ha liberato il motore svitando i bulloni che lo fissavano allo scafo e poi ha tagliato con un flessibile il lucchetto che assicurava la barca all’ormeggio con una catena. Dopodiché ha trainato la barca a nuoto per circa 200 metri in una banchina isolata dove il motore è stato caricato su un furgone per farlo sparire.

Come proteggersi dai furti?

La prevenzione è il migliore dispositivo antifurto che abbiamo a disposizione per proteggere i nostri fuoribordo. Se si desidera limitare i rischi di essere derubati dei nostri preziosi compagni di viaggio, consigliamo vivamente di:

– Conservare il motore il più spesso possibile fuori dalla vista.

– Si può ridipingere la calandra del motore o attaccarci degli adesivi per farlo sembrare un vecchio propulsore senza valore.

– È sempre bene scattare foto ai numeri di serie del motore e segnalarli all’assicurazione.

Se i ladri vogliono appropriarsi di un fuoribordo faranno di tutto per portare a termine il loro piano. Quello che possiamo fare è provare a dissuaderli complicando il loro compito. Più tempo impiegano a prendere il motore, meno è probabile che venga rubato. Se non è possibile nascondere il motore fuoribordo, è necessario installare un dispositivo antifurto. L’ideale è combinare le due cose.

Come complicare la vita ai ladri

Una protezione minima ma pur sempre efficace per i motori più piccoli, lasciati montati sullo specchio di poppa, sono dei buoni lucchetti. Generalmente sono posizionati in modo da unire le alette di montaggio del motore l’una sull’altra. È anche possibile optare per un cavo in acciaio inossidabile intrecciato e lucchettato. Per i propulsori più grandi di 25 cv e oltre che si trovano su barche o gommoni più grandi ci sono i dadi di sicurezza. Questi sostituiscono il dado di fissaggio del propulsore sullo specchio di poppa.

Un’interessante alternativa ai dadi di sicurezza sono le barre antifurto. Queste barre realizzate in solido metallo vengono posizionate sui golfari di montaggio del motore rendendolo di fatto inaccessibile. Possono essere bloccate con una chiave o un lucchetto a seconda del modello. Una variante della barra antifurto è il cosiddetto Smartlock. Questo grande cubo di acciaio inossidabile realizzato in due parti è fissato sullo specchio di poppa e racchiude una delle linguette di fissaggio del fuoribordo. In genere è bloccato con una chiave.

Infine un forte dissuasore all’azione dei ladri è costituito dai segnalatori e tracker Gps impermeabili. Questi dispositivi dotati di batteria sono generalmente fissati sotto la calandra del propulsore e permettono di tracciare in ogni momento la posizione del motore sul vostro smartphone e definire un perimetro oltre il quale se il motore esce dall’area scatta l’allarme e viene inviato un avviso via Sms. Pur essendo piccoli e discreti questi dispositivi devono essere nascosti accuratamente ma è tuttavia probabile che i ladri li trovino e li neutralizzino, specialmente su piccoli motori. I ladri ultimamente adottano anche dei dispositivi detti “jumper” con i quali disturbano il segnale Gps di tracciamento. Ma è sempre uno strumento che gli rende la vita difficile.

Chiavi codificate e numeri di serie indelebili

Alcuni motori elettrici di ultima generazione, come per esempio il Torqeedo, hanno una chiave codificata senza la quale è impossibile avviarli. Anche la barra dello sterzo di questi modelli è molto facile da smontare, quindi potete portarla nella borsa quando lasciate il tender incustodito. Per prevenire i furti qualora la propria imbarcazione dovesse rimanere all’aperto per un periodo prolungato, è sempre consigliato infine levare il motore e custodirlo in un luogo sicuro.

Se, nonostante tutto, il vostro motore viene rubato, non toccate nulla e chiamate immediatamente la polizia che può prelevare impronte o un campione di dna per cercare di identificare il ladro. Per debellare il fenomeno dei furti di fuoribordo oltre a controlli più rigorosi alle frontiere tra i paesi, ci vorrebbe uno sforzo in più anche da parte dei costruttori dei motori. La targhetta applicata sul cavalletto, per esempio, in cui è indicato anche il numero di matricola del propulsore, si asporta con un cacciavite e si può facilmente sostituire. Sarebbe opportuno incidere sulla calandra o sul piede del motore il numero di matricola per rendere più onerosa la sostituzione e più facilmente leggibile il codice dalle forze dell’ordine.

Barche da charter nel mirino dei ladri

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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